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Black Clover vol. 1-4 – Recensione

Black Clover vol. 1-4 – Recensione

La magia è tutto. Ti dice chi devi essere, cosa puoi fare, il modo in cui devi parlare, definisce il tuo rango e il tuo status, solo la magia può decidere dove vivi e come vivi. Se sei forte oppure debole, se sei importante oppure solo una pedina sacrificabile. La magia definisce ogni cosa. Ma cosa può fare la magia contro il desiderio ardente di un ragazzo e il suo più grande sogno? Forse alla fine non può definire davvero tutto quanto. Non può di certo dire cosa provare, chi amare, cosa desiderare e cosa sognare, ma soprattutto non decide la determinazione e l’impegno che ognuno deve mettere in quello che fa e in quello che crede.

“In un mondo dominato dalla magia, un ragazzo primo della capacità di eseguire incantesimi ha fatto un giuramento: diventerà il più potente dei maghi!”

Black Clover, il manga di Yuki Tabata, può essere tranquillamente definito come uno dei fumetti Shonen migliori tuttora in circolazione, ogni volume che esce si fa strada mantenendo la sua posizione tra i grandi della attuale generazione di Manga. Al suo interno contiene tutti quanti gli ingredienti necessari per un fumetto di categoria fatto a regola d’arte.

Ricetta Shonen.

Partendo dalla giovane età di praticamente ogni singolo personaggio fino ad arrivare alla trama e agli stessi protagonisti il Manga e decisamente eseguito fantasticamente. All’età bisogna fare attenzione, perché per quanto possano parlare o atteggiarsi da adulti, i personaggi principali raramente supererà i vent’anni, non solo però, mai farsi ingannare da storie passate, cicatrici, status o evidente potenza e destrezza, alla fine rimaniamo comunque a bocca aperta nello scoprire che in realtà quel bestione muscoloso a capo dell’esercito, con spadone e pizzetto che potrebbe essere scambiato per il padre di tutti i suoi sottoposti alla fine è più giovane di noi.

Si passa poi alla trama avvincente che per ogni volume pubblicato viene arricchita sempre di più, tanto che alla fine le migliori serie Netflix posso solo farsi da parte e sperare di riuscire ad avere una trama anche solo minimamente bella e avvincente come quella. Storie sempre cariche di combattimenti mozzafiato all’ultimo sangue, dove i nostri eroi, anche dopo per aver perso braccia e gambe, riescono a vincere solo grazie alla loro forza di volontà e alla determinazione dei loro desideri, ricordarselo sempre, non importa quanto sono messi male o in svantaggio, se la battaglia è importante loro la vinceranno sempre e comunque.

E noi siamo sempre lì, perfettamente consapevoli della vittoria imminente, ma che comunque ci sbracciamo e ci emozioniamo per ogni singola scena, facendo il tifo con tutte lo nostre forze. Belle ragazze, scenette comiche, la solita e “casuale” fortuna, storie talmente cariche di dolore che ci interroghiamo sul motivo per il quale qualcuno anche se è un personaggio inventato, debba subire cose delle genere, conflitto, amore, dolore, amicizia, coraggio. Tutto questo e anche di più mescolato per formare una delle categorie di fumetti più amate, genere che, Black Clover, incarna alla perfezione.

Tutto questo e anche di più

Nei primi quattro volumi veniamo  teletrasportati nel mondo creato da Tabata sensei, dove Asta il nostro giovane protagonista quindicenne si ritrova ad affrontare il mondo per riuscire a realizzare il suo sogno, diventare Imperatore Magico, la più alta carica tra i Maghi, il più potente tra tutti loro e colui che li comanda. Ci sono solo alcuni piccoli problemi sulla sua strada, Asta non possiede nemmeno una goccia di potere magico. I maghi sembrano riuscire solo a deriderlo e il suo più grande rivale, non che suo migliore amico d’infanzia di nome Yuno, si rivela essere il mago migliore della sua generazione.

