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Gravity Rush Remastered – Recensione

Dopo svariati anni dall’uscita quest’oggi vi andremo a parlare di Gravity Rush, nello specifico la versione Remastered per PlayStation 4.

Una narrativa particolare

Il titolo presenta dinamiche classiche degli Action JRPG ma possiede anche un comparto storyteller particolare, infatti molte scene sono strutturate sotto forma di balloon, ricalcando cosi lo stile dei fumetti e rendendo l’opera a primo impatto di originale fattura.

Questa scelta di narrazione ha saputo diversificare il modo in cui solitamente vengono raccontante le varie storie in titoli analoghi garantendogli, attraverso questa dinamica, un punto a favore già dai primi istanti di gioco.

Seppur la storia non sia cosi elaborata e ricca di colpi di scena, Gravity Rush Remastered sa sicuramente come fare centro grazie ad un efficiente lato tecnico, che risulta intrattenere in maniera più che ottima attraverso la manipolazione su tutte le assi di gioco della protagonista Kat, che, affiancata dal suo gatto Dusty, dovrà salvare il loro mondo da mostri maligni denominati Navi.

Gravity Rush Remastered

Attratti sin da subito dal concetto di “gravità” che accompagna il gameplay del titolo abbiamo deciso di immergerci in quest’avventura di casa Project Siren (SCE Japan Studio) senza esitazione nonostante siano passati svariati anni dall’uscita.

Come già introdotto poc’anzi la storia sicuramente non risulta così originale e chiara da poter garantire al titolo un ottima pubblicità ma anch’essa nel bene o nel male è riuscita a tenerci incollati al titolo per una decina di ore all’incirca.

Gameplay avvincente

Missioni inizialmente divertenti ma che, con il passare delle ore e il progresso nella trama, risulteranno riproposte in parecchie occasioni, portando il giocatore piano piano ad abbandonare la trama principale facendolo concentrare su sfide secondarie oppure il classico farm di gemme.

Tutt’altra cosa, invece, riguarda il comparto del gameplay che sin da subito in maniera chiara ed immediata permette a chiunque di manipolare la gravità di persone ed oggetti. Si passa poi al mero compito di svolgere inizialmente missioni di routine giornaliera fino ad arrivare a sconfiggere mostri in giro per le varie zone della città.

Gravity Rush Remastered combattimento

I nemici, inizialmente sempre vari e imprevedibili, verso metà avventura si ripeteranno riducendo la cerchia a una decina, rendendo il tutto privo di sfida e monotono in alcuni tratti.
A combattere i Navi insieme a noi ci sarà Raven, una ragazza dai poteri identici ai nostri che però affronta la minaccia a modo suo rendendo il nostro lavoro ancora più difficile.
Con una grafica in stile anime, Gravity Rush riesce sicuramente a fare colpo sui vari appassionati del genere attirando cosi più gente possibile verso questo titolo.
Per quanto riguarda il comparto sonoro non vi è molto da dire, è di contorno e non spicca particolarmente rispetto ad altri giochi di questa tipologia e fascia.

Le varie aree della città sono ricche di dialoghi secondari che arricchiscono la Lore del titolo e permettono al giocatore di distrarsi, anche se per poco.
Insieme ai vari dialoghi a contornare le aree cittadine vi sono le infrastrutture e mediante l’utilizzo di gemme viola (drop che raccoglieremo in giro per la mappa o sconfiggendo i mostri) si potranno sbloccare delle vere e proprie sfide a tempo che metteranno alla prova la nostra abilità con la gravità.
Sempre utilizzando le gemme sarà possibile potenziare Kat rendendola idonea per affrontare al meglio boss fight e altre tipologie di sfide proposte dal titolo.
Inoltre, per rendere il tutto ancora più speziato potremo affrontare ben tre Super Boss nelle 3 aree di sfida del Creatore che, immuni alle nostre abilità speciali, in alcuni momenti potrebbero darci del filo da torcere.

Gravity Rush Remastered sfondo

Il finale intrattiene senza infamia e senza lode, chiude l’arco narrativo di questo primo capitolo ma lascia molti spunti e quesiti a noi giocatori che probabilmente saranno chiariti nel secondo capitolo.

In conclusione

La versione Remastered include i 3 DLC, usciti inizialmente su PS Vita, che aggiungono pezzetti di storia e al completamento regalano delle skin per Kat utilizzabili anche durante l’avventura principale.
Se siete appassionati di trofei, come molti d’altronde, sui vari sistemi PlayStation sicuramente Gravity Rush potrà appagare questa vostra voglia grazie alla facilità estrema di platinare il titolo senza per l’appunto dedicarci troppe ore, ne basteranno meno di una ventina, DLC compresi.

Gravity Rush è stato inizialmente rilasciato su PS Vita, anche se il progetto iniziale del titolo prevedeva la release su PlayStation 3 con il nome di Gravitè. Dopo poco tempo al Tokyo Game Show è stata annunciata la versione Remastered per PS4 e il secondo capitolo, ossia Gravity Rush 2 sempre sulla medesima console.

A fare da ponte tra la storia dei due giochi ci sono due piccolissimi episodi animati, reperibili su Youtube, che arricchiscono questo mondo e vi permetteranno di arrivare a giocare il secondo capitolo senza dubbi o possibili quesiti. Per fare un riassunto veloce diremmo che come titolo è sicuramente da provare almeno una volta nella vita se vi piace lo stile anime e volete un po’ rompere determinati schemi di gameplay; la storia non vi stupirà cosi come il comparto sonoro ma direi che per poche decine di euro ne vale più che la pena.

VOTO

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