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Arise: A Simple Story – Recensione

Arise: A Simple Story è uno di quegli Indie che vale assolutamente la pena giocare. Le ambientazioni, il concept del mondo di gioco e la storia, semplice come definita dagli autori stessi, rendono questo gioco un must per gli amanti del genere e non.

Arise: A Simple Story è esplorazione del tempo, meccanicamente (il tempo e la sua manipolazione è il core del gameplay, come vedremo) e narrativamente. La storia ripercorre i ricordi di un uomo trascorsi con l’amore della sua vita.

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Arise: A Simple Story – Gameplay

Il gioco di per sé è un platform di 10 stupendi livelli. Per progredire all’interno dei livelli bisogna manipolare il tempo, andando avanti e indietro in esso per cercare e ricreare i percorsi che fanno avanzare nel ricordo.

Il funzionamento di questa manipolazione temporale varia da livello a livello: a volte si tratta di un lasso di tempo di qualche minuto ma può arrivare a diverse ore. Per fare un esempio pratico di avanzamento, in alcune situazioni portando avanti o indietro il tempo si può fare abbassare il livello del mare per poterlo attraversare senza affogarci dentro.

Altre situazioni “manipolabili” sono per esempio il percorso di alcune lumache giganti su cui si può salire per arrivare ad alture altrimenti irraggiungibili. O ancora api enormi a cui potersi aggrappare con l’uso di un rampino. Gli oggetti ed animali con cui si può interagire sono numerosi, ma l’obiettivo finale è piuttosto semplice. Bisogna infatti arrivare alla fine del livello, ma il percorso è sempre emozionante e spesso da togliere il fiato.

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La difficoltà generale è piuttosto bassa, poiché il gioco punta alla storia e all’ambientazione e non alla sfida per i giocatori. Ci sono però alcune “difficoltà artificiali” date dalla poca precisione dei comandi in qualche sezione di platforming in particolare. Tuttavia, queste difficoltà che portano alla morte, sono mitigate dai numerosi punti di salvataggio sparsi qua e là.

Nonostante le numerosi morti che si affrontano, c’è tantissimo da amare in Arise. Se non fosse ancora chiaro, Natura e Vita sono il cuore di questo gioco. Ogni livello corrisponde ad un periodo della vita del protagonista, dall’infanzia alla sua “discesa” nell’anzianità. L’ambientazione stessa cambia a seconda del ricordo che stiamo vivendo e nel livello sono sparsi “sotto-ricordi” che approfondiscono la storia.

Uno dei livelli più toccanti si intitola “Frutto“, una meravigliosa ascesa su una pianta in crescita. Questa livello rappresenta la metafore dell’uomo e di sua moglie in attesa del loro primo figlio. Un’emozione talmente forte da rimanere impressa nel cuore di chi la gioca e vive insieme al protagonista.

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Tecnicismi

Un altro tocco di classe è la colonna sonora: gioca un ruolo fondamentale nel regalare un’esperienza indimenticabile ai giocatori. Nei momenti topici il crescendo armonico tocca livelli di immersione totale.

La telecamera a volte rappresenta un altro punto a sfavore di Arise e sembra andare contro al giocatore. Spesso si allontana troppo dal protagonista e rende i movimenti precisi più difficili. Da un lato offre una visuale più ampia del percorso da percorrere, ma fa perdere un po’ quel senso di praticità che un videogioco dovrebbe avere.

Arise: A Simple Story è uno dei più ispirati “Journey-like” pubblicati. Un’esperienza indimenticabile che lascia al giocatore un senso di armonia inestimabile. Il titolo stesso “Una Storia Semplice” rende immediatamente l’idea, nonostante sia semplice è anche estremamente significativa. Malgrado qualche difetto, Arise: A Simple Story è una di quelle esperienza da giocare almeno una volta nella vita.

VOTO

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