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MediEvil – Recensione

MediEvil da poco ha compiuto 21 anni e gli appassionati del titolo, come me, hanno atteso questo momento da troppo tempo. Ora, che tutto è diventato realtà, ci siamo (ri)immersi nei panni di Sir Daniel, rivivendo le sue avventure. Ma non sarebbe stato meglio attendere ancora un po’?

Questo MediEvil racconta, ancora una volta, la storia di Sir Daniel Fortesque, un ex cavaliere che è stato riportato in vita per caso e ora deve impedire al malvagio stregone Zarok di conquistare il regno di Gallowmere con il suo esercito di non morti.

L’avventura che ne risulta è identica a quella vissuta dai giocatori nel 1998. Una rapida occhiata al nostro calendario suggerisce che in realtà non è più il 1998, i tempi cambiano e con loro anche i gusti e le necessità di base che rientrano, oggi, nello “standard”. Sfortunatamente, MediEvil non è un gioco invecchiato particolarmente bene, e attenendosi in modo risoluto alla ricetta originale, Other Ocean ha creato un prodotto che non soddisfa più il palato dei videogiocatori moderni.

I miglioramenti visivi, obbligatori, sono semplicemente ok. Non parliamo infatti di una semplice remaster HD, i personaggi e gli ambienti del gioco sono stati ricreati dandogli un look moderno. Sfiga vuole che questo “rifacimento” è l’aspetto più moderno di un gioco indie a basso budget… e pensare che all’epoca era considerato un titolo a tripla A.

Sebbene il gioco originale fosse di natura quasi comica e aveva ancora un ambiente abbastanza, relativamente, giocoso con molte aree scure e molti grigi, blu e verdi, qui il team creativo ha avuto a che fare con uno stile artistico leggermente più oscuro lasciando però la scelta colori di base che non si adegua benissimo ai televisori di ultima generazione in quanto risulta un po’ troppo forte. Una cosa che potrebbe migliorare questo è: l’HDR, ma al momento della stesura del gioco si è scoperto non lo supportasse e non è chiaro se arriverà mai in una patch. Insomma grafica bene, ma non benissimo.

Altri elementi sono un po’ meno facili da perdonare. La telecamera del gioco, per esempio, non è affatto piacevole. A volte sembra che prenda vita propria e che stia attivamente cercando di mettersi nella peggiore posizione possibile per infastidire i giocatori. Ancora una volta, questo, era lo stesso problema che affliggeva il gioco originale, ma era più un sottoprodotto sperimentale del suo tempo ancora non “scoperto”… ma oggi, con i progressi di sviluppo, avrebbero avuto tutte le opportunità/possibilità di rinnovare la camera e renderla soddisfacente sotto qualsiasi aspetto. Quindi la domanda sorge spontanea, perchè?

In effetti, il produttore esecutivo del gioco ha dichiarato su un blog ufficiale PlayStation, un paio di mesi fa, che: “il credo del team era quello di fare ciò che il team di sviluppo originale aveva fatto e non cambiare nulla”. Insomma il famoso “bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto”. Questa “filosofia” potrebbe essere vista come un nobile tentativo di conservare quella sensazione vissuta sul gioco originale e giocarsi la carta – facile – dell’effetto nostalgia. Ma siamo sinceri, si è trattato semplicemente di un’occasione mancata di applicare oltre due decenni di miglioramenti tecnici in un’avventura sicuramente magica ma datata. 

Altri remake come Crash Bandicoot N Sane Trilogy, Spyro Reignited TrilogyCrash Team Racing Nitro-Fueled sono stati un successo fondamentale perché i loro generi sono invecchiati molto bene nel corso degli anni. Nonostante tutto lo splendore grafico delle interpretazioni moderne del genere, quando si tratta del loro feeling e della loro meccanica non sono cambiate ma, essenzialmente sono state migliorate. Migliorie che hanno portato un approccio moderno e adatto a tutti, compresi i vecchi videogiocatori che negli anni (loro stessi) si sono evoluti assieme all’universo videoludico. Basti pensare alla corsa e il salto di Super Mario Odyssey sono essenzialmente l’ultima iterazione di un sistema di controllo che risale veramente al passato, semplice ma riformulato e adattato stilisticamente e meccanicamente ai canoni d’oggi.

Come gioco di avventura e azione, MediEvil non gode di uno status così eterno. Questo particolare genere ha continuato ad evolversi con ogni generazione di console e nel tempo esse (le migliorie) hanno assicurato che qualcosa del genere si sia evoluto pur mantenendo l’ossatura originale. Ahimè, MediEvil, ora sembra abbiano fatto un passo indietro. Se giocaste oggi stesso all’originale PS1, escludendo il tentativo grafico sicuramente non sufficiente, non troverete differenza… una fotocamera terribile e un gameplay senza anima. Purtroppo, questo rifacimento, è indubbiamente autentico al suo originale predecessore, ma soprattutto in difetti.

