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Brindille vol. 1 e 2 – Recensione

Brindille è una graphic novel fantasy in due volumi edita in Italia da Saldapress, scritta da Frédéric Brrémaud e disegnata da Federico Bertolucci.

Già dalle prime tavole ci si immerge in un ambientazione boscosa ricca di creature particolari e molto carine. L’impronta fiabesca la si percepisce sin da principio.

Brindille è una creatura enigmatica, in fuga da un misterioso incendio, viene trovata e soccorsa da piccole e buffe creature di un villaggio piccino. Non ricorda chi è ed attorno a lei nessuno conosce la sua natura. La Strega del villaggio, però, pur non identificandola paventa tutti quanti accennando al fatto che sulle tracce di Brindille ci sono i temutissimi Cacciatori di Ombre. Di conseguenza tutti scompaiono, lasciandola sola. Brindille non si perde d’animo e la sua curiosità, unita alla voglia di trovare risposte sulla propria identità, sono forti, così comincia il viaggio alla ricerca di se stessa.

Brindille incipit

La foresta è, però, ricca di pericoli. Ci sono delle creature temibili. Fortunatamente in suo soccorso arriverà un curioso ed inaspettato alleato. Il Lupo.

Da che si ha memoria il lupo non è mai stato una creatura buona nelle favole, dopo che si è mangiato cappuccetto rosso è passato nell’immaginario collettivo come colui che va sconfitto. Il cattivo, il subdolo, l’ingannatore, il mascherato.

In questa favola Il Lupo smentisce ogni diceria a suo riguardo, da antagonista diventa mentore. Si spoglia di tutte le false accuse accumulate negli anni e si riveste di una nuova armatura, “letteralmente”. Accompagnerà e consiglierà la nostra eroina Brindille fino alla fine. Una figura molto forte. Consigliere e protettore.

Brindille e Il Lupo

Non solo… i due inaspettati compagni faranno altri incontri durante il loro percorso. Un vero e proprio viaggio dell’eroe senza nessuna mancanza. Brindille proverà a rifiutare inizialmente il proprio compito ma grazie al suo inaspettato nuovo amico affronterà le sue paure, troverà alleati, nemici e supererà molte prove ed infine troverà la sua ricompensa. Un armatura ed un arma che saranno fondamentali per la battaglia finale e il ritrovamento, finalmente, della sua vera natura.

E’ come se Frédéric Brrémaud avesse semplicemente tracciato una mappa per il viaggio di Brindille e la sua trasformazione . Lei cresce, cambia, fa un percorso da un modo d’essere a un altro. In questo percorso incontra queste figure che l’accompagneranno nell’evoluzione.

La Sirena

I disegni e i colori di Bertolucci sono eccellenti. La storia, in pratica, viene narrata da questi. La sceneggiatura, infatti, è molto scarna e i dialoghi spesso un po’ inefficaci. Fortunatamente laddove la carenza narrativa viene meno, le tavole ci vengono in soccorso, la cromia scelta scagliona le varie fasi del racconto. Ne scandisce gli eventi, molto naturali nei momenti di pace e decisamente frenetici durante le battaglie. Prevalgono i colori della natura, e in base alla loro variazione si percepisce il cambiamento degli eventi. Il verde delle foglie e dei campi durante i momenti di calma, quando si avvicina il pericolo della battaglia prende vita il rosso fuoco, quando Brindille non sa che fare ed è indecisa il colore che prevale è il grigio.

La sceneggiatura di Brrémaud di carattere fantasy – avventuroso, abbonda di peripezie. Il racconto, è volutamente costruito per condurre il lettore, non solo all’interno di questo magnifico mondo fantastico, ma anche per seminare indizi riguardanti il mistero che avvolge Brindille. L’intera storia conduce inevitabilmente alla rivelazione, che sarà totalmente diversa da quello che ci si aspetta durante la lettura dei due volumi.

Questo racconto ha un sapore antico, un po’ come lo sono quei racconti illustrati brevi che si leggono ai bambini. La forza non è nella sceneggiatura, quanto in ciò che si guarda.

Saranno i legami che Brindille stringe durante la sua avventura a lasciare un po’ l’amaro in bocca sul finale, una momento catartico commovente ma anche troppo superficiale e svelto. Il lettore, d’altra parte, vittima di uno show don’t tell epico, arriva in fondo alla storia ricco di curiosità e supposizioni, ma ciò che trova è decisamente inaspettato.  

Allenamento

La storia di Frédéric Brrémaud e Federico Bertolucci, in conclusuione, ha un sapore di antico, qualcosa di ancestrale. Ricorda vagamente, in alcuni punti, la Storia Infinita di Michael Ende. Questo mondo fantastico abitato da creature meravigliose e curiose. Brindille ha una missione che ricorda quella per la salvezza di Fantàsia, e la minaccia che incombeva su di essa con l’espandersi di una forza misteriosa chiamata Nulla che tutto inghiottiva. Qui è un orda, che può anche ricordare l’esercito di Sauron de “Il Signore degli Anelli”, che minaccia l’estinzione del mondo e Brindille è la chiave. E’ un opera capace di attirare l’attenzione sia di grandi che di piccini, quest’ultimi l’ameranno sicuramente . Pecca un po’ a livello narrativo, spesso i dialoghi sono scontanti e a volte scollegati, ma la visione d’insieme è sicuramente buona. Un connubio piacevole alla vista e, se si tralascia qualche difetto, anche per l’intelletto. Per chi ha dei bambini è decisamente ottimo come racconto della buonanotte o come storiella da leggere accanto al fuoco o davanti una bella tazza fumante di cioccolata calda.

VOTO

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