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Cinque Allegri Ragazzi Morti – Recensione

Cinque Allegri Ragazzi Morti

Cinque Allegri Ragazzi Morti è una serie scritta e disegnata da Davide Toffolo, pubblicata da Panini Comics sugli otto numeri della collana Fandango tra il 1999 e il 2001.

Nel 2002, i primi quattro numeri della serie, sono stati raccolti in un unico volume dal titolo Fandango Collection. Poi, la serie, completamente ristampata da Coconico Press nel 2008 in tre volumi, in un formato particolare: ogni volume infatti, in una confezione simil DVD, conteneva fumetto e un CD con le musiche del gruppo di Davide Toffolo: Tre allegri ragazzi morti. Questi volumi inoltre contengono il numero 9 della serie, mai pubblicato prima. Sempre Coconino Press, nel 2011, ha raccolto la serie in un omnibus.

Più recentemente, nel 2015, Panini Comics ha portato l’opera prima in spillati (a colori con spledide copertine dedicate alle stelle della musica internazionale) e successivamente in eleganti cartonati intitolati Cinque Allegri Ragazzi Morti Collection. Per la prima volta, divisa in 3 in un volume cartonati, la saga della rock band non-morta più amata d’Italia, arricchita dai colori di Fabiola Ienne!

La storia parla di cinque ragazzi: Gianny Boy, Vasco, Sumo, Sleepy e Mario, che tornano in vita dopo la loro morte provocata da Lidia, la strega che vuol controllarli tramite delle bambole voodoo. Ma Elisa, una ragazza coinvolta nell’incidente dei cinque è rimasta in coma. In questo “sonno” perpetuo, Elisa, diventa il loro “angelo custode” riuscendo a dar loro l’autonomia della propria morte, restituendo a ciascuno la propria bambolina.

Ma ci sono anche delle regole da rispettare: non interferire nella vita dei vivi, mangiare solo carne umana e non innamorarsi mai. Perché l’amore della morte equivale alla morte. Sono queste le due chiavi per entrare nel mondo creato da Davide Toffolo attorno alle figure dei Cinque Allegri Ragazzi Morti.

I cinque ragazzi, condividono anche un singolare destino, quello di essere dei morti viventi. Costretti a cibarsi unicamente di carne umana, impossibilitati a creare relazioni amorose. Sempre on the road, per le strade dell’Italia, alla ricerca di cibo e di un po’ di chiarezza sulla loro nuova vita. Costanti delle avventure, legate tra di loro da un filo sottile ma resistente, dove soprattutto la morte finisce per perdere tutti i significati che spesso, nella vita reale, le attribuiamo e si riduce ad essere momento di una particolare catena alimentare.

Non saremo mai come voi, siamo diversi. Puoi chiamarci se vuoi ragazzi persi.

La particolarità dell’opera di Davide Toffolo è proprio l’aver costruito delle premesse abbastanza classiche. Una storia dove a prevalere sono i sentimenti forti, di amicizia, amore e morte che legano i cinque ragazzi anche dopo la morte. Ovviamente, un’altra forte caratterizzazione viene dalle tematiche adolescenziali che coinvolgono tutte le persone che si trovano a gravitare intorno al piccolo, e in costante evoluzione, mondo dei cinque giovani zombie.

Come detto, uno dei temi trattati in i Cinque Allegri Ragazzi Morti è la morte. Per l’uomo la morte ha rappresentato un mistero, un enigma, da sempre. E nel corso della storia e dell’evoluzione umana, filosofi e religiosi hanno detto la loro a riguardo. Ma di fatto, la concezione – più moderna – della morte è quella che dà tutto il suo senso alla vita. Per quanto paradossale possa sembrare, nell’opera di Toffolo, la morte dà alla vita sulla Terra tutto il suo significato profondo, il suo peso specifico, nonché il suo valore spirituale e morale. Anche e soprattutto da morti!

Infatti, la narrazione, è un mix indissolubile di emozioni che si aggrovigliano a quello che possiamo definire un teen-drama un pelo più adulto. Il crescendo, fino ad arrivare all’inesorabile fine, non è mai scontato e con momenti pieni di musica e poesia. Il mondo creato da Toffolo, di conseguenza, comincia a girare attorno ai cinque ragazzi regalando una dinamicità (all’interno della storia) a dir poco magica.

I disegni, dello stesso autore, sono semplici ed efficaci. Anche se la rappresentazione molto fine e filiforme, seppure senza troppi ghirigori, funziona ed esprime tutto quello che troverete dentro e fuori ai cinque ragazzi. Piccola nota per la versione colorata: spettacolare!

In conclusione, uno dei fumetti che ho adorato sin dal suo esordio. La particolarità di esso deriva dal fatto di essere un opera che non si ferma. In costante movimento e in evoluzione, cresce pagina dopo pagina. Pieno di idee grafiche, invenzioni narrative e tematiche che l’autore riesce a gestire magistralmente. Un fumetto, nel fumetto, che va affrontato con una certa attenzione per raccoglie appieno il senso.

VOTO

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