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Call of Duty: Modern Warfare – Recensione

Da sempre Modern Warfare “racconta” la guerra moderna. Niente più milioni di morti, feriti e dispersi vecchio stile. Le regole di ingaggio, fondamentalmente diverse, derivano da scontri che non hanno un campo di battaglia. La lotta può essere ovunque e in qualsiasi momento, dove viene tracciato il confine tra quello che c’è da fare, perchè va fatto e ciò che deve essere fatto, per forza di cose. Durante la campagna di Call of Duty: Modern Warfare, quella linea di confine prende un nome: armi chimiche.

In uno dei livelli più angoscianti del gioco, interpreterete Farah, una ragazza proveniente da un immaginario paese mediorientale devastato dalla guerra tra gas mortali e terroristi russi. Per fuggire, dovrete uccidere un uomo a sangue freddo. Un’esperienza profondamente dura… ve l’assicuro. Ma questo flashback, perchè di questo si tratta, serve a spiegare perché Farah, ora è leader di un gruppo di combattenti per la libertà e rifiuta di usare armi chimiche o di associarsi a chiunque ne faccia uso. 

Per molti aspetti Farah è la bussola morale di Modern Warfare. Ci sono alcuni giocatori chiave nella campagna di Modern Warfare e tutti quelli con cui giocherete si atterrà alle proprie regole. Al di fuori di ciò, tuttavia, “la politica etica” sarà molto più tetra e violenta. Ad esempio i terroristi russi non avranno scrupoli diversamente all’esercito statunitense e britannico che, con il seguente quesito: “sacrificare alcune vite per salvare altri e quindi adoperare misure estreme, oppure no?” ci faranno capire le varie scuole di pensiero. Su queste questioni la bussola morale sarà il Capitano Price, un ritorno in Modern Warfare. Tosto ed esperto che prende il comando nella maggior parte delle missioni (e non è un caso che i primi livelli con Price saranno tra i migliori). 

Nei panni di un impetuoso e impaziente Garrick, seguirete le indicazioni di Price per salvare quante più persone possibile dai terroristi, anche se più di una volta assisterete alla morte di persone innocenti mentre aspettate di fare la mossa migliore possibile…

Queste missioni vanno da scontri a fuoco su larga scala a un raid attentamente pianificato con, al comando, pochi uomini. Guiderete una donna attraverso un’ambasciata sotto assedio usando telecamere di sicurezza per assicurarvi che il suo percorso sia libero. Cercherete in silenzio un complesso nemico usando gli occhiali per la visione notturna mentre Price osserva dall’alto, sparando luci per tenervi nascosti. Come detto, Price, vi guiderà attraverso diversi approcci di cui avrete bisogno per ogni missione e sarà il vostro tutor sia per le meccaniche che nelle difficili scelte che dovrete fare lungo la strada.

Le missioni di Alex, invece, non spiccano altrettanto in termini di gameplay. Un livello da cecchino che ricorda vagamente “All Ghillied Up” del predecessore Modern Warfare – sebbene con più nemici – e alcuni gadget fighi, ma nulla più. La sua dinamica con Farah però, è forte. Infatti Segue l’esempio morale di questa sul suo territorio perché crede nella causa e condividono il rispetto reciproco. È deludente, tuttavia, che Farah non abbia un ruolo più forte e grande, nonostante sia fondamentale ai fini della storia e di alcuni missioni. Anche questo non è un caso che, sebbene sia la forza motrice di tutto MW, giocherete con lei davvero poche volte. In linea generale, tutti i personaggi coinvolti in questo nuovo Modern Warfare, nonostante il contesto e alcune decisioni discutibili, sono ben curati.

Tanta tensione si accumula nel corso della campagna e poiché i personaggi sono fondamentalmente ben costruiti, è facile almeno considerare l’opinione e la filosofia di ognuno. Alla fine, purtroppo, tutto ciò che otterrete sarà solo un vago sentimento per la serie: “abbiamo fatto il possibile”, piuttosto che qualcosa di più sostanziale o interessante. 

