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Leonardo Da Vinci – Recensione

Vi presentiamo: Leonardo da Vinci – Genio fra le guerre. Una graphic novel storica, edita da Kleiner Flug facente parte della collana Prodigi fra le nuvole n° 27, atta a rappresentare l’uomo che fu Leonardo. Scritto da Giulio Bogani, con i disegni di Edoardo Natalini e colori di Alessio Bernini e Giulia Botteghi, quest’opera è un esaltazione dell’Uomo e non del genio che fu Leonardo Da Vinci.

Un uomo tranquillo e pacifico, dedito all’arte e alla scienza. Infatti oggi tutti conosciamo Leonardo Da Vinci come un grande genio, di grandissima creatività e talento. Leonardo da Vinci fu pittore, scultore, architetto, scienziato, anatomista, botanico, musicista, scenografo, progettista, filosofo, ingegnere… Quasi nulla era impossibile a Leonardo. La sua curiosità e brama di conoscenza lo portava ad esplorare in ogni dove, persino nei cadaveri. Ma, invece, colui che viene presentato tra queste pagine è un Leonardo che fatica ad adattarsi al cambiamento che coinvolse la penisola tra la seconda metà del 1400 e l’inizio del 1500. Un epoca importantissima, il culmine del rinascimento, durante il quale vissero molti dei più grandi artisti di sempre, e l’inizio di un secolo buio, ricco di sanguinose guerre e scontri politico/religiosi.

Vediamo Leonardo da Vinci che sta lavorando sul “Colosso”, un monumento equestre commissionatogli da Francesco Sforza creato e con metodi innovativi di fusione del bronzo. A questa scultura Leonardo dedica oltre dieci anni di lavoro, ma con La fine della Pace di Lodi e l’arrivo di Carlo VIII di Francia, il bronzo purtroppo viene distrutto e adoperato per creare armi. Un duro colpo per Leonardo, che, insieme al suo team, si vede costretto ad andarsene cominciando una vita errabonda piena di difficoltà economiche. Sarà suo malgrado costretto ad accettare lavori su commissioni nonostante non lo soddisfino, ma tutto questo non lo fermerà. Continuerà a lavorare ai suoi progetti ed alle sue scoperte.

Alcune vignette, geniali, evidenziano come Leondardo fu incompreso. Un genio troppo all’avanguardia per quei tempi. E’ evidente la difficoltà di potersi dedicare completamente a quello più si amava scoprire, il periodo storico in cui visse era politicamente e socialmente in guerra.

Leonardo da Vinci, ad eccezione del periodo in cui fu ingegnere capo di guerra, è sempre accompagnato e addirittura consigliato dal suo allievo prediletto. Una figura che lo accompagna quasi come una “moglie”, lo consiglia, lo indirizza e sostiene.

Leonardo in queste pagine fatica ad adattarsi alla società che si apre al nuovo secolo, gli ingaggi non mancano ma ogni volta le sue proposte non vengono comprese, oppure gli incaricano lavori che non lo fanno esprimere al meglio. Ma non solo. La rivalità con il contemporaneo Michelangelo Buonarrotti, il quale viene venerato quasi come un dio per tecnica e avanguardia, è viva e pressante in Leonardo. Ovunque va, il “Buonarrotti” lo perseguita, fino ad un loro simpatico incontro-scontro.

Il periodo storico non è dei migliori, c’è una continua lotta al potere tra ducati e stati, la guerra si fa pressante, dura e violenta. Leonardo scende a patti con il duca Valentino e ne diventa l’ingegnere capo, dedicandosi alle difese dei castelli. Ma come fu per Cesare, anche in questo secolo grandi complotti affiorano e Leonardo si trova, suo malgrado, in situazioni difficili da gestire. Vive in mezzo ai valorosi condottieri e strateghi della guerra. Ma d’altra parte la purezza del suo animo lo porterà a conoscere anche gente di grande spicco e lealtà come “Nicolò Macchiavelli” che gli rimarrà fedele e lo aiuterà.

L’opera strizza l’occhio ai dettagli che furono le ossessioni del genio incompreso di Leonardo. La volontà di far volare l’uomo, lo studio sugli occhi e il loro mistero. Piccoli particolari accompagnati da vignette molto simpatiche, a volte, le quali sottolineano l’ignoranza dei tempi. Dev’essere stato decisamente difficile per lui vivere in un tempo dove le idee non erano supportate dai mezzi a disposizione e per lo stesso motivo essere continuamente messo in discussione da tutti.

I disegni Edoardo Natalini accompagnati dai colori di Alessio Bernini e Giulia Botteghi esprimono molto dell’interiore di Leonardo. Ma non solo. Le guerre sono estremamente sanguinose e ricche di dettagli cruenti e violenti. Spargimenti di sangue, teste mozzate, distruzioni e devastazioni degne degli Avengers a New York. Le città sono caratterizzate perfettamente, così come le grandi opere raffigurate, persino le campagne e i vigneti prendono vita tra le tavole. Un teatro di scontri e incontri. Scambi di sguardi e gesti, battaglie e patti. Un taglio di quel periodo storico molto vero e per nulla romanzato.

Le tavole scivolano davanti agli occhi come un documentario di Piero Angela, senza diventare noioso ne pretenzioso. Uno squarcio di vita di un Uomo, come allo stesso modo lo furono molti altri, e come molti potrebbero esserlo oggi. Ciò che si può comprendere da queste pagine è che non importa chi tu sia o dove tu viva, le difficoltà di espressione sono sempre vive e si troverà sempre qualcuno che cercherà di sbarrarti la via o portarti su un altro sentiero. Ma accanto a queste figure oscure ci sarà anche chi ti comprenderà e ti aiuterà.

Ricapitolando, l’espressione del talento difatti è un diritto e va espresso, sempre, ovunque e in qualsiasi contesto sociale e politico. Ognuno di noi può essere Leonardo da Vinci!

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