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Dampyr #238: Roxana – Recensione


Dampyr – Roxana
Soggetto: Giovanni Di Gregorio
Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Giorgio Gualandri
Copertina: Enea Riboldi

Il 2020 coincide con i vent’anni di Dampyr, e Sergio Bonelli lo celebra con un restyling della testata. Inserisce il numero “20” sulla copertina come nuovo logo e cambia le colorazioni.
L’anno debutta con un un tema da “grande classico”, ossia La casa infestata. Dampyr – Roxana si svolge in una delle location più belle e commemorative del genere. L’hotel Imperial, dagli ornamenti ottocenteschi in stile liberty – dettagliati in modo eccelso – è il fulcro di questa ghost story.

L’Hotel Imperial ha chiuso i battenti ai tempi della Grande Guerra. Durante la Belle Èpoque era l’albergo più lussuoso della Romania, ma ora, tra le sue stanze polverose, le tappezzerie coperte di ragnatele, i mobili che odorano di muffa, non ci sono più ospiti paganti… solo oscure presenze, sotto lo sguardo di vetro di Roxana, l’antica proprietaria, ritratta in una magnifica vetrata dipinta Art Nouveau dai riflessi di sangue…

Lasciamo l’Italia e il borgo di Dunklerberg, nel sud Tirolo affollato dai Krampus (qui la nostra recensione), per ritrovarci in un bellissimo Hotel infestato, chiuso da circa un secolo, nonché in uno dei luoghi più famosi del genere, la Romania. Sul luogo sopraggiungono gli esperti del paranormale, i Ghost Hunter dell’Università di New York capeggiati dalla sensitiva Maud Nightingale, Nicole Simmons e il cane Thor.
Inizialmente, ai tempi della sua gloriosa “vita”, l’hotel era gestito dalla bellissima seduttrice Roxana la quale bellezza si può ammirare su un’impressionante vetrata colorata che sovrasta dominando l’Hotel. – Vedi l’incantevole copertina di Enea Riboldi

In questo numero di Dampyr – Roxana, lo script segue più o meno il solito modus operandi della serie. Ma, nello studiare il luogo, la squadra di acchiappafantasmi finisce in una trappola e in loro soccorso arrivano prontamente Harlan Draka e i suoi collaboratori.

Una storia dai toni classici ma magistralmente raccontata in una sceneggiatura che non risulta noiosa o ridondante, al contrario, Giovanni di Gregorio plasma con la sua penna una briosa e senza dubbio molto action, ghost-vampire story. La narrazione, infatti, è fluida e si sposa egregiamente con tutti i codici di comunicazione tipici del fumetto. Il lettore non perderà mai l’attenzione e verrà guidato attraverso i tranelli della forte Roxana. La trama, per l’appunto, depista il pubblico seminando falsi indizi e trasformando la storia in qualcosa di completamente diverso.

Non da meno i disegni di Giorgio Gualandris, che ricreano, per lo più perfettamente, quelle atmosfere tipiche della Belle Èpoque, regalando alcune tavole con un azione continuativa tra una cella e l’altra. Anche nelle scene più violente e sanguinose nulla viene lasciato al caso e gli ambienti mantengono la loro caratteristica.
Giorgio Gualandris conferma, con un miglioramento ai disegni, la sua bravura già nota nel n. 218 di Dampyr “La donna dalla bocca squarciata“.

Il numero 238 Dampyr – Roxana è un volume che mantiene i toni classici della narrazione Dampyriana, il protagonista indiscusso Harlan Draka non sbaglia un colpo e grazie alle sue doti “soprannaturali” di Dampyr riesce a risolvere il rompicapo dell’Hotel Imperial, donandogli così una seconda vita.

I colpi di scena non mancano, e l’azione riempie le pagine e gli occhi dei lettori. Sicuramente un numero da recuperare per chi ama il caro Harlan, grazie anche ad un team creativo che sa il fatto suo.

VOTO

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