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John Constantine: HELLBLAZER 1 – Recensione

Sotto l’etichetta DC Black Label, l’originale che tutti conosciamo, Constantine è tornato. Sicuramente il titolo verrà collegato a decenni di brutti ricordi. Ma siamo sinceri, tutti meritano una seconda possibilità. In John Constantine: HELLBLAZER 1, l’autore, Simon Spurrier, consolida un distillato puro di follia. Mi sento di poterlo affermare tranquillamente nonostante sia appena iniziato: potrebbe essere un terrificante capolavoro!

John Constantine è tornato alle sue vecchie abitudini, giusto in tempo, poiché le cose sono diventate davvero molto tetre e insolite nella sua vecchia e cara Londra. Un signore di una gang di si è trovato a fronteggiare una grande quantità di stranezze soprannaturali… e senza alcun alleato dal suo fianco, John non ha molta scelta per tirare avanti. Un nuovo aiutante si metterà al suo fianco per effettuare un esorcismo che poi risulterà essere tutt’altro…

Sprurrier dopo tutto non cambia di tanto l’essenza stessa di John, si basa su quello è in passato è stato il personaggio facendolo rivivere nuovamente sotto la stessa veste ma in maniera molto più dark del solito. Senza svelarvi troppo: la psicologia, a tratti spiccia ma da un insieme complesso, viene vista attraverso gli occhi di Constantine: un ripetersi, ma su nuove realtà dal sapore vintage. Una sorta di riciclo con tutti i presupposto positivi di quello che poi sono le caratterizzazioni tipiche sia del character design che del profile vero in chiave originale di tutto il suo excursus in chiave prettamente da storytelling.

Il ritmo della narrazione è insolito. Effettivamente – e storicamente –HELLBLAZER non ha mai avuto dei ritmi frenetici (escludendo qualche particolare eventi). In questo caso, non è un caso (scusate il gioco di parole). Simon Spurrier usa tutta la sua bravura sa romanziere per date più imprinting  alla spigolosa esposizione del racconto. Sapete che c’è? Funziona da dio.

L’impatto artistico è superlativo. Potete costatare con i vostri occhi e capire che Aaron Campbell è infinitesimamente e mostruosamente bravo. I tratti “sporchi” sono un po’ il suo marchio di fabbrica e riconsola il fatto di percepire anche visivamente il ritorno (a tutti gli effetti) di John ConstantineCampbell è il realismo vanno a spasso a braccetto e l’uso astuto delle inquadrature quasi in prima persona aprono il sipario ad un spettacolo artistico non da poco dove la dinamica rallenta facendoci assaporare e quasi a rendere tangibili le sue tavole.

Dalle sfumature forti e dalle scelta di colori aggressivi, la colorazione della talentuosa Jordie Bellaire, aggiungo sicuramente un tocco ancora più gothic a tutto il comparto artistico. I giochi di luce, gli sfondi, le ombre rendono tutto il contesto veramente realistico. Un coniugazione empirica che risulta allo stesso modo vincente.

In fine, John Constantine: HELLBLAZER 1, è stata veramente un sorpresa. I ritmi, seppur lenti, sono giustificati da alcuni colpi di scena veramente ben costruiti. I disegni, proprio come le colorazioni sono superlativi e danno quel tocco in più all’ambientazione tipica di cui, nel nostro subconscio, leghiamo automaticamente al personaggio. Una terribile, angosciante e raccapricciante storia da leggere.

VOTO

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