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Dragonero: Il ribelle 4 – Recensione

Dragonero: Il ribelle 4 – Recensione

Oggi, noi di PlayGamesItalia siamo pronti a continuare la nostra avventura nel mondo fantastico di Dragonero. Il fumetto edito dalla Sergio Bonelli Editore, continua lungo la sua strada con Dragonero: Il ribelle 4.

La storia di questo mese ci viene presentata cosi dalla Bonelli:

‘’Un appuntamento misterioso in una rocca abbandonata offre a Dragonero l’occasione per raccontare ai suoi compagni un crudo episodio del suo passato, un momento che getta ancora “un’ombra sul suo cuore” e che il biondo eroe erondariano avrebbe voluto dimenticare… ‘’

Prima di continuare a leggere questa recensione vi consigliamo di recuperare le precedenti qui!

Quarto episodio, che potremmo definire statico, utilizzato dagli autori per gettare le basi di questo nuovo rilancio. Infatti, leggendo le pagine di questo numero vivremmo un flashback, in cui ci verrà raccontata una storia del passato di Ian, di quando era scout imperiale, e del suo ‘’incontro’’ con un mercenario non del tutto ”normale’’, Kilvar.

Storia, che mette al centro un oggetto con cui è molto legato il nostro protagonista, la sua spada, Saevasechta. Spada al di fuori del normale, come anche il suo possessore.

Tutto questo è condito con l’attesa da parte di Ian e compagni di incontrare una persona che gli ha dato un appuntamento in un vecchio castello, per una nuova missione.

Analizzando tecnicamente l’episodio, dal punto di vista della sceneggiatura e disegno, troviamo il team costituito da Luca Barbieri (Sceneggiatura) , Alessandro Bignamini e Luca Bonessi(Disegni).

Analizzando la sceneggiatura, non ci sono grosse pretese. Come detto in precedenza il numero vuole essere un di più per gettare le basi di una storia più grande, aiutando naturalmente, soprattutto i nuovi lettori, ma anche i vecchi, a conoscere meglio il personaggio fulcro della storia, descrivendolo nel complesso, quindi dandoci informazioni importanti anche su ciò che usa, come la sua spada.

Artisticamente, i disegni in bianco e nero stile Bonelli sono sempre validi e sopra la sufficienza. Il tratto sempre preciso e netto, è arricchito da tutti i dettagli che vengono utilizzati sia sui personaggi che sull’ambiente circostante.

Complessivamente un buon lavoro. Aspettiamo i prossimi numeri per avere un evoluzione della storia.

Noi di PlayGamesItalia saremo pronti per portarvi la nostra recensione!

VOTO

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