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Jujutsu Kaisen Sorcery Fight 1 – Recensione

Se ti avvicini troppo all’abisso, l’abisso potrebbe diventare parte di te. Jujutsu Kaisen Sorcery Fight promette faville, almeno a giudicare dall’intro che campeggia sul retro del primo volume dell’opera. Pubblicato in patria dalla rivista Weekly Shonen Jump da marzo 2018, ha mietuto, a nemmeno un anno dalla pubblicazione, un successo di numeri tale da renderlo il manga rivelazione dell’anno. Planet Manga ne cura la versione italiana dal 31 ottobre 2019 con, all’attivo, la pubblicazione dei primi due numeri, mentre il terzo è previsto per il 5 marzo 2020.

Se quello che cercate è un racconto dark, condito da una bella dose di azione, questo shonen farà sicuramente al caso vostro. Yuji Itadori (il protagonista) vi accompagnerà nel mondo dell’occulto in cui si ritroverà invischiato, suo malgrado, a causa di una promessa fatta al nonno morente. E visto che ogni promessa è debita, il ragazzo farà di questo principio, il suo mantra. Spendersi per gli altri, conosciuti o sconosciuti che siano, diventerà dunque, la sua priorità. È necessario aiutare il prossimo, senza aspettarsi un ricambio o un ringraziamento, per lasciare al mondo un segno positivo di sé. Bisogna agire protesi al bene per accomiatarsi dalla vita, nel momento fatale, in modo corretto, sfuggendo alla solitudine.

Nonno Itadori lascia questa sorta di testamento morale al nipote. Egli rappresenta l’unica figura adulta che possa accostarsi a quella di un genitore, difatti, Yuji è molto legato al vecchio e, senza battere ciglio, prende alla lettera le sue parole innescando i meccanismi della narrazione. Questo elemento non sarebbe, tuttavia, sufficiente, se, contemporaneamente, non ci fosse l’evento clou a dare l’avvio alla storia vera e propria. Il mondo del paranormale ha sempre affascinato Yuji, tanto da essere il terzo iscritto (per un totale di tre membri su tre) al club dell’occulto della sua scuola.

L’imminente situazione di pericolo in cui si ritroveranno i suoi senpai, gli darà la scossa per mettere in pratica la promessa fatta al nonno. Sarà in quella circostanza che la vita del ragazzo cambierà per sempre. Tutto ciò sotto lo sguardo, indagatore, di Megumi Fushiguro studente/sciamano di un liceo dell’occulto, proveniente da Tokyo. Egli è giunto a Sendai con una missione ben precisa: recuperare un potentissimo feticcio. Si parla di maledizioni in Jujustu Kaisen, che prendono corpo dalle emozioni negative sprigionate dagli esseri umani.

In particolare i luoghi, dove un’alta concentrazione di persone vive momenti rilevanti (scuole, ospedali), ne diventa il ricettacolo. Le negatività sono assorbite da questi posti, dove è necessario porre un feticcio a contrasto. In pratica, una sorta di esorcismo in cui si combatte il male, con il male stesso. Questa è, ovviamente, una pratica valida ma che perde di efficienza, trasformandosi in potenziale minaccia, qualora il sigillo imposto al feticcio, perda efficacia. Inizierà per Yuji un’avventura ad alto tasso adrenalinico che lo condurrà a lasciare Sendai, cambiare scuola e trasferirsi a Tokyo.

QUI LA NOSTRA VIDEO-RECENSIONE

Un inizio davvero interessante quello che Gege Akutami apparecchia per il suo pubblico. Un impianto di trama solido e ben orchestrato, che aderisce all’importantissimo criterio di verosimiglianza all’universo creato e che trae origine da lontano. Autore classe 1992, è noto per la pubblicazione di questo manga e del suo prequel: Tokyo Metropolitan Magic Technical School. Il prequel di Akutami poneva il focus su un bambino maledetto entrato in questa scuola, per liberarsi dalla maledizione. Un’idea buona e interessante che gli ha fruttato la pubblicazione di Jujustu Kaisen, la quale si avvicina a quell’idea.

I personaggi ricalcano cliché narrativi funzionali a empatizzare col pubblico. Il protagonista è studiato sul modello della semplicità. È un ragazzo di buon cuore, un po’ “ingenuotto”, allegro e dotato di caratteristiche fuori dal normale, che gli permettono di eccellere negli sport. Megumi Fushiguro è l’opposto di Yuji. È un personaggio serioso, taciturno, quasi “ombroso” . Egli è legato al dovere della sua missione che compie, mettendola al primo posto nella scala dei valori della sua esistenza. Questa inflessibilità personale rischia, quasi, di farlo sembrare “crudele” se, per cause di forza maggiore, dovrà, inevitabilmente, sacrificare qualche vita innocente.

A completare il quadro, l’immancabile elemento femminile, Nobara Kugisaki. Lei ha la funzione di mediare tra l’irruenza di Itadori e la meticolosità di Fushiguro. Uno schema di personaggi che ricorda, indubbiamente, molti manga famosi e di grande successo (il pensiero va a Naruto). La matita di Akutami è diretta, pulita e lineare. Uno stile di approccio al disegno che risente di molteplici influenze. La rappresentazione grafica, in alcuni casi, sembra seguire l’indole del protagonista. Diventa cruda in alcune scene, in cui non si lesina la presenza di arti tagliati e sangue.

Vi troverete davanti a un’opera composita, che esula dalle catalogazioni di genere. Essa si appresterà ad affascinare ogni tipo di lettore. Non è un mistero che in Giappone ha avuto un successo di pubblico vario (uomini e donne, per intenderci). La fortuna dell’opera di Akutami, sembra aver varcato i confini della patria nipponica. Difatti, anche in Italia il riscontro di pubblico è importante. Una valutazione, nel complesso, molto più che positiva per Jujustu Kaisen Sorcery Fight, edito da Planet Manga. Destinata a entrare nel “best” delle letture di molti.

Con l’uscita del terzo volumetto a distanza, ormai di pochi giorni, l’attesa di scoprire le dinamiche, sviluppi di trama e evoluzioni in Jujustu Kaisen , sarà vostra fedele compagna. È, in via definiva, un’opera che vi solleciterà curiosità ed inoltre, certamente, un fascino molto profondo che trova radice nell’interesse che l’occulto ha da sempre fatto presa sull’indole umana.

VOTO

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