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APOSIMZ – Recensione

Aposimz

APOSIMZ – Recensione

Quando si unisce il fantascientifico al genere survivor, inciampare sul banale è semplice, ma questo non è il caso di Aposimz di Tsutomu Nihei edito in Italia da Panini Comics e quindi, Planet Manga.

“La storia è ambientata su un pianeta artificiale, Aposimz, formato da un nucleo centrale e dal suo esoscheletro. In seguito ad una guerra molte persone hanno perso il diritto di vivere all’interno del nucleo, essendo quindi costrette a vivere sulla superficie congelata di Aposimz; qui devono affrontare l’inarrestabile avanzare di una misteriosa malattia, oltre ai costanti attacchi di violenti automi e all’ombra incombente dell’Impero di Rebedoa che governa il pianeta.

Durante una marcia d’addestramento, il giovane Etherow e i suoi compagni si imbattono in una ragazza di nome Titania, salvandola dai soldati dell’Impero che le danno la caccia… l’Impero, però, sembra non voler restare a guardare.”

Un cyberpunk manga tosto e sorprendente!

Per chi non conoscesse Tsutomu Nihei, Aposimz assieme a Knights Of Sidonia, è una delle opere più “accessibili” dell’universo del mangaka. Del resto, qualche anno fa, durante un’intervista, lo stesso dichiarò l’esigenza di di fare arrivare le sue opere ad un pubblico più vasto. Evidentemente è per questo motivo che il cambiamento nello stile di Nihei, nel tempo, è sicuramente maturato anche virando verso altri lidi, magari un pelo più mainstream.

Infatti, andando avanti con la storia, potrete notare che il racconto prende una struttura manga quasi tradizionale che però (ed è qui il vero punto di forza di Aposimz) si fonde alla monumentale fantascienza di Nihei. Sempre originale, insolita e cruda.

Il modo in cui la trama si approfondisce non è la classica ambientazione familiare e confortante, no! Parliamo di un mondo molto “freddo”, per niente “spirituale”. In questo caso specifico, l’originalità della struttura viene offerta ai lettori attraverso una ricerca episodica di vendetta, con un eroe che apprende piano piano la piena portata dei suoi poteri.

Potrete pensare a un qualcosa di “piuttosto standard” ma, come al solito, il design di Nihei, il senso dello spazio e delle dimensioni, le lunghezze inimmaginabili di tempo, distanza e profondità, nonché quella sensazione che suscita la caratterizzazione dell’ambiente e il non essere necessariamente fatta di mondi già pre-fatti e pieni ma piuttosto, di trovarsi davanti a contenitori vergini, da riempire. Questo, ovviamente, eleva immediatamente la storia.

In un certo senso, Aposimz ha una certa “similitudine” con Blame! che, seppur diverso, nello stesso modo presenta una trama piuttosto contorta e opaca, ma le cose che accadono, suggeriscono un mondo interessante e affascinante.

Come al solito, però, non è tutto rose e fiori. Se dovessimo trovare una pecca, che vada al di là del gusto personale di voi lettori, potremmo affermare che questa combacia e coincide con la mancanza di costruzione del mondo nel Volume 1. Difatti, l’autore non fornisce molti dettagli sul mondo in cui tutti i personaggi vivono le varie situazioni e questo, di conseguenza, si può tradurre (soprattutto per chi non ha mai letto nessuna delle altre serie di Nihei prima d’ora), con l’ipotesi per cui “forse quest’opera sia collegata a una delle sue altre”. Si insinua, insomma, la sensazione che manchi qualcosa.

Basti pensare all’adattamento cinematografico di Blame!, per trovare facilmente dei collegamenti. Tuttavia, Aposimz, non è correlato ad altre opere precedenti del Maestro Nihei. Questo “alone di mistero” viene spiegato a piccoli bocconi con l’andare dei volumi ma sempre in maniera molto easy.

I disegni, come accennato precedentemente, sono molto particolari. Ammetto che è difficile, per me, prendere una posizione su questo stile artistico. Non perché non mi piaccia, (anzi… proprio l’opposto!) ma perché principalmente può confondere i meno attenti.

Dopo aver visto i disegni, potrete fare un ragionamento abbastanza ovvio: da un lato penserete che ci voglia un talento incredibile per riuscire a gestire uno stile così particolare (e il mangaka lo fa meravigliosamente), ma dall’altro potrete pensare che il tutto risulti un po’ “pigro” quando a immagini così meravigliose come le ambientazioni, viene affiancato ciò che potrebbe essere definito – ingiustamente – sterile.

Come detto, io ho imparato ad amare questo stile artistico che ammicca agli osservatori, agli appassionati del dettaglio, in quanto, a prima occhiata, potrebbe risultare approssimativo ma basta guardare da vicino e con attenzione per essere illuminati da tantissimi particolari.

In conclusione, quest’opera, potrebbe diventare semplicemente un must per tutti coloro che amano la fantascienza estrema. Dal forte impatto artistico e da una storia che si legge in maniera scorrevole, Aposimz dimostra una forte caratterizzazione seinen alternativa e mette gli accenti a quelle che, in tre volumi (al momento, in Italia) possono essere grandi idee.

VOTO

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