Come se tutto questo non fosse abbastanza il nostro Asta deve fare conti con un mondo che lo disprezza, perché nel suo mondo la discriminazione, l’odio insensato e il disprezzo solo all’ordine del giorno per chi possiede poco potere magico, perché i nobili sono potenti maghi da sempre e i contadini sono deboli, da sempre! Ma nonostante tutto e tutti, il nostro protagonista decide comunque di affrontare la prova per diventare Cavaliere Magico e non si sa nemmeno come, riesce ad entrare nella compagnia del Toro Nero, ottenendo così la possibilità di dimostrare al mondo che il non possedere potere magico non lo fermerà dal realizzare il suo sogno.

La forza che smuove il mondo

Il sogno, il desiderio di proteggere chi ami, la necessità di tenere al sicuro i tuoi amici e il dovere di salvare gli innocenti. Queste sono le forze che muovono le menti e i cuori dei personaggi principali, soprattutto quella del nostro protagonista. Si parte sempre con il desiderio ardente di realizzare i propri sogni e si finisce con il combattere rischiando la morte per riuscire a salvare tutto coloro che devono essere salvati.

Un ragazzo che si fa strada in un ambiente totalmente ostile e sopporta ogni tipo di angheria e cattiveria, combatte tutte le guerre e rischia più volte la morte, diventando ogni volta sempre più forte, sempre più determinato e sempre più vicino alla meta. Un manga che, come molti altri di questa categoria, al di fuori del sangue e dei mondi fantastici ci insegna che gli unici artefici del nostro destino siamo solo e solamente noi. Non importa se vi dicano che non potrete farcela, che non siete adatti, che siete una nullità, non importa quanto l’obbiettivo possa essere irraggiungibile o irrealizzabile, bisogna provarci.

Bisogna tentare di realizzare i propri sogni, si deve combattere per quello in cui si crede e non importa se si vince o se si perde, perché anche in caso di sconfitta almeno non si vive la propria vita con il rimpianto di non aver nemmeno tentato. Tutto questo verrà insegnato fin dai primi capitola della saga.

Noi amiamo i tuoi difetti.

Dove ci sono pregi però purtroppo ci sono anche dei difetti, in questo derivati principalmente dalla categoria di appartenenza, difetti che in realtà vengono apprezzati e ignorati, perché anche se sappiamo della loro palese ed evidente esistenza, li ignoriamo perché senza di loro in effetti non sarebbe la stessa cosa.

Si parla di prevedibilità e ovvietà all’interno dell’opera, soprattutto per i più veterani molte scene tendono ad essere prevedibili e trasformano il lettore in una specie di lettore del futuro, soprattutto per quanto riguarda i combattimenti  ciò che succede attorno ad essi.

Parliamo chiaro al lettore di questa categoria la cosa interessa davvero poco perché anche se alla fine sa esattamente quello che sta per succedere o perlomeno lo immagina, rimane comunque incollato alle pagine a fare il tifo per il suo personaggio preferito, pregando per la sua vittoria anche se di fatto sa già che vincerà, come sa prevedere esattamente il momento in cui i rinforzi arriveranno a salvare la situazione, lo saprà ma questo non gli impedirà di comportarsi come se non lo sapesse affatto. Ma che volgiamo farci? Tutto questo non fa altro che esaltarci e appagarci sempre di più.

Nei primi quattro volumi di Black Clover quello che ci viene mostrato è una vera e propria entrata a sfondamento da parte dei nostri protagonisti e antagonisti, che ci vengono presentati con furore uno alla volta, lasciandoci ogni volta sempre pieni di adrenalina e desiderio di scoperta. Assimilerete il come funziona questo mondo, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti e osserverete Asta farsi largo nei cuori di tutte le persone che incontrerà mentre – finalmente – farà veri passi verso il suo futuro. In questi 4 volumi ci viene data una base per tutto quello che succederà, per darci un’idea più chiara di quello che potremmo aspettarci. Per gli amati del genere questo manga è una chicca da non farsi sfuggire per nulla in assoluto.

VOTO

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