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Gears 5 – Recensione

Il mondo sta crollando. La fiducia nella tecnologia si è rivelata una rovina per l’umanità e i nemici si alleano per eliminare tutti i sopravvissuti. Guida Kait nel mondo più grande e suggestivo di Gears per scoprire le origini delle Locuste e combatti con la tua squadra per proteggere ciò che resta.

Sparare a rettiliani mostruosi, esplorare laboratori in rovina e segare in due altri giocatori sono le cose che Gears fa meglio, e Gears 5 punta con vigore a migliorare questi loro punti di forza. Le fondamenta della serie non sono state intaccate molto in questo nuovo capitolo, ma The Coalition (lo studio di sviluppo) ha aggiunto una serie di nuove idee in questo loro progetto, almeno da quando hanno in mano le redini del franchise. La storia di Gears 5 è quasi – maniacalmente – dedicata al passato, anzi… a dirla tutta da un certo punto di vista è così nella sua totalità, ma le nuove aggiunte aiutano a ridare vita alle migliori idee della serie finora.

E ci sono parecchie aggiunte. Dal lato Multiplayer, i personaggi hanno ottenuto nuove abilità e quindi la possibilità di diversificare lo stile di ognuno dall’altro. È stato rielaborato notevolmente il sistema di progressione e sviluppo di tali abilità nelle sessioni competitive e nella modalità Co-op per dare – a dir si voglia – un vero senso di avanzamento, come avviene ad esempio in CoD, per farvi un esempio pratico.

Persino nella modalità campagna è presente un sistema di miglioramento che, se puntiamo la lente d’ingrandimento, potrebbe ricordare un RPG. Sono presenti alcune nuove aree che vanno ad approfondire nuovi sviluppi sulla trama.

Invariati sono i fondamentali del gameplay, scelta coraggiosa da parte dello studio quella di mantenere una meccanica classica che, in un certo senso, ha reso famosa la saga. Ovviamente potrete muovervi liberamente nella mappa, lanciandovi dietro le varie coperture, mirare e colpire il bersaglio con una vasta quantità di armi. Tranquilli, le esecuzioni “Gore” e le uccisioni melee sono ancora presenti ed essenziali nei combattimenti ravvicinati.

Gli scontri multiplayer spesso, al solito, finiscono con due giocatori che si nascondono tra le varie postazioni, per la serie: “vai di camper”, cercando di mettere a segno l’ultimo, decisivo colpo. Ma il gioco è cresciuto in modo significativo questo grazie ad alcune aggiunte come: il Pass gratuito per le sfide online, personaggi ispirati a eroi e altre migliorie che sono, diciamocelo in tutta onestà, benvenute in una saga di già ben 13 anni.

Storia

Durante il tempo speso nella campagna, che dura circa 12 ore, noterete anche lì alcuni aspetti rivisitati. Le Locuste sono tornate, ma ora sono chiamate “Sciame”. Passerete molto tempo a cercare di convincere bande di Outsiders ad unire le forze per combattere lo Sciame. Uno degli obiettivi del gioco sarà riportare in uso una delle armi più famose del franchise, il Martello dell’Alba. Gears ritorna senza dubbio sulle stesse terre già calcate nella trilogia originale conclusa nel 2011, e sebbene alcuni strumenti di questa nuova avventura siano diversi, la Guerra in sé per sé non è cambiata.

Gears 5, per quanto concerne la narrazione, fatica un po’ rispetto ai suoi predecessori. Diciamo che manca di alcuni momenti topici che regalavano soddisfazione. Ovvio, sempre bella e affascinante, ma avrei azzardato. La storia riprende non molto dopo la fine degli eventi di Gears of War 4, in cui JD Fenix – figlio di Marcus Fenix, uomo poster della serie – e i suoi amici Del e Kait hanno scoperto della minaccia dello Sciame e sono partiti per fermarlo. Invece di concentrarsi su JD e Marcus, come avviene in Gears 4, in questo capitolo la narrazione si concentra sui Kait, che ha perso la madre a causa dello Sciame. La fine di Gears 4 suggeriva che Kait avesse un collegamento con le Locuste, che Marcus aiutò a sterminare 25 anni prima; una parte della storia si incentra appunto sull’esplorazione di questo rapporto e sulla scoperta di segreti da lungo sepolti dal governo COG.

