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Il prezzo di una vita – Recensione

Il prezzo di una vita – Recensione

Se una lettura potesse acquisire sapore e aveste, poi, la facoltà di sentirne sul palato la squisitezza sarebbe, senza dubbio, un gusto agrodolce quello che avvertireste sulle vostre papille gustative. Dopo aver letto Il Prezzo di una vita, edito da J-Pop, questa sensazione di sapida dolcezza stimolerà, conducendovi verso una serie di riflessioni che vi faranno interrogare su quello che avrete appena letto. Un pregio del manga, scritto da Sugaru Miaki e disegnato da Shouichi Taguchi, è proprio quello di spingere il lettore alla riflessione senza peccare in pretenziosità.

Tanto per restare in tema gastronomico e usare una metafora: il successo del piatto, è determinato dal bilanciamento perfetto di tutti gli ingredienti. È un’armonica fusione di odori e sapori, che regalano sensazioni importanti. Di unico c’è un fondo esplicito di malinconia che vi prenderà alla bocca dello stomaco, come un rimorso perenne che non si placa. D’inedito troverete il senso di sconfitta che penderà, quasi come un’invisibile spada di Damocle, sul vostro capo. D’inaccettabile, c’è questa dolorosità del non saper dare valore alla propria esistenza e di come, ciò capiti non per forza a soggetti “sbandati” .

Vedere sprecare la vita a persone che potrebbero rendere incisivo il proprio tempo, è come colpire un nervo scoperto: fa male. Di malessere angoscioso si alimenta la vita di Kusunoki (il protagonista), che a soli vent’anni ha già lo sguardo segnato dalla dolorosità di chi non ha più nulla da perdere. Del medesimo e angosciante atteggiamento, si alimenta Miyagi (la co-protagonista), che avrà un ruolo molto particolare all’interno della narrazione. La trama è una costruzione interessante, frutto di una giornata spesa alla ricerca dei ciliegi in fiore.

È così che Sugaru Miaki, nel 2013, ha trovato l’idea per la sua storia: una passeggiata ricca di deviazioni, un amico e una birra. E se fosse esistito un luogo in cui, una persona avrebbe potuto vendere la propria vita? Nasce, così “Tre Giorni di Felicità” adattato, in questa versione manga, da Shouichi Taguchi in modo da rispecchiare fedelmente l’originale.

Un ragazzo che passa le sue giornate nell’apatia più totale s’imbatte, un giorno, in un negozio misterioso dove è possibile vendere la propria vita, il proprio tempo o la propria salute. Convinto di non avere davanti a sé anni degni di essere vissuti e attanagliato dalle difficoltà finanziarie, decide di darne via la maggior parte, tenendosi solo tre mesi. Quello che non sa è che dovrà passarli sorvegliato da Miyagi, una ragazza che lo terrà d’occhio ventiquattro ore su ventiquattro.

QUI LA NOSTRA VIDEO-RECENSIONE

Vi troverete indubbiamente di fronte a un soggetto interessante. È una storia che vi porrà, con delicatezza, di fronte a un dilemma personale che non sapevate, probabilmente, nemmeno di avere. È semplice immedesimarsi nel protagonista, poiché si potrebbe parlare di ognuno di noi. Sebbene oggi si tenda a sotterrare tutto dietro a un sorriso e far mostra di una versione equilibrata di se stessi, il sommerso dell’anima è una condizione con la quale ognuno deve, presto o tardi, fare i conti. Il pregio del giovane è, senza dubbio alcuno, quello dell’onestà.

La verità, dal suo punto di vista, lo porta a riflettere con una durezza, a dire il vero, eccessiva sulle condizioni della propria esistenza. Il bilancio non è affatto positivo. Ecco in mostra un vita trascorsa, sino a quel momento, a sopravvivere piuttosto che a spendersi in modo attivo per sé e per la collettività. Da qui la scelta azzardata ma in linea con il suo ragionamento, considerando anche le impellenze finanziare, di vendere una vita che è priva di valore e attrattiva finanche per se stesso.

Si dispiega per voi, in quest’opera in tre volumi, un percorso di crescita complesso, di un’anima altrettanto difficile. Egli, nel corso della storia, troverà nei sentimenti un imput che lo scuoterà dall’intorpidimento. Vi si mostra un viaggio che dal passato giunge al presente e, in cui, però, il futuro non è contemplato. Kusunoki arriverà, finalmente, a comprendere come dare appetibilità a un’esistenza che, inesorabilmente, corre, svelta, al capolinea. Questa è la malinconia di cui l’opera si nutre, che lascia il lettore con l’amaro in bocca, ma che è ricca di un fascino misterioso.

I disegni rendono alla perfezione il senso di vuoto e straniamento del protagonista. Lui appare trasandato, il volto rigido: l’apatia interiore si riflette all’esterno. È, però, molto interessante notare quanto il tratto cambi in note più morbide, durante la sua crescita. Miyagi è resa con forme meno spigolose e più gentili, per gli occhi di chi la osserva. La sua presenza è rassicurante, nonostante mantenga un atteggiamento riservato e schivo. Lei rappresenta, in qualche modo, l’inesorabiltà delle proprie scelte, che ti guardano dal fondo della stanza (come la stessa fa con Kusunoki, per via del suo ruolo di sorvegliante) e con le quali bisogna fare i conti.

Perché leggere un’opera potenzialmente disturbante? Per il semplice fatto che questa è una storia che sa intrattenere. Essa si adatta a chi vuole affrontare una lettura più matura. Il suo target di riferimento è, ovviamente, un pubblico che sappia apprezzare uno shonen che strizza gli occhi a dei temi, piuttosto profondi. Qui le uniche battaglie che il protagonista combatte, sono quelle per giungere la serenità interiore. Una pace che riesce a trovare, solo, verso l’epilogo della propria esistenza. Sebbene sia un concetto scomodo, difficile e intollerabile da assimilare, (si parla di un ragazzo molto giovane) l’abilità degli autori è stata quella di rendere quasi con dolcezza questo messaggio.

Il focus dell’intrattenimento non è mai perso di vista e qualora decideste di tuffarvi nella lettura de Il prezzo di una vita, di J-Pop, avrete l’opportunità di essere avvinti da un’esperienza unica. Un percorso in crescendo per il cuore, la mente e le vostre papille gustative, in particolare, se, anche nella vita, oltre che in cucina, i sapori agrodolci sono quelli che più vi aggradano.

VOTO

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