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Anche questa edizione si è conclusa. Nostalgia, tristezza, malinconia sono le uniche sensazioni che trasudano dal mio cuore. Come ogni anno, il sesto per me, non posso ritenermi deluso. Perché si, il Lucca Comics è un’esperienza divertente e spensierata, ma per molti il caos e l’elevato traffico di persone provenienti da tutta Italia e non solo, è un elemento di disturbo tutt’altro che irrilevante.

 

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Si deve sapere a cosa si va in contro, ed essere pronti a tutto. Per chi si fa carico di questo spirito avventuroso, quasi eroico, tutto risulterà più divertente. Dal 2013 ad oggi, tante sono state le persone incontrate. Chi come me preferisce godersi da “spettatore” l’ammaliante caos di Lucca nei giorni del comics, chi invece si dedica con cura maniacale nel preparare magnifici cosplay, immedesimandosi il più possibile nei personaggi di cui vestono i panni. Tutti possono provare a farlo, c’è a chi riesce di più, a chi di meno.

Ma è comunque lodevole vedere come sia grandi e piccini cerchino, nelle loro possibilità, di dare vita ai propri personaggi preferiti, senza interessarsi di risultare ridicoli o fuori contesto. Al Lucca Comics tutto è possibile, e tutti possono essere chiunque. Si va dai cosplay dei manga più conosciuti al mondo, quali Naruto, One Piece, Dragonball, passando per i film e fumetti icone dello spirito “nerd” quali Star Wars, Marvel, Dc, arrivando a personaggi della cultura pop di qualsivoglia provenienza, trovandosi di fronte dunque chi si veste da Yotobi, da Capitan Findus e i suoi bastoncini, oppure da Maria De Filippi e Maurizio Costanzo.

Non c’è limite alla creatività, e la fantasia trova un fertile terreno sul quale arricchirsi. Dietro questo evento la mole di lavoro da compiere è enorme, e un plauso va agli organizzatori per l’impegno che dedicano, di anno in anno, per gestire al meglio l’immane folla di pubblico che accorre con vibrante foga a Lucca.

Ho notato quest’anno una maggiore cura nel gestire l’afflusso dei paganti negli stand, ma anche nel solo accedere alle mura i controlli e le vie di canalizzazione sono state ben predisposte, con lo staff sempre disposto ad aiutare chi è perso in dubbi o incertezze. Persino la viabilità presso la stazione è stata maggiormente curata, grazie alla collaborazione con le Ferrovie dello stato, in modo da garantire a quante più persone possibili il posto a sedere sul treno. Per quanto accontentare tutti è decisamente impossibile, e non si può certo vietare a nessuno di entrare in città, l’impegno è degno di nota e i risultati si vedono anno dopo anno.

 

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Se posso trovare delle note dolenti, molte si identificano nella cartellonistica non esplicitamente chiara, relativa agli stand da raggiungere (problema risolvibile consultando le cartine recuperabili nei punti informazione o rivolgendosi allo staff) e proprio sulla natura di quest’ultimi. Infatti raramente vi è una innovazione relativa ai padiglioni, quasi sempre gli stessi dopo anni, e con oggettistica e merchandising molto simile fra loro. Vedremo se nelle prossime edizioni ci sarà una innovazione in questi termini. Sicuramente quello che lascia questa manifestazione ogni anno, sono solo bei ricordi. Un gigantesco carnevale animato dalla passione di milioni di persone, desiderose di evadere in una realtà dove il sacro e il profano, l’antico e il nuovo, si incontrano dando vita a un mondo unico nel suo genere, che merita di essere assaporato almeno una volta nella propria vita.

Articolo di: Erik Iozzelli

6 thoughts on “Lucca Comics & Games 2018

  1. Ringrazio lo staff di Play Games Italia per aver postato questo articolo! 🙂

  2. Wow bell’articolo, complimenti. Anch’io quest’anno ho notato una cura maggiore nell’organizzazione degli ingressi alle mura e agli stand. Anche se era eccessivo, a mio avviso, far vedere bracciale e biglietto entrando negli stand dove si fanno acquisti.
    Io ho portato a casa un bel bottino di fumetti, potevo fare di meglio 😀 ma sono stata solo un giorno purtroppo e visitare tutta la fiera nei minimi dettagli è un’impresa. Il contapassi a fine serata ha contato 17 km 😛
    Grazie per l’articolo e complimenti per le foto!

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