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Galileo Galilei – Recensione

Galileo Galilei

Galileo Galilei – Recensione

Quando la storia incontra l’arte, nascono opere uniche. Kleiner Flug fa di questo principio il suo marchio di fabbrica e dona alle stampe, prodotti di editoria inedita e quasi di nicchia. È il caso di Galileo Galilei- una storia che non sta né in cielo né in terra, scritta e illustrata da Paolo D’Antonio. Essa narra parte degli eventi della vita del noto matematico italiano, avvenuti tra il 1592 e il 1633. È impossibile categorizzarne e limitarne il genio, esclusivamente nell’ambito per il quale egli è famoso in tutto il mondo.

Galilei apportò, infatti, notevoli contributi al pensiero filosofico, introducendo il metodo sperimentale nell’indagine scientifica. Fu anche fisico, astronomo e accademico fuori dalle righe. Sospettato di eresia, fu processato e condannato all’abiura. Gli accadimenti narrati dalla novel, si focalizzano proprio nella situazione ultima della sua condanna e vanno a ritroso. Parte proprio dal 1633 (anno della condanna), con una narrazione che insegue gli eventi dal presente al passato (fino al 1592) per poi ritornare al presente.

D’Antonio ci presenta, così, un giovane professore universitario. Convinzione in lui radicata è che le leggi della natura, possano essere investigate con la guida dei propri occhi. Si mettono in moto, senza se e senza ma, gli ingranaggi della rivoluzione scientifica che condurranno lo scienziato italiano tra Pisa, Padova e Firenze (presso messer Cosimo de Medici). Ma Galileo non fu solo il grande padre della scienza che tutti conosciamo. Fu un uomo che precorse i tempi della modernità, persino, nella sfera privata. Convivente, prole a carico e, sullo sfondo, un’anziana madre (portavoce di un’impostazione familiare tradizionalista). Il quadro si completa.

L’autore vi concederà un inedito Galilei nelle vesti di uomo, che va oltre lo spettro della professionalità. Al di là dello scienziato si riverbera un carattere ostinato, a tratti goliardico, in particolare, nelle scene di vita familiare. È un uomo che si pone troppe spanne avanti per la sua epoca, non solo a livello accademico. Egli sembra, sempre, correre rasente, in equilibrio, su un immaginario filo invisibile. Ciò accade non solo tra due donne (la madre e la compagna) ma, anche, tra il Galileo privato e lo scienziato. L’abitazione è sempre aperta ai suoi studenti, l’officina è fucina di rari strumenti provenienti da tutta Europa.

Si parla del pendolo e poi del cannocchiale, dei satelliti di Giove, le fasi di Venere. Spiegata, come solo una graphic novel ben fatta farebbe, la rivoluzione copernicana e altre valutazioni scientifiche. Il risultato finale è un’opera che parla a tutti. Essa è resa immediata non solo dai dialoghi concisi e dritti al punto. È, altresì, pregna di dissertazioni scientifiche, giustamente, esemplificate. Protagonista assoluta della narrazione, in generale, è però, l’uomo.

Egli è diviso tra grandezza, progresso, fame di conoscenza da una parte, rappresentata in toto dal nostro protagonista. Mentre, dall’altra, si evince con un fulgore, quasi imbarazzante, tutta la pochezza del suo limite. Vi ritroverete di fronte a un quadro desolante, umanamente parlando. Prende forma, in modo palese, la sua più misera rappresentazione. Gli interessi particolaristici del singolo, si esprimono con cieca ottusità. Prende piega quel lato oscuro, rappresentato dagli uomini di fede, che gioca con le vite del prossimo, che inganna. Traspare dalle pagine la visione di una Chiesa, impegnata a sottacere chi si esprime con voce discordante.

Il timore che l’ordine precostituito possa essere sovvertito, porta il progresso a essere ostaggio di uomini compiacenti con lo status quo. Ma la bellezza del messaggio finale esplode in modo inequivocabile, in un immaginario dialogo tra Copernico e Tolomeo. La forza di questo dialogo tra anime agli antipodi, è scenograficamente di grande impatto. È prepotentemente evidente lo sfondo “incandescente” di rosso e arancione delle tavole finali. Questa scena è investita della congenialità ultima di parlare in modo diretto al lettore. È proposto un confronto sui generis (tra sogno e fantasia) ma onesto, dove entrambi i punti di vista sono spiegati senza equivoci.

In un viaggio ideale che termina sul sole, i due uomini di scienza, si abbracceranno in un simbolico messaggio di unità. La conclusione dell’opera è dietro l’angolo, una diretta conseguenza della narrazione. La preziosità della vita dell’uomo sta nell’essere in tensione continua verso la perfezione, pur rimanendo ancorato ai limiti che lo definiscono. Il messaggio finale si arricchisce di una prospettiva sempre attuale. A dispetto delle opposizioni, quella del contrasto alla modernità è una lotta destinata a infrangersi contro la realtà dei tempi che saranno.

La Chiesa e i suoi uomini rappresentano, in modo calzante, la paura del futuro. Un futuro nel quale la conoscenza, dismetterà persino i semplici dal giogo della sottomissione che essa ha imposto su di loro. Il disegno oscilla fra tratti indistinti e forme più concrete. Paradossalmente i tratti più vaghi sono quelli iniziali, quelli documentati storicamente, che riguardano l’abiura di Galileo. Idem i colori. Verso la fine è tutto più vivo e reale, di quanto visto sino a quel momento. Un ideale escalation cromatica che abbraccia il senso del messaggio dell’opera.

Perché immergersi in questo piccolo ma grande capolavoro della Kleiner Flug, è presto detto. In questo particolare momento storico, in cui la paura del futuro è più reale di quanto non si voglia ammettere, è quasi confortante scoprire tra le pagine una profonda speranza, nonché il giusto senso di evasione. Speranza sempre accesa, affinché il tempo della crisi mondiale passi. Accompagnata, inevitabilmente, da un grande senso di fiducia riposta nella comunità scientifica.

Vista la criticità dell’attuale momento in cui si è costretti, purtroppo, all’auto-isolamento, Kleiner Flug ha deciso di rendere disponibile la novel a titolo gratuito sul suo sito. Fino a fine Aprile avrete l’occasione di immergervi nella bellezza dell’opera. Potendo, così, valutare, in prima persona, un prodotto di un certo tipo di editoria ad elevato impatto qualitativo. Consigliato!

VOTO

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  • Galileo Galilei

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