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Per la maggior parte del tempo scorrazzerete abbattendo vari gruppi di mostri come già fatto nei capitoli precedenti – ma Gears 5 si differenzia con alcune piccole chicche nel gameplay che lo rendono migliore dei predecessori, nonostante il tutto sia rimasto per lo più immutato. I primi e gli ultimi capitoli sono molto tradizionali rispetto ai precedenti, e sarete guidati in missioni “classiche”: uccisioni di determinati obiettivi, l’assistenza ad altre squadre amiche o lo sterminio di mostri giganti. Fortunatamente, il filone centrale di Gears 5 cambia il ritmo abbattendo cosi la monotonia grazie all’aggiunta di nuove micro-aree. In esse, potrete spostarvi a bordo di uno una specie di slitta con la quale scivolerete sulle distese di neve o al contrario su deserti di sabbia. Queste aree sono fondamentalmente diverse da quelle già viste in precedenza e vi permetteranno di esplorare e cercare missioni secondarie che narreranno filoni (narrativi) alternativi che si svolgeranno in parallelo con quello principale ed ovviamente utili per raccogliere i collezionabili.

Personaggi

Ciò che è realmente allettante di queste zone, però, sono i piccoli momenti che avranno i personaggi. Per esempio durante alcune esplorazioni di vaste aree piene di vecchi laboratori COG, in cui Del e Kait si ritrovano per cercare risposte, si sviluppano interessanti conversazioni tra i due in totale naturalezza. È proprio questo che rende la storia di Gears 5 intrigante e aiuta a stabilire un contatto più intimo con i personaggi. Ascoltare Kait mentre racconta a Del le sue paure è la cosa che fa avvicinare veramente il giocatore ai personaggi. Sicuramente molto di più di migliaia di compagni di squadra guidati dalla IA.

Kait è interessante anche dal punto di vista dello sviluppo del personaggio. Lei è una “Outsider” questo per la sua indole anti COG. Il gioco non indugia troppo su questo aspetto, ma le conversazioni tra i membri della squadra Delta spiegano e fanno capire molte cose su di lei. Sfortunatamente, il resto della storia di Gears 5 è molto meno interessante. Mentre il desiderio di Kait di scoprire di più sulla sua connessione alle Locuste è un grosso incentivo alla narrazione, questo fulcro si sviluppa solo dopo metà gioco. Il resto si concentra sulle “crociate” della Delta contro i vari gruppi dello Sciame, più che sull’aspetto personale.

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Esplorando la vecchia struttura del deserto della UIR, si cambia un po’ registro, con scontri eccitanti e diversi dal solito, ma per quanto riguarda i personaggi non succede niente di importante se non un paio di azioni e conversazioni esaltanti. Gears 5 dà il meglio di sé – storia parlando – all’inizio e non riesce ad andare oltre quando deve “concludere” allo stesso modo ciò che, alla fine della fiera, viene solo accennato.

Gameplay

In sostanza, alla fine si può dire che, arrivati ad un certo punto, quello stimolo narrativo viene interrotto bruscamente, nonostante la campagna sia comunque divertente da giocare. Alcuni cambiamenti chiave nella struttura danno nuove interessanti opportunità rispetto al vecchio schema. Mentre esplori le aree in tutta tranquillità, spesso incontrerete soldati dello Sciame inconsapevoli della vostra presenza, che potrete uccidere in puro stile stealth. Avrete inoltre una serie di nuove abilità da usare sul campo di battaglia grazie a Jack, un robottino (simile a R2-D2) che vi seguirà nelle missioni.

