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DIE! DIE! DIE! – Recensione

Il fumetto pulp dal creatore di “THE WALKING DEAD”

Negli USA un’agenzia governativa segreta lavora per influenzare le questioni mondiali. Essa manipola gli eventi commettendo omicidi mirati dove serve, a volte a fin di bene, a volte per obiettivi personali. Se stai facendo del male alle persone, se stai cercando di rendere il mondo un posto peggiore, sappi che potresti aver firmato la tua condanna a morte.

DIE! DIE! DIE!” è un fumetto ultraviolento, un racconto pregno di immagini splatter, una montagna russa fatta di azione, crudeltà, cinismo e colpi di scena.

Dal genio di Robert Kirkman, in collaborazione con lo showrunner di “The Walking Dead” Scott M. Gimple, arriva anche da noi, dopo l’annuncio fatto a sorpresa qualche mese fa, una storia in otto parti che è diventata subito molto attesa. Per la versione italiana è stata raccolta in un unico volume da Saldapress, potendola così leggere di botto e prendendo bene fiato al principio. Il racconto ci ha entusiasmato e siamo sicuri che farà parlare di se.

Chris Burnham, il disegnatore di tutti i numeri della serie, mescola elementi degni dei migliori film di Tarantino con influenze di mangaka orientali. Spara in faccia al lettore scene cruente ricche di sangue, ripetitive al punto da diventare quasi la norma e tuttavia necessarie per dare il giusto mood alla storia stessa. Il racconto procede velocemente, succedono un sacco di cose in poco tempo, ma tutto viene calibrato dall’autore in modo ragionato. Alcuni flashback inseriti “ad hoc” risultano fondamentali per la trama, portando alla luce il passato di alcuni protagonisti.

I PERSONAGGI, IL SEGRETO DI KIRKMAN

La bravura di Kirkman e il segreto del successo delle sue opere, a prescindere da cosa esse raccontino e dall’ambito trattato, passa sempre da una ottima e peculiare caratterizzazione dei personaggi. Oltre ad essere il punto forte delle sue serie più famose, la creazioni di personalità tanto diverse quanto efficaci, risultano sempre la chiave di tutta la sua scrittura. Carismatici, disturbati, amati, odiati, folli, anche in questo caso non mancano di essere presenti.

Conoscerete gemelli omozigoti addestrati con passione e devozione all’omicidio, assisterete al dualismo e al gioco di potere tra la senatrice Lipshitz, sessantenne dedita al sesso e alla droga e il senatore Barnaby, uomo tanto piccolo quanto malvagio.

 In “DIE! DIE! DIE!” non esiste una netta distinzione tra bene e male, non c’è una fazione di “buoni” che si possano definire tali, non ci sono eroi, non c’è una moralità.

LO STILE DI “DIE! DIE! DIE!”

Le caratteristiche che rendono unico questo nuovo lavoro dell’autore di Outcast e Invicible prendono spunto da diversi rami del mondo pop. Partendo dal tratto grafico usato da Burnham, molto accattivante, ricco di tavole splatter, ricorda in alcuni momenti il Kick-Ass di Millar-Romita Jr. e il Crossed di Ennis-Burrows. Le influenze narrative sono molteplici, l’atmosfera “Tarantiniana” traspira dalle pagine e si mescola con scene che sembrano strizzare l’occhio al mondo dell’anime nipponico.

UN MONDO DA TENERE D’OCCHIO

Se siete già degli amanti delle opere di Kirkman, la lettura di DIE! DIE! DIE! è altamente consigliata, non perché ricordi qualcuno dei suoi precedenti fumetti, ma perché la verve dell’autore è ancora a livelli elevati,anno dopo anno e successo dopo successo. Dopo aver concluso i lunghi percorsi che lo hanno portato a terminare opere come “The Walking Dead” e “Invicible” sembra che il buon Robert abbia ancora tanto da raccontarci. Nei prossimi mesi vedremo molto materiale scaturito dal suo genio e speriamo che ci sia presto anche una continuazione di questa serie così particolare.