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Nailbiter 4: Sete di sangue – Recensione

Nailbiter 4: Sete di sangue – Recensione

Oggi, noi di PlaygamesItalia, volgiamo continuare l’avventura intrapresa in quel di Buckaroo, per scoprire come mai i Serial Killer nascano in questa cittadina.

Nailbiter è una serie a fumetti creata da Joshua Williamson (GhostedBirthright e The Flash) e accompagnata dai disegni di Mike Henderson.

La serie è edita negli States dalla Image Comics, mentre in Italia, la conosciamo grazie alle edizioni della Saldapress.

La Saldapress, ci presenta cosi questo quarto volume della serie, intitolato “Sete di sangue’’:

“Il Mangiaunghie è scomparso e sembra che un nuovo serial killer stia terrorizzando la città di Atlanta, in Georgia. Questo nuovo assassino potrebbe essere la chiave per accedere ai misteri e ai segreti più oscuri della cittadina di Buckaroo, svelandone una volta per tutte l’origine? E soprattutto, Finch e Crane devono vendere la loro anima al demonio per riuscire a risolvere il caso? “

Prima di continuare con la recensione, se non le avete ancora lette, vi consigliamo di leggere le recensione precedenti, cliccando QUI.

Questo quarto episodio, ci pone davanti ai nostri occhi una visione più ampliata di quella che è la “comunità” dei Macellai di Buckaroo.

Si parte con l’ambientazione temporale, è Halloween. Quale periodo migliore per i serial Killer? A Buckaroo, dopo la scoperta dei tunnel, è arrivata l’FBI oltre che ad una serie di fan e media, giunti per avere notizie sul killer scomparso, Il Mangiaunghie.

Ma in questo episodio, non ci si sofferma molto su Buckaroo, ma ci sposteremo nella città di Atlanta , dove un nuovo serial Killer è in ascesa, l’Ammazzadiavoli.

Quest’ultimo sembra colpire delle persone per bene ma che comunque celano qualcosa, come il fatto di essere di Buckaroo. Qui scopriremo vari escamotage ideati da Warren per mettere al sicuro i cittadini di Buckaroo, che volevano cambiare vita.

Finch e la Barker – che non sembra essere più la stessa da quando è stata rapita – qui scopriranno degli intrighi ideati da un agente di polizia solo per diventare ricco, ma per raggiungere il suo obbiettivo sacrificherà e incolperà degli onesti cittadini che hanno l’unica colpa di essere originari di quella maledetta città.

Intanto a Buckaroo, qualcosa si muove, e l’agente Crane inizia ad indagare per scoprire cosa stia succedendo al di sotto della sua città. Altri colpi di scena ed intrighi riempiono le pagine di questo volume, ma lasciamo a voi la lettura di queste pagine per scoprirlo.

Joshua Williamson, come nei precedenti volumi, continua a tessere una tela, che per ora resta ancora fitta. Colpi di scena, intrighi e bugie sono queste le cose che noteremo in questo volume. Williamson, come sempre ha un’ottima visione d’insieme e riesce anche a spaziare e non essere limitato, neanche geograficamente. Tutto questo lo fa senza mai perdere di vista nessuno dei suoi personaggi e a collegare e portare avanti ogni trama, che vengono utilizzate per mettere un ulteriore tassello nella trama complessiva.

Mike Henderson, ancora una volta ci presenta un opera altamente cupa, quindi ricca di colori scuri. Con i suoi disegni riesce ad interpretare benissimo la sceneggiatura dell’autore. Non mancano le scene splatter, ricche di violenza e sangue. Piccolo appunto, si nota in alcune scene qualche calo di dettagli nelle tavole che rendono le scene stesse alcune volte più spoglie e vuote. Complessivamente è un buon lavoro.

Non vediamo l’ora di continuare l’avventura in quel di Buckaroo, per scoprire la verità sull’origine dei serial killer.

VOTO

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