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Ho visto cose…Roy Batty

Andare a caccia di ricordi non è un bell’affare. Quelli belli non li puoi catturare e quelli brutti non li puoi uccidere. Giorgio Faletti.

BR

Purtroppo, notizia di qualche giorno, Rutger Hauer (Roy Batty di Blade Runner e Etienne Navarre di Ladyhawke etc…) è scomparso a 75 anni il 19 luglio dopo una breve malattia e la cui morte è stata confermata il 24 dal suo agente ad estremi onori avvenuti. Famoso principalmente per il ruolo del replicante nel film di Ridley Scott accanto ad Harrison Ford, nonostante le decine di film in cui ha lavorato e numerosi i progetti che lo vedevano annunciato nel cast, una citazione indimenticabile è entrata prepotentemente nella cultura pop degli ultimi quasi 40 anni.

Proprio per il solco lasciano nei cuori di tutta quella generazione e non solo, Playgamesitalia ha deciso di dedicare proprio un piccolo articolo al personaggio come “atto dovuto” per incuriosire, omaggiare, non dimenticare ed invogliare le nuove generazioni alla visione/lettura di uno dei migliori capolavori di fantascienza dell’ultimo secolo. Sono dovute alcune piccole precisazioni; questo articolo è improntato volutamente dal punto di vista dei replicanti. Il Roy che viene qui raccontato è quello del film, nel libro da cui viene tratto il lungometraggio i replicanti sono meno romantici ma più freddi e calcolatori. Il film è stato tratto dal capolavoro di Philip K. Dick, “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” (conosciuto in Italia anche come “Il cacciatore di Androidi” Dopo il successo del film il romanzo è stato trasposto anche in comics, con storie a volte più vicine al film e altre più vicine al romanzo. Il film, seppur ispirato al libro, si distacca da esso in molti particolari (fondamentali).

Roy Batty

Terra

Anno 2019, la Terra sempre più inquinata è dominata dalle multinazionali tecnologiche, i ricchi fuggono nelle colonie extramondo, i poveri sono costretti a vivere un mondo oramai inospitale. Tra le aziende spicca la Tyrell Corporation, produttrice di replicanti organici difficilmente distinguibili dai veri esseri umani. Di replicanti vi sono varie serie, tutte improntate al servizio dell’umanità, o in altre parole schiavi.

Nexus-6

Nexus-6

La serie Nexus 6 è una delle serie più importanti. Uguali ad esseri umani adulti, sono più forti, intelligenti e resistenti. Solo sofisticati macchinari e agenti altamente addestrati sono in grado di riconoscere la differenza tra un Nexus 6 e un umano. Hanno un solo problema, per i progettisti, potrebbero nel tempo sviluppare sentimenti contraddittori e ostili verso la razza umana. Per questo in fase di costruzione gli viene impiantata una modifica genetica che gli prestabilisce un tempo di vita limitato, quantificato in quattro anni.

I Fuggitivi

I Fuggitivi

La presa di autocoscienza dei replicanti avviene prima di quello che i progettisti temevano. Novembre 2019, sei replicanti, della serie Nexus-6 fuggono da una colonia extramondo. Due vengono uccisi quasi immediatamente mentre gli altri quattro riescono ad arrivare a Los Angeles alla ricerca del loro Padre/Artefice. Il gruppo di replicanti sopravvissuti è composto da due donne Zhora e Pris, e da due uomini Leon e Roy il loro leader indiscusso.

Nexus

Roy Batty

Modello Nexus-6 N6MAA10816, data immissione 8 Gennaio 2016. Prestava servizio militare presso una colonia extramondo. Gli rimangono solo due mesi di vita (sulla base dei 4 anni previsti dai progettisti). È lui che si ribella al destino programmato, ed è lui che decide di fuggire dalla colonia con direzione Los Angeles li dove ha sede la base della Tyrell Corporation, li dove crede, e spera, di trovare il suo Padre/Dio/Artefice.
La ricerca inizia dal basso, dagli ingegneri che producono alcune parti per i replicanti come gli occhi. Sulle loro tracce un temibile poliziotto, esperto nella caccia ai replicanti, la nemesi di Roy, Rick Deckard. Mentre il poliziotto riesce ad eliminare due del gruppo, (Zhora e Leon), Roy e Pris arrivano ad un progettista genetico gravemente malato, J.F. Sebastian, che invaghitosi di Pris aiuterà i due sopravvissuti nella ricerca del Padre, il Dr. Eldon Tyrell.

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La ricerca giunge al termine. Sebastian porta uno davanti l’altro Roy e Tyrell, scoprendo finalmente il vero scopo del replicante: semplicemente vivere più a lungo…
Lo scienziato accoglie Roy come il figliol prodigo e dopo una discussione tecnica sulle modifiche genetiche, il Dio dei replicanti conferma che nulla si può fare, il tempo è giunto e niente potrà cambiarlo. L’eroico Roy non ha altra scelta che porre fine all’uomo che si eretto a Dio, al mostro che uccide volontariamente i propri figli. Deckard è sempre più vicino, anche Pris è caduta sotto la sua pistola… rimane lo scontro finale Roy Batty contro Rick Deckard. L’incontro/scontro inizia con Roy piangente per Pris e interrogando il poliziotto sulla sua fierezza, gli chiederà se è orgoglioso di sparare contro esseri disarmati e in fin di vita.

bladerunner

Per il poliziotto questa volta non sarà facile, la pistola non basterà, Roy è troppo forte e intelligente. Lo scontro volge in favore del replicante in pochi minuti anche se i primi segni della fine della sua vita iniziano a manifestarsi.
Ancora pochi attimi e Deckard si ritrova, sotto gli occhi di Roy, appeso ad un cornicione. Riesce a sorreggersi per poi ricadere su una trave di ferro sempre a precipizio sulla strada, è la fine, il poliziotto non potrà rimanere li appeso ancora per molto. Per sua fortuna si è ritrovato a combattere contro un eroe, quel temuto replicante che prima gli dirà “Bella esperienza vivere nel terrore…vero? In questo consiste essere uno schiavo” e poi lo tirerà su dalla trave portandolo in salvo. Rick Deckard è vivo con lo sguardo sbigottito verso quell’assassino che gli ha dato una possibilità di vita, quel mostro a cui non è stata data una possibilità di esistenza, quel nemico che oramai in fin di vita pronuncia:

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Il replicante ci lascia subito dopo e morendo libera una colomba che aveva catturato durante il combattimento. Anche in punto di morte Roy Batty mette la vita e la libertà davanti a tutto.