Jack può fulminare i nemici e stunnarli, può rompere la loro guardia, identificare la loro posizione, rendervi invisibili e annebbiare la mente di un nemico per un certo limite di tempo. Insomma, Jack garantisce un sistema di miglioramento delle abilità che accoppiato allo stile di gioco, rende Gears 5 un passo avanti rispetto ai predecessori. Jack ha un classico sviluppo basato sullo “Skill Tree” che permette di migliorare le sue abilità dando al giocatore la possibilità di scegliere e variare in base al proprio stile. Inoltre, vi aiuterà a raccogliere i collezionabili sparsi per il mondo di gioco, rendendo cosi Gears 5 più “leggero”.

Multiplayer

Come per la campagna, The Coalition non ha inventato niente neanche nella modalità multiplayer rispetto ai canoni “classici” della serie – e ad ogni modo la maggior parte dei piccoli cambiamenti puntano ad aggiungere possibilità di personalizzazione e supporto ai vari stili di gioco. Il solito multiplayer competitivo, in cui si sfidano due squadre da 5, con il ritorno alla possibilità di fare partite veloci o classificate.

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Il Multiplayer di Gears 5 ricorda molto quello di Gears of War 3, ma è solo apparenza. Le mappe sono simmetriche così come gli spawn dei personaggi, con le alture distribuite una a sud e una a nord di essa e aree più strette ai lati. Dal momento che non è cambiato il nocciolo del gameplay, The Coalition lo ha ampliato dando più opzioni ai giocatori, con più modalità e un avanzamento dei progressi per rendere più significative le ore di gioco online. Interessante l’aggiunta del Cross-Play, che permette di utilizzare i salvataggi su ogni piattaforma e permette di giocare online anche con chi non possiede la stessa Console o PC.

La partita veloce include una serie di modalità già note al franchise, che vi spingeranno a giocare in maniera leggermente diversa in ogni scontro. Le modalità includono: Re della Collina, Corsa agli armamenti e Dodgeball (in cui non si potrà respawnare finché un membro della propria squadra non ha ucciso uno dei nemici). La modalità classificata è la modalità più semplice e più conosciuta, ovvero il Deathmatch a squadre.

I cambiamenti maggiori fatti su Gears 5 riguardano la modalità Co-op. In questa modalità viene enfatizzato al massimo il lavoro di squadra e la specializzazione stessa dei personaggi. Ritorna la modalità Orda, in cui 5 giocatori si coalizzano per affrontare 50 orde di nemici, nel mentre dovranno costruire delle fortificazioni e reperire nuovi armi nelle pause tra i vari round. Ci sono alcuni ritocchi alle regole, con l’aggiunta di elementi quali: risorse condivise, la possibilità di spendere tali risorse per migliorare il proprio personaggio, e numerose possibilità di specializzarsi. Una nuova modalità co-op è Fuga, in cui dovrete fuggire attraverso un alveare dello Sciame con una squadra da 3 elementi mentre uccidete i nemici lungo la strada.

Conclusioni

In conclusione, le aggiunte di Gears 5 danno la sensazione che l’intero pacchetto sembri più denso e più coinvolgente questo nonostante per alcuni tratti immutato. Da un certo punto di vista, sembra ci siano troppe progressioni a cui stare dietro; è tanto da imparare e tenere in mente.

Ma, ciò che rende Gears 5 un buon titolo è il fatto che queste aggiunte sembrano un’evoluzione utile al concetto di base della saga, anche se alcune di queste stanno diventando parecchio comuni negli FPS. 13 anni dopo il rilascio del primo Gears of War, le migliorie portate da The Coalition sembrano le giuste aggiunte che rendono ancora di più Gears 5 parte della serie. Ci sono un mondo di modalità e sebbene probabilmente non le giocherete tutte, troverete sicuramente quella che fa per voi.

Gears 5 è un ritorno agli elementi migliori della saga, nonostante soffra degli stessi problemi di trama che abbiamo già visto nei predecessori, ma le nuove idee che portate nella serie sono una buona ragione per i fan per riprendere in mano il pad Xbox.