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Il Muro: 1, Homo Homini Lupus – Recensione

Abbiamo visto Il Muro – 1 Homo Homini Lupus durante il Free Comic Book Day 2019 e ne siamo rimasti affascinati.

Con il numero primo de Il Muro di Mario Alberti ispirato all’opera di Antoine Charreyron (regista francese che ha collaborato a Babylon A.D. e a The Prodigies) e edito in Italia da Star Comics, ha dato il via ad un’avventura survivor al limite massimo di ogni opera post-apocalittica.

Il Pianeta Terra è giunto al collasso per colpa di un continuo sfruttamento e impiego di risorse. Gli umani, quasi estinti, cercano di sopravvivere ad ogni modo. In tutto ciò troviamo Solal e Eva. I due fratelli, rimasti orfani, sono in viaggio per raggiungere un luogo chiamato Ed3n. Come nel libro della Genesi, Ed3n è un luogo circoscritto da un muro impenetrabile. Qui l’umanità è riuscita a ricostruire quello che potremmo definire una società civile.

La motivazione che spinge Solal a cercare l’Ed3n è anche quella di trovare le medicine per la sorella, gravemente malata. Ma siamo sicuri che quello che può sembrare ai nostri occhi il “paradiso” poi in realtà non è realmente ciò che si ci aspetta? Attenzione con questa ultima frase non faccio riferimento ad un cliché, bensì, ad un colpo di scena eccezionale che potrete scoprire solo leggendo l’opera.

Qui viene in mente l’autunno del 2011 quando Nicolas Sarkozy in conflitto con l’Italia pensa alla creazione di “un muro” che circonderebbe l’intera Europa per impedire le ondate dei migranti e rifugiati vari. Viene in mente “il muro”, costruzione che ha avuto inizio nel 1990 durante la presidenza di George H. W. Bush quando la polizia di frontiera elaborò allora la strategia “Prevenzione attraverso la Deterrenza”, in base a cui, tra le altre cose, iniziò a costruire recinzioni e ostacoli sul confine Stati Uniti d’America e Messico.

Il Muro: Terra, futuro prossimo, ingiustizia sociale, clima ostile e migrazioni di massa sono all’ordine del giorno.

Ed ovviamente, come non citare Berlino. Insomma il Il Muro – 1 Homo Homini Lupus, non si discosta paradossalmente da alcune realtà storiche che hanno, in qualche modo, fatto capolino nei notiziari di tutto il mondo.

Infatti, in quest’opera, i tratti più forti sono anche quelli attuali. Non solo socio-politici, ma anche ambientali e – come detto – umanitarie. Portando all’estremo queste situazioni, possiamo accostare Il Muro a Mad Max con l’aggiunta di un esperienza di lettura senza eguali. Infatti la narrazione, inevitabilmente, vi porterà a riflette e vi farà affrontare argomenti molto delicati. Del resto, già dalla copertina, potrete costatare la citazione di Rousseau: “Homo Homini Lupus“, ed è facile intuire che il vero problema è l’uomo e il suo istinto di supremazia ed egoismo.

L’esperienza di Mario Alberti si vede tutta. Le varie influenze europee (nel mercato francese e italiano con la Sergio Bonelli) e oltreoceano con Marvel e Dc Comics, portano l’autore a dare un fortissimo imprinting che già in poche pagine, fidelizza e affascina il lettore. Lo stile tenue ma graffiante, dettagliato ma “approssimativo” dove dice tanto ma in poche parole, è uno dei punti cardini che esprimono e concretizzano quello che a posteriori creò Antoine Charreyron.

I disegni sono eccelsi! Saper riflettere e “sfruttare” al massimo il contesto attraverso line decise dallo stile realista, rendono l’impatto grafico a dir poco strepitoso. Il tutto viene “condito” dall’uso di una colorazione intelligente che non eccede ma piuttosto “gioca” – a favore – con contrasti scuri per enfatizzare una caratterizzazione specifica a colori più accesi per evidenziare, esempio, lo splendore di Ed3n.

L’edizione Star Comics si presenta con un cartonato ben realizzato e piacevole al tatto ma soprattutto facile da gestire in ogni occasione in quanto l’opera è divisa in 3 numeri ed ogni volumi ha 48 pagine.

In conclusione, questo saper “costruire e decostruire” rimanendo coerente eccedendo in più strati narrativi a tema specifici, rende questo primo numero di Il Muro qualcosa di estremamente utile per tutti noi che, attraverso una storia magistralmente scritta, riverbera e fa riflettere.

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