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Dragonero: Il ribelle 6 – Recensione

Dragonero: Il ribelle, è la serie creata da Luca Enoch e Stefano Vietti per la Sergio Bonelli Editore.

La serie de “Il ribelle” è iniziata da pochi mesi con lo scopo di raccontare le avventure che Ian vivrà, ma non più sotto l’Impero ma contro di esso e al fianco della ribellione.

Questo sesto numero, è sceneggiato da Luca Barbieri e Stefano Vietti, mentre i disegni sono lasciati a Gianluca Pagliarani, Giuseppe De Luca e Giuseppe Matteoni.

La Bonelli, ci presenta cosi questo sesto volume della serie intitolato “La voce della foresta Profonda”:

“Un potere antico si sta risvegliando e nessuno è in grado di prevedere quali potranno essere le conseguenze…
Non ci sono certezze e la stessa vita di Sera corre un terribile rischio. Riuscirà l’elfa a sottrarsi all’oscuro destino che incombe su di lei? E qual è il doloroso segreto che, tempo addietro, ha iniziato ad avvelenarle l’animo? “

Prima di cominciare con la recensione, se non lo avete ancora fatto potete recuperare le recensioni precedenti cliccando QUI.

Dopo la parentesi, che ha portato Ian e Gmor a salvare l’ultimo figlio del re di Himyara, cosi da poter ereditare il trono, abbiamo che la protagonista indiscussa di questo volume è l’elfa Sera.

Infatti Sera, come come elfa botanica, è direttamente collegata la natura. Per questo motivo, percepisce che qualcosa di strano sta succedendo ad essa. Una cosa cosi strana che porterà il trio, Ian, Gmor e Sera, proprio a tornare a casa di Sera, la foresta di Frondascura, per avere delle risposte. Qui, incontreranno anche la Ruda madre, – che abbiamo già incontrato in Dragonero: Le origini – che avvertirà il trio che qualcosa di oscuro si è scatenato, e che le forze della natura si stanno allenando per proteggersi. Non vogliamo dirvi altro, e se siete interessati, vi lasciamo alla lettura del fumetto.

Vietti e Barbieri, in questo albo danno una svolta alla trama complessiva, che fino ad ora era fatta di alti e bassi. Questo lo fanno dando inizio a quella che si preannuncia essere una bella “saga”. Tecnicamente, la storia ha un ritmo sostenuto, che riesce a mantenere alta la concentrazione del lettore ma anche la sua curiosità. Non vediamo l’ora di vedere come si evolverà la storia.

Dal lato artistico ci troviamo davanti ad un trio di disegnatori, che riescono a racchiudere in un solo albo davvero tante belle tavole. Tratto sempre ben definito e lineare. Personaggi caratterizzati davvero al massimo, in quelle che sono le emozioni che vivono al momento. Questi punti riescono a dare un’esperienza di lettura davvero completa.

Complessivamente, si presenta davvero come un buon incipit per la “saga” che dovrà iniziare. Noi di PlayGamesItalia non vediamo l’ora di leggerla per portarvi le nostre recensioni.

VOTO

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