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Il Confine: Sotto l’arco spezzato – Recensione

Il Confine - Sotto l'arco spezzato

Sotto l’arco spezzato è il titolo del secondo volume della serie Il Confine, ideato e scritto da Mauro Uzzeo e Giovanni Masi ed pubblicato da Sergio Bonelli Editore.

Il secondo volume de Il Confine – Sotto l’arco spezzato è stato presentato in anteprima sabato 18 gennaio in un evento dedicato, organizzato dalla fumetteria Forbidden Planet di Roma, ed ovviamente noi di playgamesitalia c’eravamo.

A questo evento erano presenti oltre ai vari autori, il disegnatore e colorista di questo secondo volume, Bruno Cannucciari e Alessia Pastorello.

In un piccolo villaggio al confine tra Italia e Francia, una classe di adolescenti sparisce all’improvviso durante una gita scolastica. Di loro si perde ogni traccia finché, in un luogo lontano da qualsiasi sentiero percorribile, viene ritrovato il pulmino sul quale viaggiavano. Le pessime condizioni in cui versa, le macchie di sangue di cui è ricoperto e gli strani simboli che lo circondano non lasciano presagire niente di buono.

Laura Denti e Antoine Jacob si trovano a unire le loro forze mentre i misteri nel piccolo paese incastonato tra le Alpi aumentano a dismisura. Chi è l’uomo che si aggira pazzo nei boschi? Quali segreti nascondono i genitori dei ragazzi scomparsi e perché qualcuno non vuole che le ricerche proseguano?

Quale antico potere si scatena proprio sotto l’arco spezzato?

Ritornando alla recensione di questo secondo numero del Il Confine, ci eravamo lasciati con il primo volume sul confine italo-francese con il ritrovamento, anche se in modo macabro, del pulmino, che trasportava dei ragazzi di una classe in gita scolastica, e del suo conducente.

Dopo il ritrovamento del pulmino la storia sembra essere più chiara, ma in realtà come proprio si addice al genere mystery a risposte si aggiungono altre domande e misteri.

L’agente dell’interpool Laura Denti e Antoine Jacob, conoscitore delle montagne, per scoprire dove siano finiti i ragazzi scomparsi cercano di ottenere risposte da Valerio, l’autista del pulmino, ma è talmente scosso che l’unico indizio che riescono ad ottenere è un apparente scarabocchio sul muro della stanza dell’ospedale dove l’autista è ricoverato.

Nel frattempo si aggiungono anche altri personaggi e simboli da decifrare e di conseguenza altri interrogativi si inseriscono in questo thriller.

Anche le famiglie dei ragazzi scomparsi sembrano nascondere dei segreti, come Aurora, una ragazza della classe scomparsa che non era andata in gita perché ammalata, ed un nuovo sinistro personaggio con un occhio più che bendato.

Il disegno informe dell’autista farà ricordare ad Antoine un luogo specifico della montagna dove si trovano dei ruderi ovvero un arco spezzato.

In conclusione in questo secondo volume i disegni di Bruno Cannucciari (disegnatore di Lupo Alberto) sono più che realistici mentre i colori tendenti a l’acido di Alessia Pastorello sono molto dettagliati e precisi, alimentando così una tensione continua fino a raggiungere il nero profondo che non fa scorgere, o forse no, cosa si nasconda sotto l’arco spezzato.

VOTO

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