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Astra Lost in Space – Recensione

Astra Lost in Space – Recensione

Il genere shōnen è noto per le sue battaglie epiche. Il divertimento che possiamo trovare in titoli come Dragon Ball o My Hero Academia, che ormai hanno fatto la storia, è leggendario. Questi temi, nel corso degli anni, hanno attirato molti fan e avvicinato tutti coloro che non si erano mai accostati all’universo della nona arte nipponica. Ma non solo, sono stati soprattutto delle vere e proprie colonne nella cultura più “recente” degli life-mode otaku.

Ahimè, può capitare che quando si tratta di leggere molte serie del genere, ci si senta sopraffatti dalla lunghezza di alcuni titoli. E qui, Star Comics, viene in nostro soccorso portando in Italia un opzione più breve ma interessante: Astra Lost in Space di Kenta Shinohara, fantascientifico e spaziale.

In un prossimo futuro, i viaggi spaziali saranno la normalità. È in un simile scenario che gli studenti liceali Kanata e Aries partono insieme ad altri sette compagni per compiere un campeggio planetario organizzato dalla scuola. Pieni di entusiasmo per la loro prima avventura tra le stelle, i ragazzi arrivano alla destinazione prevista, ma dopo essere approdati sul pianeta si ritrovano coinvolti in un incidente inatteso! Sarà l’inizio di un’odissea fantascientifica che li vedrà protagonisti di un’acerrima lotta per la sopravvivenza negli spazi siderali, nel disperato tentativo di ritornare a casa…

Dopo un serie di rocamboleschi avvenimenti che vi terranno incollati alle pagine, la nave spaziale Astra continua il suo viaggio nel cosmo in direzione del secondo pianeta, Shummoor. Kanata e Zack sospettano che a bordo si trovi l’individuo che ha sabotato il comunicatore e una frase casuale di Funicia trasforma il dubbio in certezza! Poco dopo, però, la nave rischia di precipitare e…

Astra Lost In Space, di primo acchito, potrebbe essere scambiato per la classica avventura divertente debita ad un target molto più giovane che, in questo caso, segue un gruppo di adolescenti che cercano di tornare a casa attraverso una serie di disavventure/avventure. Ma ci sono alcune cose che non mi aspettavo e che molto probabilmente non vi aspetterete nemmeno voi.

Per una serie così breve, di soli cinque volumi, (di cui noi stiamo recensendo solo i primi due) troverete alcuni sviluppi che riescono abilmente a cambiare la “marea”, elevando tutta l’opera e distaccandola dal tipico shōnen. Certo, ci sono evidenti tratti del genere che “vedrete” arrivare, ma allo stesso tempo, colpi di scena divertenti che vi terranno e intratterranno, facendovi prendere a cuore quest’opera.

Senza svelarvi troppo, nei primi due numeri, conoscerete meglio attraverso le loro particolarità – e gli eventi in cui inciamperanno – questo fantastico e variegato equipaggio. Infatti, anche il tutto il resto dei personaggi presenti nel cast (primari e secondari) sono molto interessanti e si adattano a ruoli ben prestabiliti. Il nostro eroe è Kanata, che si è autoproclamato capitano ed esperto di sopravvivenza con grande dispiacere degli altri membri del gruppo. Risoluto, caparbio, testardo e in un certo senso ingenuo!

A lui, si unisce l’utilissima Aries, una adolescente vivace che è sempre pronta a escogitare soluzioni semplici ma funzionali. La sua particolarità sicuramente sta nella sua memoria fotografica. E ancora: un pilota egocentrico, un presunto emo e tanta, davvero tanta, peculiarità e sviluppo per quanto concerne tutto il lavoro legato allo storytelling.

Come avrete capito, uno dei punti di forza di quest’opera realizzata da Kenta Shinohara è sicuramente il modo in cui riesce ad introdurre i personaggi principali e non. Quando vi verranno “presentati”, potrete notare le modalità che si diversificano tra di loro e si fondono al carattere stesso, ben distinto, arricchito e curato dei vari personaggi.

Introspezione che si mixa alla satira, fierezza che si intreccia alla solitudine, insomma diverte ma da prendere sul serio. La narrazione scorre abbastanza bene e la maggior parte dei dialoghi sono fluidi e mai banali dall’inizio alla fine, seppur leggeri. Il ritmo è crescente e introduce pagina dopo pagina dei momenti davvero spassosi che vi strapperanno un sorriso garantito al 100%.

La trama è avvincente, sorprendente e vi meraviglierà. L’attenzione maniacale dei suoi personaggi più le problematiche della storia e gli sfondi dei vari vissuti di ciascun membro, vi porterà ad attaccarvi emotivamente a questo gruppo. Capitolo dopo capitolo aggiungerà un filo di sensibilità che farà la differenza. Ad un certo punto, infatti, a questi adolescenti verrà inferto un duro colpo… e proprio dal quel filo, da quel conduttore, lo sentirete anche voi. Questo avvenimento, cambierà l’intera dinamica della trama stessa funzionando alla grande.

C’è anche un sacco di humor che vi piegherà a metà, specialmente con Kanata. Un goffo spirito libero. La sua presenza è importantissima in quanto riesce a fare uscire l’individualità di ogni personaggio facendo emergere nuove parti l’una nell’altra. Questo, causando molte battute e litigi divertenti.

I disegni sono ben realizzati. Shinohara ha un buon tocco, soprattutto con i paesaggi e ambienti. Ovviamente tutto l’impatto visivo è solido e trasuda d’esperienza. Uno stile meraviglioso. La sua capacità di catturare l’attenzione del lettore con le lussureggianti vegetazioni spaziali e le creature aliene è senza pari e consentono un’immersione totale. L’edizione Star Comics è particolarmente curata. Giusto ricordare che potrete acquistare anche il bellissimo cofanetto in grado di contenere i successivi volumi della serie – che ricordiamo essere 5 – in edizione limitata con il primo volume, arricchito da un mini poster interno.

In conclusione, Astra Lost in Space, non è solo interessante, ma è soprattutto adatto a tutti coloro che amano il tema spaziale o che vogliono un po’ cambiare ambientazione uscendo dal canone del fantasy. C’è un buon mix di adrenalina, pericolo, humor e momenti sentiti. Una combinazione tra mistero, una storia d’avventura e tanta sopravvivenza, un ibrido che funziona molto bene.

La parte più avventurosa della storia combina un leggero senso di commedia con il brivido dell’esplorazione di pianeti sconosciuti scoprendo, mano mano, il fremito del pericolo. La cosa importante che viene evidenziata in quest’opera è la conservazione di un’organicità complessiva della narrazione che la rende intellegibile e credibile.

VOTO

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