Al di fuori di ogni contraddizione tematica, il multiplayer di Modern Warfare è decisamente all’altezza e con una varietà di modalità di gioco adatti a diversi tipi di giocatori. In tutte le modalità, le mappe si allontanano dall’ovvia struttura a tre corsie a favore di angoli e tonnellate di copertura; c’è generalmente un equilibrio ben strutturato di approcci a media distanza, ravvicinata e a lungo raggio. Il toolkit standard, altamente personalizzabile, possiede una buona selezione di vantaggi per adattarsi a diversi tipi e stili di gioco. Fondamentalmente, Modern Warfare rimane in gran parte all’interno delle solide basi del multiplayer di Call of Duty senza spingerli molto, ad eccezione dell’eccellente modalità Realismo.

Innegabilmente il momento clou del multiplayer di Modern Warfare è la modalità Realismo. Stranamente, in questa modalità, puoi subirete più danni che in Hardcore (sappiate che questa modalità rimuove completamente l’HUD). Un equilibrio fantastico per coloro che vogliono avere più possibilità di sopravvivere per un pelo, piuttosto che morire in uno o due colpi, ma con il resto della sfida intatto. Sicuramente un’evoluzione intelligente e soddisfacente.

Mentre nessuno dei “nuovi” tipi di modalità è così sconvolgente. Alcuni sono stati solo soggetti ad aggiunte e migliorie e nulla più. TDM 20, una versione 10v10 della classica modalità Deathmatch a 6v6, è la meno reinventata e funziona come una versione più gonfia del normale TDM con mappe più grandi. Purtroppo alcune di queste mappe, come Euphrates Bridge, soffre di problemi di equilibrio e di spawn. 

La Gunfight è l’antitesi di TDM 20. È una modalità a vita singola, 2v2, in cui il vostro loadout ruota ad ogni round e l’obiettivo sarà quello di uccidere i vostri due avversari con i mezzi a vostra disposizione. Questa modalità viaggiano su piccole mappe con due percorsi principali per un rapido coordinamento con il vostro partner, per la serie: “vai a sinistra, io andrò a destra”. Fortunatamente sarà presente anche la didascalia sulla chat vocale. C’è anche una versione in cui inizierete senza armi e dovrete trovare una pistola esplorando la mappa, che è comunque una divertente scalata prima della frenesia dello scontro a fuoco.

Ground War è da “buono in condotta”. Le mappe si espandono con cinque punti di controllo da catturare e una zona sicura per ogni squadra alle due estremità. A differenza di TDM 20, potrete facilmente tornare al combattimento dopo la morte risuscitando in qualsiasi punto di cattura della vostra squadra, su veicoli o vicino a dei compagni di squadra (a condizione che non siano attivamente in combattimento). 

C’è anche una modalità NVG (visione notturna), per avere una prospettiva diversa sulle stesse mappe. Ovviamente, per sua natura, questa modalità renderà le cose un po’ più difficili. Praticamente giocherete allo stesso modo degli altri tipi di, ma non mirerete attraverso i classici mirini. Al loro posto ci saranno i (mirini) laser, molto facili da individuare. 

Spec Ops è la modalità cooperativa in cui voi e una squadra dovrete completare una serie di obiettivi. Così facendo sarete ricompensati con un po’ di storia extra. Potrete scegliere uno dei diversi ruoli all’inizio, ognuno con la sua abilità. C’è un medico, ad esempio, che può far rivivere i compagni di squadra caduti e come gruppo, dovrete lavorare insieme per superare i nemici mentre guadagnerete informazioni per dirigervi verso il prossimo obbiettivo e così via. In questa modalità, i nemici, sembrano generarsi senza fine da tutte le direzioni – quasi alla “orda di zombie” – e sarà fin troppo facile lasciarsi sopraffare da loro. 

In conclusione, Modern Warfare raggiunge nel complesso un buon risultato. La modalità Realismo è un’aggiunta eccellente alla lista e, sebbene non tutte le nuove modalità multiplayer siano fantastiche, Gunfight e NVG sono delle straordinarie novità. Anche la campagna, nonostante la fine lasci un po’ perplessi, finisce per consolidarsi tra la media ponendo una solida base per dove la serie potrebbe andare a parare in futuro.

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