Voto Globale
Grafica
Gameplay

7 thoughts on “MediEvil – Recensione

  1. Io lo sto giocando ora, appena tre livelli e, pure avendo l’originale, lo trovo delizioso. Si poteva fare di più, è indubbio che la telecamera soffra ancora di difetti imperdonabili, tuttavia lo stile grafico è piacevole, saturo nei colori, ma coerente con il “mood” scanzonato e “cartoon”. Noto che le critiche – non soltanto tue – sono sull’ “invecchiamento” del gameplay, ma modificarlo significa snaturarlo. A mio avviso, chi non vi ha giocato all’epoca trova un buon gioco, non perfetto (e sono d’accordo che si pretendeva maggiore cura), ma un buon gioco. Al netto di inutile valore nostalgico, è un gioco che ricorda La Sposa Cadavere e rielabora il tema in maniera scanzonata aggiungendo l’elemento interattivo. Praticamente un unicum nell’offerta video-ludica.

    1. Indubbiamente il concetto dell’effetto nostalgia ha il suo carico e quasi sempre fa centro soprattutto per quanto concerne i videogiocatori. C’è però da fare una distinzione tra gioco brutto e gioco bello ma che non balla. Aldilà del gusto personale oggettivamente parlando il rapporto tecnico pratico approcciato a questo remake/remastered è abbastanza basso. L’aggiunta di maggiore cura, dopo due decenni, poteva essere la chiave vincente (che tra le tante cose meritava il titolo un certo tipo di trattamento). Queste migliorie, secondo me non snaturavano il concept del gioco, al massimo lo miglioravano e il fatto che abbiamo messo le “mani avanti” nascondendosi un po’’ sul “lasciare la stessa esperienza dell’originale” sembra quasi una pezza per giustificare un lavoro fatto bene, ma non benissimo. Il gioco l’ho provato su un OLED e su un LED classico con il sanguinamento degli occhi dopo pochi minuti. Certo è una cosa soggettiva (ma nemmeno tanto) però è un limite che oggi come oggi facile (per loro) poter porre rimedio piuttosto che andare a regolare la TV così da non perdere la vista. Anche la meccanica stessa, come esempio ho preso il salto di Super Mario che negli anni cmq è rimasto immutato ma hanno migliorato l’impatto dinamico, grafico che si adegua coerentemente negli standard di oggi. La telecamera no comment. Infine per me non è un cattivo risultato, nonostante tutto. Più che altro il gioco, dopo 21 anni, meritava indubbiamente un rifacimento più orientato agli standard odierni senza snaturarlo. L’hanno fatto altri con ottimi risultati, perché non l’avrebbe potuto fare anche loro? Secondo me, e né sono convinto, si trattava di budget e forse Sony non ha creduto fino alla fine in questa “nuova” veste.

      1. Non ho riscontrato i problemi di immagine che descrivi (ho una TV Sony LED 4K). La gestione della telecamera e dell’inventario possono fare abbassare la valutazione di un “remake” comunque coerente con quanto ci si può aspettare da un’operazione del genere. Non concordo sul paragone con Super Mario perché questo è un “remake”, non un nuovo episodio. In quest’ultimo caso mi sarei atteso si’ una modifica radicale sia nel gameplay sia nel comparto tecnico.

          1. Abbiamo ricevuto un’impressione differente, tutto qui. Come accade agli spettatori di un film. La mia è una personale esperienza figlia anche del confronto con l’originale. Ho trovato semplicemente eccessivo un generale “bacchettamento” di questo remake, eppure sono abbastanza critico con queste operazioni “nostalgia” per battere cassa facilmente. Gli avrei dato un voto di più.

          2. Ma guarda, forse la recensione viene facilmente travisata. Come detto non si parla di cattivo gioco. Anzi. Però (ripetendomi ancora) dopo 20 anni mi aspettavo qualcosa in più e basta pensare a Crash, Spyro per capire di cosa parliamo. Anche il discorso Remastered, Remake è diverso. Perché cmq alcune cose sono state rifatte da zero come le ambientazioni, le texture non sono state riprese come molti pensano. Quindi fondamentale non gli costava nulla sistemare alcuni problemi. Sul voto non discuto, ma dal mio modestissimo parere da persona che ha visto e giocato con il primo, che allora era veramente considerato una tripla A, non è un gioco da 8,9. 🙂

          3. È una questione di “aspettative”. Non è più un titolo tripla A nel portafoglio Sony e ha ricevuto un coerente “trattamento” di investimento e di pubblicità (è spuntato quasi all’improvviso). Gli anni di assenza di un nuovo capitolo a distanza della versione PSP ne sono una prova –

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