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Final Fantasy VIII Remastered – Recensione

L’originale “Final Fantasy VIII“, lanciato nell’ormai lontano 1999, uscì per sua “sfortuna” all’ombra di”Final Fantasy VII” che aveva rivoluzionato il concetto della saga per come la conoscevamo fino a quel momento: la presenza di personaggi carismatici, quali Cloud, una storia coinvolgente e molto ben scritta e una colonna sonora di straordinaria fattezza. In poche parole “IL Videogioco” di quell’epoca che segnò intere generazioni. Ma non per questo, Final Fantasy VIII fu un brutto gioco, anzi fu uno dei pochi ed apprezzati FF giocati dal sottoscritto (incluso il VII e il X), la presenza di ben quattro dischi per PSX fu motivo di curiosità nel provarlo e questa scelta non mi deluse affatto. Final Fantasy VIII si può definire una “perla” (forse solo a metà) di SquareSoft (ora Square Enix), che non faticava ad entrare tra le mensole di molti appassionati.

La curiosità però arrivava anche dal fatto che, all’epoca non ci si informava come al giorno d’oggi e l’unico modo per sapere qualcosa dei giochi in uscita era acquistare riviste con dischi pieni di demo di giochi, spesso inguardabili. In una di questa c’era una Demo non giocabile di FFVIII, contenente un solo filmato d’introduzione: quel filmato così ben girato e con una colonna sonora indimenticabile attirò migliaia e migliaia di giocatori in giro per il Mondo; lo scontro interminabile tra Squall Leonhart (protagonista del gioco) e Seifer Almasy, suo rivale “da sempre” che finisce con il quasi abbraccio tra Squall e Rinoa ce lo ricordiamo ancora oggi in un meraviglioso momento nostalgia.

La trama di FFVIII è come per la maggior parte dei titoli della saga, slegato da essa e si sviluppa in modo autonomo. Squall Leonhart è un ragazzo schivo e di poche parole, studente del Garden di Balamb: struttura che allevava ed addestrava ragazzi proveniente da ogni parte del mondo per prepararli a diventare soldati pronti a fronteggiare eventuali future crisi. Dopo aver ottenuto il diploma, il SeeD, Squall, Zell, Rinoa e tutti gli altri dovranno affrontare minacce ben più grandi di quelle a cui erano stati preparati, incontreranno streghe, mostri e dovranno imparare a gestire i Guardian Force (GF), entità sovrannaturali e molto potenti che li aiuteranno in questo viaggio.

Gameplay, differenze con l’originale

Iniziando a parlare del Gameplay di FFVIII possiamo anche incominciare a parlare delle differenze con l’originale. Come J-RPG, anche questo Final Fantasy si basava moltissimo sul farming e sul grinding (metodi per avanzare di livello) e sebbene sia stato semplificato e non di poco l’avanzamento del livello dei personaggi, che aumenta automaticamente con la sola esperienza acquisita, lo stesso non si può dire delle abilità e delle magie. Sono sempre presenti i Junction, che faranno felici i pochissimi hardcore J-RPG gamer e faranno infuriare ancora una volta gli altri milioni di giocatori che non amano complicarsi più di tanto la vita.

Il Junction è una funzione che permette al personaggio, quando legato ad uno o più GF, di assimilare e potenziare magie attraverso l’esperienza ottenuta contro specifici mostri nemici. Ma a differenza dell’originale, in questa versione non esistono più i punti magia o strumenti utili ad aumentarne alcune caratteristiche. Tali punti magia saranno ripristinati tramite l’esplorazione o “rubandole” ai nemici durante i combattimenti, tramite il comando “assimila”. Anche le magie, come i personaggi, aumentano di livello e danno dei Punti abilità, utili a sbloccare nuove abilità, siano esse passive o attive: il tutto, già presente grossomodo nel gioco del 1999, era motivo di critica di numerosi giocatori che si stuccavano nel dover gestire tutti questi aspetti e per ciò in questa Remastered è stata aggiunta la possibilità di far fare tutto questo in autonomia alla CPU, rendendo la vita del gamer leggermente più semplice.

Parlando di altre differenze, non si possono tralasciare alcune “scorciatoie” inserite, attivabili tramite gli analogici. Ci sono 3 (su PS4) di queste scorciatoie: la prima velocizza il gioco fino a 3 volte, per rendere ad esempio alcuni viaggi a piedi molto più fluidi e veloci; la seconda permette di attivare la funzione “incontri zero“, che annulla tutti gli incontri casuali con i mostri in giro per il Mondo di gioco; l’ultima facilita non di poco il gameplay, attivando la rigenerazione della vita, aumentando la forza e rendendo sempre disponibili le mosse “Limit Break“, solitamente attivabili solo raggiungendo una certa quantità di punti vita.

Per quanto riguarda gli aspetti che sono stati mantenuti, non possiamo non menzionare la World Map, una mini mappa che rende gli spostamenti con i mezzi o a piedi molto più veloci; e la Triple Triad, il leggendario minigioco di carte che ha reso FFVIII tra i FF più riconoscibili di sempre. Attraverso questo gioco, che conta una serie di rigide regole, è possibile sfidare una miriade di NPC disseminati per il mondo; inoltre alcune combinazioni di carte e oggetti rende possibile l’ottenimento di alcune abilità e magie non ottenibili altrimenti.

Grafica e tasti dolenti

Uno degli elementi che distingue una Remaster dall’originale è l’upgrade grafico dei modelli di gioco e delle texture e in casi di giochi così “vecchi”, anche dei fondali caratteristici di giochi del genere. Per quanto riguarda i modelli, nulla da eccepire: il lavoro di Upgrade della risoluzione è impeccabile, per quanto alcuni elementi “censuranti” (fa specie la rimozione della “scollatura” nel modello di Rinoa) facciano storcere un poco il naso. Ma più di tutto fa arrabbiare il fatto che i fondali siano rimasti quelli originali e che non siano stati ritoccati neanche un po’. Questo purtroppo è conseguenza del fatto che Square Enix abbia perso molti dei codici sorgenti dei propri giochi, come ammesso candidamente proprio dalla compagnia nipponica.

Lo stesso non si può dire della colonna sonora, che è rimasta quella originale e molto apprezzata, scritta dal maestro Nobuo Uematsu, a differenza del Port fatto per PC qualche anno addietro, che aveva una colonna sonora diversa e decisamente poco stimata dai fan di lunga data.

Purtroppo sono presenti anche piccoli bug sonori/grafici e di gameplay, legati alla difficoltà di gestire al meglio i codici sorgenti di giochi così datati e così diversi da quelli del giorno d’oggi.

Concludendo, possiamo affermare che Final Fantasy VIII Remastered, non supera di certo nemmeno l’originale questo nonostante gli sforzi e i vari tentativi del comparto grafico. Non si discute la qualità del titolo, che come dett,o con i suoi “difetti” – di ieri e di oggi – rimane immutata, quanto la resa di una remasterd che sembra incompleta. Il ritmo del gioco rimane blando, ma fortunatamente, a venire in soccorso a questo c’è la trama e la musica che regalano vere e proprie emozioni. Questo basta, con i suoi annessi e connessi, a rendere Final Fantasy VIII Remaster una incredibile “rielaborata” pietra miliare.