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Echoes vol. 1/2 – Recensione

Echoes recensione

Echoes vol. 1,2 – Recensione

Una delle emozioni che quasi tutti abbiamo sperimentato, ma di cui si parla meno (forse per vergogna), è il desiderio di vendetta. Quando fanno del male ai nostri cari o siamo vittima di situazioni che ci ledono in qualche maniera, risulta più facile riempirci di odio e desiderare di vendicarci piuttosto che perdonare.

Per molti applicare l’occhio per occhio è normale, così normale che non viene nemmeno presa in considerazione la seconda opzione, in quanto si parte dal presupposto che se una cosa avviene inaspettatamente, non si può prevenire, ma solo vendicare. Si crede di avere il “diritto” di vendicare l’insulto o il danno ricevuto. Dietro a questa sete di vendetta vi è l’idea che, una volta raggiunto quel desiderio, si ci senta meglio. E qui scatta la citazione di Confucio, che disse: “prima di intraprendere il viaggio della vendetta, è meglio scavare due tombe”.

Echoes di Kei Sanbe, edito da Star Comics, racchiude l’istinto più profondo di questo sentimento evolutivo che, in genere, si attiva come funzione protettiva all’interno di un determinato contesto ma che, in questo caso, rasenta la follia.

Senri Nakajo vive solo per la vendetta. Quando era bambino qualcuno ha ucciso i suoi genitori e lui non è minimamente intenzionato a lasciarsi la cosa alle spalle. Fuori o dentro la scuola, il suo unico scopo è trovare la forza e il denaro necessari a compiere la sua vendetta e per ottenerli non ha alcuna paura di sporcarsi le mani… Ma cosa lo aspetta una volta saziato l’obiettivo intorno a cui ruota tutta la sua vita, e che persegue malgrado l’opinione contraria di una cara amica e dei nonni, gli unici parenti che gli sono rimasti?

Dal re del thriller Kei Sanbe, l’autore di Erased, una nuova, avvincente storia ricca di mistero e suspense – una vicenda sull’orlo della follia e appesa al filo di ragnatela dei ricordi.

Non lasciarti sfuggire tutte le cose importanti per seguire solo quella che hai sotto il naso.

L’infanzia di Senri non è stata così felice anche prima dell’omicidio dei genitori e della scomparsa del fratello gemello. Infatti, suo padre, era piuttosto violento e non era cosa rara che sfogasse i fumi dell’alcool verso la moglie e i suoi figli. Spesso il fratello gemello, rinchiudeva Senri in un armadio/sottoscala per essere picchiato al suo posto.

Alla fine, nonostante l’atto di protezione fraterna, la situazione non era cambiata molto, perché entrambi avevano una connessione speciale. Ciò che uno prova, l’altro sente, anche a volte, accompagnato da una visione grazie al dono della vista condivisa. Ma un giorno, uscendo da quell’armadio che lo “proteggeva”, Senri, scopre che i suoi genitori sono stati brutalmente uccisi e Kazuto non c’era più. A quel dolore, tramite una visione di Kazuto che si accosta al fratello sopravvissuto, Senri vede il braccio dell’assassino con una particolare cicatrice… di cui ovviamente non svelerò ulteriori dettagli.

Tredici anni dopo, mentre Senri guarda la TV, sullo sfondo nota un uomo il cui braccio mostra le famose cicatrici. Vuole solo una cosa, uccidere l’assassino di suo fratello.

La recensione potrebbe finire già qua. Potrete notare quanta carne al fuoco ci sia e quanto mistero pronto ad essere svelato, ma ovviamente non mi limiterò a darvi soltanto l’accontentino. Echoes non è solo vendetta, ma anche dualismo, perseveranza, introspettiva e sperimentalismo emotivo, che varca mete inesplorate di un subconscio decisamente ferito e già messo duramente alla prova.

Il maestro Kei Sanbe non scrive un’opera solo interessante, allo stremo di un mistery perfettamente orchestrato e affascinante, ma ricalca, in tutto e per tutto, una trasposizione stilistica del genere, attraverso alcuni ingredienti tipici come la suspense, la tensione e l’eccitazione adrenalinica dovuta ai colpo di scena. Questi vengono utilizzati come elementi principali della trama per il raggiungimento (ancora lontana tranquilli) della catarsi.

In psicoanalisi, la catarsi è il processo di liberazione da esperienze traumatizzanti o da situazioni conflittuali, ottenuto col far riaffiorare alla coscienza dell’individuo gli eventi responsabili di un trauma che lo hanno cambiato radicalmente, rimuovendoli così dal subconscio. In Echoes, questo processo di “purificazione” avviene costantemente, dritto per dritto, a suon di colpi di scena che il maestro Sanbe abilmente piazza, come vere e proprie trappole per i lettori.

L’autore, in tutto ciò, risulta anche originale. Abilmente prende alcuni pensieri filosofici e li catalizza attraverso una concezione molto più logica che teorica, che vede i personaggi separarsi dai concetti e dalle basi usati come fondamenta del genere stesso, elevandoli e sfruttandoli a suo favore al fine narrativo.

Se nelle prime pagine del primo volume troverete un introduzione – efficace – alla storia, ad alcune dinamiche e ai personaggi, sappiate che starete solo scalfendo la superficie di qualcosa di veramente più grande. Nel primo volume il ritmo prende piede e la fine dello stesso vi farà impazzire (il consiglio personale infatti è quello di acquistare entrambi i volumi proprio per evitare le sofferenze tempistiche dell’acquisto del secondo). Nel numero due dell’opera, il ritmo è costante alla stessa maniera del primo con picchi assurdi durante le svolte improvvise.

I disegni sono tipici dell’autore e alcune sue particolarità si riconosco tra mille. Chi ha letto Erased o L’isola dei bambini dimenticati può capire benissimo cosa intendo. Nel complesso restituiscono un ritorno visivo piacevole e adeguato al contesto narrativo. Molto belle sono le pagine che utilizzo i colori inversi, dove vengono sovrastate dalle scritte in grande a sottolineare alcuni momenti chiave e ricordi. Bellissimo l’effetto disturbato dei flashback. L’edizione Star Comics risulta piacevole al tatto. Morbido e si apre bene. Il tutto viene arricchito da una sovra copertina lucida.

In conclusione, questi primi due volumi di Echoes, scritti e disegnati da Kei Sanbe, edito in italia dalla Star Comics, risultano positivamente devastanti. Un racconto che prende tantissimo grazie ai risvolti spesso inaspettati e per nulla prevedibili. La continua tensione, il mordente fisso e il mistero che avvolge questa storia vi catturerà e vi catapulterà in un thriller psico-adrenalinico che risulta avvincente e mai noioso. Attendo con trepidante attesa il continuo!

VOTO

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