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Morning Star

Morning Star – Recensione

E se gli Inferi invadessero la terra, che cosa accadrebbe? Riuscite a immaginare, per un attimo, le orde di demoni e non morti a piede libero? Apocalisse2.0-il Ritorno. A quel punto, la questione del diluvio universale potrebbe sembrare, quasi, una scaramuccia. Tono irriverente a parte la questione salvezza, sarebbe appesa a un filo.

Ovvia si rivelerebbe la necessità di contrastare le forze oscure del maligno. Per fortuna, gli uomini sono ingegnosi nel pericolo. Dunque, verrebbe da immaginare che ci si possa avvalere di un qualche strumento occulto e non, da impiegare nella lotta tenebre-luce. Probabilmente sarebbe proprio il Vaticano a coordinare il tutto. Fantasia? Sicuramente, ma questo è anche l’incipit di Morning Star. Graphic novel edita da Leviathan Labs in collaborazione con la Double Shot, scritta da Massimo Rosi e disegnata da Paskal Millet e Ramiro Borrallo. Procediamo con ordine.

Il Morning Star è un’agenzia finanziata dal Vaticano per la caccia di creature e fenomeni paranormali con intenzioni malevole. L’organizzazione, fondata secoli orsono da un gruppo di templari, è andata rimpolpando le proprie fila anche di creature magiche per combattere il male che minaccia il mondo. Nel distaccamento principale degli Sati Uniti troviamo Aaron Teller, leader del gruppo, che ha una sacra reliquia del paganesimo irlandese conficcata nel cuore; Big Jaws, posseduto da un demonio slavo, in cerca di redenzione; Max Laguard, telepate, alcolista di origini francesi e la bella Olga Kandeswsky, in grado di parlare con i defunti e viaggiare nel mondo dei morti. I veri problemi si manifestano quando Trevor Reed, paziente del manicomio di New Orleans, comincia a soffrire di terribili incubi e a causa di essi, in qualche modo, riporta il demone Legione sulla terra. La lotta per la salvezza ha inizio.

Le premesse sono ottime e ci sono tutte per avviare una serie di successo, magari con qualche futura trasposizione cinematografica, chi lo sa! Si presterebbe davvero bene. Il fulcro della storia è la classica lotta tenebre-luce, trattata in un modo affatto scontato. Siamo tutti consapevoli di quanto il tema sia inflazionato ma Morning Star, conserva un tratto narrativo originale. Esso è ravvisabile in una resa generale dell’opera che si concentra su una linearità fatta di rapporti causa-effetto, azione-reazione. Esse sono dicotomie nette, così come sono ben tracciate le parti in causa. La scrittura scorre piacevole e s’impreziosisce di termini e riferimenti biblici che rendono arcana e oscura la materia, senza peccare di pesantezza.

Si strizza l’occhio all’utilizzo di terminologie discorsive usuali, tipiche del gergo parlato che armonizzano la tensione, non spezzandola mai. Il linguaggio, anzi, è tutto volto a mantenere in vita una concentrazione tensiva che si fonde alla perfezione con gli altri elementi che fanno di Morning Star, un’opera meritevole. È come se ci si muovesse su un terreno impervio. Vi ritroverete in un equilibrio perfetto tra esplosione drammatica e una sarcastica riflessione su come si muova il mondo, fatto di accoliti e potenti. Attinenza al criterio di verosimiglianza: chi parla, chi agisce, si muove nellambiente descritto con padronanza assoluta della scena.

I personaggi sono ben caratterizzati in funzione della trama e nell’ambito delle proprie peculiarità. Olga, sentinella tra il mondo dei vivi e quello dei morti, ne è un esempio. Il suo ingresso in scena, descrive il suo ruolo. Un riferimento fondamentale, non solo per l’importanza in sé. La sua presenza è funzionale allo scopo narrativo e visivo di accennare al solito cliché: bella, fatale, indomita. Il tutto condito da un aspetto estetico che potrebbe essere tranquillamente l’ideale del maschio, italiano, medio. La sua funzione si esaurisce nello stereotipo? Assolutamente no! Procedendo nella lettura, potrete cogliere tutta la sua umanità. Una bella costruzione, che va oltre l’estetica che un tipo di arte restituisce.

Più stereotipati sono, invece, gli uomini che militano nel Morning Star, almeno in questo primo volume. In realtà, non si può escludere una loro evoluzione nelle uscite successive. Quest’attesa nel veder crescere un personaggio, nel prendersi il proprio tempo, non può che essere un aspetto positivo. Questo modo di narrare ripaga. Esso fidelizza il lettore, lo fa affezionare, lo incuriosisce, lo smuove. Il personaggio cresce con la storia, in una generale armonia dalla quale l’ambito artistico non è escluso.

Morning Star parla di esoterismo crudo. I disegni sono affidati a Paskal Millet, nei primi due capitoli e Ramiro Borrallo, per i successivi due. Palpabile il cambio di stile. Questo è un aspetto che, a dispetto del gusto personale del lettore, da un lato, potrebbe rivelarsi destabilizzante. Ma dall’altro, consente un maggiore impatto visivo. Esso è volto a movimentare, però, una narrazione che, già da sola, non avrebbe bisogno di scossoni. Millet vira verso lo stile orrorifico, del resto horror e fantascienza sono le sue passioni. Da horror a splatter il passo è breve: corpi disintegrati, interiora, il rosso del sangue e dei muscoli ridotti in pezzi, invadono le sue tavole.

Ramiro Borrallo seguita a sviluppare il tema splatter che caratterizza l’opera. La deformità dei suoi demoni è degna di nota, soprattutto, quando c’è da rappresentare la bruttura del male che possiede il corpo umano. Centra il colpo con uno stile proprio, diverso ma tutto personale e originale. Morning Star si rivolge sicuramente a un pubblico vario. Sia ai fedelissimi del tema esoterico ma, anche, ai curiosi della prima ora. Parlando di possessioni, demoni e forze reclutate ad abbattere il male, il lettore è consapevole su cosa aspettarsi.

La lotta che gli autori imbastiscono nel primo volume, prende corpo man mano che si procede nella lettura. La gradualità è un elemento importante. Gradualità che si riflette in un crescendo di orrori che condurranno il mondo attraverso la strada della salvezza globale. O, per lo meno, si spera! Perché leggere Morning Star? Per il suo grado di verità estremo. Nel senso che anche i protagonisti dovranno fare i conti con la brutalità delle tenebre, con il sacrificio. Esse si riveleranno così estreme, a volte, da non lasciare spazio a equivoci. Nessuno è al sicuro!

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