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Deep Scar: vol. 1,2 – Recensione

La Shockdom punta sugli italiani è, difatti, tutta made in Italy la storia edita che si snoda tra le pagine di Deep Scar. Si parla di “cicatrici profonde” per un racconto che si prospetta acceso da crescenti toni drammatici, con sotto testo psicologico che trova appiglio alle questioni irrisolte della protagonista. Il tutto alleggerito dalla base sentimentale del tono, stiamo, infatti, pur sempre parlando di uno shoujo. Un manga per ragazze scritto e disegnato dalla talentuosa Rossella Sergi (classe 1990) che si avvicina a questo mondo da autodidatta, raffinando la sua tecnica di disegno presso la Scuola Internazionale di Comics. Ecco la trama:

Sofia è una giovane donna che aspira a una maggiore indipendenza. Si trasferisce a Torino, pronta a trascorrere il suo primo anno lontano dalla famiglia e dal fidanzato Luca. Ma la nuova coinquilina di Sofia, Veronica, conduce una vita molto diversa dalla sua: alle serate tranquille della giovane studentessa, preferisce fare baldoria in compagnia di bei ragazzi. Qualcosa che porta Luca a temere l’influenza di lei su Sofia e, soprattutto, la presenza dell’enigmatico Lorenzo, uno degli amici di Veronica, che sembra essere un po’ troppo interessato alla sua ragazza

Come in tutti gli shoujo che si rispettino, presenti sono gli elementi chiave che incastrano, in modo perfetto, il manga nel genere: triangoli amorosi, una protagonista alla ricerca di sé, certezze destinate a essere stravolte. Il target generazionale, dunque, è molto chiaro e segue un poco il filone di “After” (il famoso film del 2019) tanto per intenderci. Gli stereotipi dell’amore che un pubblico femminile molto giovane immagina, su cui fantastica e per cui il cuore accelera i suoi battiti (come se tutte queste eroine romantiche fossero tachicardiche), ci sono tutti.

Iniziamo dal protagonista maschile: Lorenzo è il classico tipo “bello e dannato”. Il suo corpo è ricoperto da tatuaggi. Quasi come se la loro presenza potesse essere una sorta di discriminante tra lessere considerato un bad boy, o no. Ha un carattere sfuggente, taciturno, difficile, non chiaro a una prima lettura. Tutte caratteristiche che, irrimediabilmente, lo pongono nel girone degli strafottenti, almeno in prima battuta. In realtà è lampante come il giorno che ci sia molto di più, si capisce sin dal principio.

Sofia, la protagonista, incarna tutti i cliché con cui ci si deve confrontare, se si legge un prodotto sentimentale di questo tipo. Le parole target generazionale ritornano, in effetti. Questo tipo di femminilità deve, semplicemente, rispondere a uno stereotipo nel quale tutte possono riconoscersi. Sofia parte da un background personale di un certo tipo (facilmente intuibile) e inizia, tra le pagine, la sua evoluzione. Lei va incontro a una crescita, che potrebbe legarsi alla maturazione di qualsiasi giovane donna.

Deve capire se il mondo in cui ha sempre vissuto la definisce, o no. È il percorso di chiunque. Esso può, anche, arrivare a toccare il rapporto con la famiglia, per comprendere cosa evolvere e cosa lasciare immutato. È la consapevolezza che l’amore, può subire mutamenti. Non si ama in modo fisso. L’amore evolve, cambia, si trasforma. Considerare che esso possa essere non suscettibile alle variabili del tempo e delle circostanze, sarebbe una follia. Sofia è alla continua ricerca e scoperta, ciò è palese. È questo aspetto a rendere interessante tutta la storia.

Tra le amicizie della protagonista, menzione ad honorem per le antitetiche Veronica e Ilaria. La prima è un personaggio di rottura. Lei è la chiara immagine di tutto ciò che Sofia non è: ribelle, forte, una ragazza che non aspetta, di certo, il principe azzurro e che, nemmeno ci crede. Ilaria è la figura di equilibrio. È descritta in modo da porsi al centro tra ribellione e pacatezza, spogliata di tutti gli eccessi di Veronica. Avrete, dunque, di fronte, una varietà femminile molto ampia, destinata ad allagarsi nei successivi numeri in uscita di Deep Scar.

Il disegno ricalca lo stile shoujo. Gli occhi sono quasi “lacrimosi”, illuminati e grandi, attorniati da ciglia folte e definite. Corpi stilizzati e longilinei, mani dalle dita affusolate e volti che espimono drammaticità. Il tratto della Sergi è delicato e ci accompagna, come una carezza, alla scoperta delle vicende. Il carico psicologico si concentra, ancora una volta, sul viso dei personaggi. Le bocche femminili, ad esempio, tendono a imbronciarsi regalando un effetto visivo molto tenero. Anche gli uomini esprimono una mascolinità delicata ma non per questo meno certa, forte e di impatto.

Con l’uscita dei primi due volumi dellopera, la Shockdom scalda i motori ed è pronta a regalarci una storia che, certamente, sarà destinata a rimanere nel cuore delle “shoujo fans” più accalorate. In realtà, anche tutti gli estimatori del genere (di ogni età) apprezzeranno il prodotto. Questi ultimi, più delle immediate fruitrici dell’opera, vivranno le avventure di Sofia con quella punta di orgoglio verso una giovane mangaka che non ha nulla da invidiare alle colleghe nipponiche. Rossella Sergi ha saputo, anzi, tenere alta la bandiera del made in Italy in un campo difficoltoso e non scontato. La sua è, quindi, certamente, da definirsi una bella prova.

VOTO

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