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My Hero Academia the Movie: Two Heroes- Recensione

Il Giappone si sa, è terra di grande prestigio e cultura. Paese di grandi intellettuali, di sfarzosa tecnologia, ma al tempo stesso immerso in coordinate spiritualistiche e di tradizioni così lontane dal mondo occidentale, distanti non solo da un punto di vista logistico, ma soprattutto di mentalità. Se vi è però un tratto tipico del folklore giapponese, che si è astutamente insidiato nelle pieghe degli usi e costumi più tipici dell’intero globo terracqueo, è quello relativo ai manga, ed alla loro controparte animata.

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Tutto è partito molto tempo fa, con le opere che vedevano robottoni di immani dimensioni, darsele di santa ragione contro altrettanti ammassi di ferraglia armati di poco nobili intenzioni. Era solo l’inizio di una escalation e di un mercato, che via via si è consolidato negli anni, portando l’attenzione soprattutto al genere shonen, ovvero quegli anime dedicati perlopiù ad un target di ragazzi adolescenti, con tematiche affini a questa fascia d’età. Dragon Ball su tutti, è diventato un fenomeno globale in breve tempo, ed è tutt’ora un punto di riferimento e metro di paragone per qualsiasi progetto intenda inerpicarsi verso questa strada.

E la medesima sorte, non poteva non toccare anche a “My Hero Academia”, manga che ha visto la luce a Luglio 2014, ed è tuttora in corso di pubblicazione. Con la produzione della serie animata iniziata nel 2016, l’attenzione dell’opinione pubblica verso l’opera di Kohei Horikoshi è schizzata a livelli vertiginosi, cominciando a ritagliarsi uno spazio pregiato all’interno del mondo otaku. Da molti è considerato l’erede, oltre del già citato Dragon Ball, anche di altri due mostri sacri quali Naruto e One Piece, dunque una responsabilità non da poco. Recentemente è uscito al cinema (con qualche mese di ritardo qua in Italia) il primo film tratto dalle vicende di Midoriya Izuku e compagni, denominato “Two Heroes”, che vede la partecipazione oltre al cast originale, di alcuni nuovi personaggi realizzati appositamente per la pellicola, i quali daranno manforte ai nostri eroi, per sventare l’ennesima minaccia dei cattivi di turno.

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Midoriya Izuku e il suo mentore All Might, si stanno recando grazie ad un invito recapitato a quest’ultimo, alla tecnologia ed avveniristica “I-Island”, sede di un importante fiera dove facoltosi scienziati mostrano con orgoglio le più importanti scoperte ed invenzioni utili a dare una mano agli eroi nel mantenere la pace nel mondo. Una delle menti più brillanti di questa enorme isola semovente è David Shield, amico di vecchia data di All Might, il quale ha trasmesso a sua figlia Melissa la stessa passione per il mondo della tecnologia. A breve non tarderanno ad arrivare altri alunni del Liceo Yuuei, come il sempre furente Bakugo, il glaciale Todoroki, e la dolce Uraraka.

Tutto sembra filare liscio, quando tutti sono invitati al gran gala atto a celebrare l’inizio della fiera del giorno seguente. La situazione tuttavia precipita repentinamente: un pericoloso villain di nome Wolfram fa irruzione ad I-Island assieme ad un cospicuo numero di scagnozzi, sovvertendo il sistema di sicurezza, ed intrappolando tutti gli eroi, fra cui lo stesso All Might. Il suo scopo pare essere quello di impossessarsi di un potente congegno capace di potenziare a dismisura la forza di chi lo utilizza, uno strumento progettato da Shield in persona. Con i professionisti fuori gioco, starà ai giovani studenti della Yuuei ed a Melissa, fermare i perfidi criminali.

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Non aspettatevi colpi di scena o stravolgimenti di genere; My Hero Academia: Two Heroes, mantiene ben saldi gli stilemi tipici pertinenti a prodotti di questo tipo. La linearità con cui si muove la pellicola in questione, farà sorridere gli habitué degli anime e delle loro trasposizione cinematografiche. La vasta schiera dei personaggi più amati che fanno capolino ad I-Island, sono solo il preludio dello sviluppo vero e proprio, volto a descrivere il combattimento contro i villain, con le scene d’azione che stentano a decollare salvo dipanarsi nella fase più conclusiva del film.

La trama, la quale è da collocare fra la fine della seconda e l’inizio della terza stagione, di per sé possiede un qualcosa di già visto e certo di non memorabile, ma per un prodotto commerciale volto ad emulare le gesta della controparte animata su piccolo schermo, non è da considerare come un difetto assoluto. Nella sua semplicità, il film funziona, tiene incollati, grazie anche alle coinvolgenti musiche prese di pari passo dall’anime, alle quali è difficile rimanere impassibili. Interessante anche vedere un assaggio del passato di un giovane All Might, ancora nel pieno delle forze e non ancora affermatosi come il simbolo della pace. I nuovi personaggi presentati non brillano certo per chissà quale spessore, e vivacchiano come semplici riempitivi per tutta la durata del film. L’unico a vivacizzare questa situazione è David Shield, del quale con qualche flashback, riusciamo a carpire al meglio il suo rapporto con All Might e qualche interessante retroscena relativo alla sua vita.

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Il principale antagonista, Wolfram, seppur disegnato in maniera accattivante e con un certo spessore estetico, è perlopiù lasciato a sé stesso, con qualche bozza qua e là, anche se emergono alcuni interessanti dettagli e legami con la serie canonica, che mi hanno piacevolmente spiazzato. Inutile infine aggiungere qualcosa per quanto concerne i protagonisti: chi più chi meno ha ricevuto più spazio, mantenendo inalterata la loro peculiarità caratteriale. Inevitabile comunque, che si vada a parare e tratteggiare maggiormente il legame sempre più solido fra Midoriya e All Might. Un legame speciale, fraterno, che si realizza solo fra coloro che hanno avuto il dono di potersi trasmettere il potente One For All. Interessante il rapporto che emerge anche fra Melissa e il giovane Deku, i quali sono destinati a ripercorrere le orme dei loro “vecchi”, sintomo di quella volontà trasmessa ed ereditata, che si configura sempre di più come uno dei cardini più importanti dell’opera.

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Se amate l’intero universo di “My Hero Academia”, non potrete esimervi dal farlo anche per questo film. Ritroverete di pari passo la medesima atmosfera, quell’insieme di leggerezza che non disdegna talune volte di inciampare in temi e situazioni di una certa profondità. Probabilmente si poteva osare di più per quanto riguarda gli antagonisti di turno e la loro contestualizzazione all’interno della pellicola, ma per essere il primo tentativo non ci possiamo certo lamentare. Le scene di combattimento sono ben realizzate e trasudanti di epicità, assieme alla straordinaria e già iconica soundtrack, che oramai ha fatto breccia nel cuore di un cospicuo numero di appassionati. Le avventure di Midoriya, di All Might, e del resto dei loro compari, sono destinati a riecheggiare per anni nel mondo dei manga, grazie alla loro freschezza, genuinità, ed insegnamenti certo da non sottovalutare. E se pellicole di questo tipo possono in qualche modo diffondere ed avvicinare più persone a questo ricco mondo, il tempo non sarà mai da considerarsi sprecato.

7.5

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