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DISCESA ALL’INFERNO Vol. 2 – Recensione

Discesa all’Inferno Vol. 2″ è il secondo e conclusivo volume per la serie horror scritta da Garth Ennis (PREACHER, DREAMING EAGLES, JIMMY’S BASTARDS), disegnata da Goran Sudžuka (Y-THE LAST MAN, HELLBLAZER, GHOSTED) ed edita in Italia da Saldapress. Una delle pubblicazioni più interessanti dello scorso anno, ennesimo lavoro magistrale per il grande scrittore nordirlandese. Anche “Discesa all’Inferno” è parte del mondo Aftershock, marchio fumettistico d’oltreoceano che sta dando grandi soddisfazioni a noi lettori, sia per la varietà che per la qualità delle produzioni.

DAL MAGAZZINO ALLA CATTEDRALE

Non è facile esaminare questi sei capitoli conclusivi che hanno per sottotitolo “La Cattedrale”, partiamo quindi facendo un breve sunto della prima parte. Nel volume precedente gli agenti Shaw e McGregor hanno seguito i colleghi Hunzikker e Goss all’interno di un magazzino di Long Beach, trovandosi immersi in una sorta di dimensione parallela fatta di orrori, violenza e dolore senza fine. Entrare nel magazzino è stato fatale per una squadra dello S.W.A.T. , le teste di cuoio si sono infatti tolte la vita puntandosi le pistole in fronte, a vicenda, e premendo il grilletto. La coppia di poliziotti, rimasti all’oscuro dei fatti, proseguono nel frattempo il loro cammino,  scoprendo di non avere un battito cardiaco e trovando Hunzikker che si spara in testa decine di volte senza fermarsi. Goss invece è letteralmente morto di paura.  

In questo volume l’ambiente horror cambia, si amplifica. Dai bui corridoi del magazzino si passa ad un enorme edificio che ha le sembianze di Notre- Dame. La cattedrale che appare loro davanti porta con se significati biblici e riferimenti non casuali. Il religioso si mescola al profano e l’atmosfera è pregna di misticismo ed esoterismo. La vicenda diventa ancora più contorta e malvagia.

UN VIAGGIO NEL MALE

Paul Carnahan, responsabile della scomparsa di 21 bambini, ucciso dall’agente Shaw al culmine di una storia di giustizia personale finita male, ricompare di fronte alla sua omicida. La presenza di Carnahan, così come la mancanza di spazi e tempi ben definiti, risultano espressione di un racconto che si dipana nelle menti dei protagonisti, ma allo stesso tempo si trovano degli elementi tanto reali da non sembrare solo immaginari. Il flusso della narrazione è impastato con elementi del passato che si rimescolano con il presente. Il male è il vero protagonista del racconto e le domande scomode che vengono poste ai due agenti federali sono davvero malignamente argute.

ENNIS, PRENDERE O LASCIARE

In questa serie degna delle migliori storie horror non è facile seguire il filo degli eventi, o meglio, non è semplice trovarne il significato univoco. Non esiste una verità oggettiva di quello che viene narrato, ma molteplici interpretazioni di essa. Ennis elabora una trama particolare composta da rapidi flashback, dialoghi intensi e citazioni. Le illustrazioni di Sudžuka ed i colori di Ive Svorcina sono appropriate al tipo di scrittura e danno all’intera opera un tono molto potente. Le domande che il lettore si fa all’inizio della storia non sono minore di quelle finali. L’autore porta il mistero ad un livello filosofico e getta nella mischia domande esistenziali. Ennis mette mano al suo repertorio e sforna un piatto difficile da digerire, ma questo è il risultato che sicuramente si aspettava.

RIFLESSIONI FINALI

Pur non raggiungendo le vette di altre opere dello stesso autore, Discesa all’Inferno vol. 2 (qui la recensione del vol. 1) è senza dubbio un ottimo fumetto horror, come se ne leggono pochi. Il suo stile è unico e riconoscibile e se avete apprezzato Garth Ennis altrove sarà per voi una buona lettura, anche in questo caso. Non si tratta di una storia “facile”, ma ideata per trasmettere emozioni pungenti, nere. Una serie dove il protagonista è il male in ogni sua forma umana, ma anche un male superiore. Un horror che fa riflettere, degno prodotto del genere.

VOTO
VOTO COMPLESSIVO DELL'OPERA

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