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Il tesoro del Cigno Nero – Recensione

Il tesoro del Cigno Nero di Paco Roca, edito da Tunué, può regalarvi tanta adrenalina a fil di rasoio. Ma attenzione, qui non parliamo della tipica storia d’avventura!

Nel 2007 la principale compagnia di cercatori di tesori al mondo annuncia di aver scoperto nell’Atlantico il più grande tesoro sottomarino mai trovato, il Cigno Nero. Inizia così l’affascinante trama giuridica e politica del nuovo libro di Paco Roca dal 21 maggio 2020 in libreria e fumetteria per Tunué.

Un thriller che, per lo scenario internazionale, le battaglie legali, l’ambientazione navale e le manovre di intelligence, richiama da vicino l’opera di Tom Clancy. Un “cigno nero” è un evento unico e straordinario, come il ritrovamento del più grande tesoro marino di tutti i tempi.

Da qui prende le mosse il racconto del caso reale vissuto dal diplomatico Guillermo Corral e sapientemente trasformato in graphic novel da Paco Roca. Una vicenda ricca di suspense e condita da giochi politici, diplomazia e spionaggio, che si dipana dai ponti di comando agli uffici ministeriali, dai porti alle aule di tribunale, rimbalzando da una sponda all’altra dell’Atlantico e grondando colpi di scena e capovolgimenti di fronte, come solo i migliori intrighi internazionali e i thriller più acclamati sono capaci di fare.

Iniziamo subito nel dire che Il tesoro del Cigno Nero è un’opera ricca di avventura ben lontana dagli standard che ne caratterizzano il genere. Qui c’è un tratto fortemente distintivo rispetto a qualsiasi opera a sfondo tipico. La storia, nonché l’innesco narrativo del soggetto che si tratta, solitamente si accende dall’inizio con un susseguirsi e un un crescendo. Insolitamente qui, troverete già la miccia accesa e il continuo sarà come una partenza da altissimo livello. Quello che dovrete fare sarà quello di zigzagare seguendo quella scia bruciante e provare ad evitare il peggio! Ma andiamo per ordine…

Gli avvenimenti a tinte adrenalineche, come detto, vengono evidenziate a posteriori. Infatti, in quest’opera, troverete la ricerca “del cigno” già terminata (forse…). Ma quindi cosa c’è di così meraviglioso nel Il tesoro del Cigno Nero? Prima di tutto si tratta di un racconto che prende spunto da una storia vera, nonostante molti nomi siano stati cambiati. In secondo luogo le dinamiche narrative sono meravigliosamente realizzate a livelli eccelsi. e in terzo e ultimo luogo, pagina dopo pagina, emergeranno sempre due parole: SUSPENSE e TENSIONE. Ma non solo! E’ presente anche il romanticismo e l’ironia che l’autore inserisce mettendo l’accento anche sul tratto più umano dei personaggi.

La caratterizzazione dei personaggi è soddisfacente. L’autore darà le giuste informazioni che aiuteranno il lettore ad avere una migliore prospettiva. Gli stessi avranno infatti dei tratti ben distintivi: caratteriale, ideologico, sociale e culturale. Fondamentali per comprendere a fondo le figure di cui si stanno leggendo le vicende.

Il ritmo controllato meravigliosamente, vi porterà verso l’universo di protocolli, burocrazia, fascicoli top secret e spionaggio. Gli avvenimenti e il susseguirsi di “cambi di fronte”, hanno la forza dell’attesa.

Come detto parliamo di un thriller ritmato ad opera d’arte! Questo si traduce in fare appassionare il lettore alla storia a tal punto da non farlo staccare dalle pagine fino alla fine. Tra realismo e romanzo, Il tesoro del Cigno Nero non delude le aspettative e si mostra capace di andare oltre il classico stereotipo da “fumetto d’avventura, spionaggio e politico”. La dolcezza e il modo in cui l’autore riesce a raccontare tutto questo è a dir poco meraviglioso e vi stupirà. La capacità di Roca di rendere alcuni temi di un certo spessore, leggeri e fruibili è la vera marcia in più per cui l’opera, infatti, viene apprezzata. Senza rendervene conto, con una narrazione leggera e fresca, sarete molto presi ritrovandovi già a metà volume.

Ad una certa, i nostri personaggi si ritroveranno davanti un’individuo che porterà loro una documentazione che, ovviamente, non vi dirò evitandovi il malefico spoiler. La bellezza in queste scena risiede nella sua dinamica. Infatti, passeremo da fumetto a romanzo illustrato come se fossimo realmente li a guardare con i nostri occhi quella documentazione. Tutto questo avviene con una semplicità e una freddezza da fare invidia a Alec Leamas.

I disegni sono essenzialmente semplici. Ovviamente non è una cosa negativa… anzi! Infatti proprio la loro semplicità è il segno di fortificazione all’intento peculiare. Ovvero: nel loro essere “semplici”e lisci, troverete la loro particolarità che, nel complesso, rendono l’opera tutta, ricca di dettagli. Lo stile strizza l’occhio al realistico tipico del franco-belga con una forte cura per le ambientazioni. I colori sono tenui, morbidi e si mischiano bene con tutto il comparto artistico. La scelta delle celle tipicamente Europee che vanno da un minimo di 4 a un massimo di 8, si alternano bene al racconto dando quel senso quasi cinematografico e continuo come se stessimo guardando una pellicola.

In conclusione, Il tesoro del Cigno Nero di Paco Roca, edito in Italia dalla Tunué, è una graphic novel meravigliosa. Un mix perfetto dei migliori thriller politici, spy-thriller e thriller storici dal sapore ricco di TinTin e di Emilio Salgari. Un ritrovamento di un tesoro, strutturato (ad un certo punto) su due linee temporali diverse: ai nostri giorni e nel passato, un passato fondamentale ai fini della risoluzione del mistero.

VOTO

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