Crea sito

Panini/DC, aumento folle – Ma che comics è successo?

Come molti appassionati sapranno, 31 ottobre 2019, a cavallo con Lucca, esce fuori una bomba di proporzioni epocali! Panini prende i diritti DC comics in Italia.

Dal 1° aprile, con lancio a Romics e Lucca di marzo, Lion cesserà di essere licenziatario per DC per l’Italia: pare lo rimarrà per Norvegia, Danimarca, Liechtenstein e San Marino. In realtà i diritti scadrebbero il 31 dicembre 2019, ma un accordo tra Panini e Lion permetterà a quest’ultimo editore di rimanere in sella almeno per la prima parte del crossover DC/Bonelli…

Ma cosa c’è di vero in tutto ciò?

Certo, non è cosa nuova, da anni si vocifera anche per un discorso di auto-suggestione dovuta – anche – dai lettori stessi che stanchi, prima dell’avvento di Terminal Video, di aspettare tempi biblici per leggere qualcosa di casa DC… senza contare tutti gli “esauriti” introvabili. Una Golden Age dei venditori eBay dove il termine sub-prezzato era inappropriato, e la parola furto era più il linea con il concetto di stra-vendere 1 cosa 10 volte il suo valore. Ma giustamente, come qualsiasi azione fraudolenta, soprattutto in Italia, è lecita. Soprattutto perchè la piattaforma lo permette.

Ritornando sulla questione. Quando uscì questo rumor, parecchi esponenti e profili professionali inerenti alle stesse Editorie, hanno repentinamente smentito. E nonostante il divagarsi della questione tutto è caduto in un estremo silenzio dove gli unici a parlare siamo proprio noi lettori.

Ma perchè la briga di smentire? In genere, aldilà della “fake news”, come si suol dire: “nel bene o nel male, l’importante è che se ne parli”. Anche in passato se n’è discusso non poco sulla questione, ma anche lì non c’è stato nessuno che si è fatto avanti a sconfessare… Forse perchè questa volta, magari, c’è un fondo di verità? Ovviamente non possiamo darvi nessuna risposta e nessuna conferma. Lo scopo di questo articolo pone più domande, lecite, che risposte, ma solo perchè tutta la situazione è abbastanza un’incognita.

Come detto ampiamente, il passaggio dei diritti DC a Panini è comunque una voce di corridoio che nell’ambiente gira da un po’. E sebbene la stampa di settore ne sia al corrente, non pubblica nulla, per la serie: ognuno si faccia l’idea che vuole.

Eppure durante un intervista fatta al responsabile Geon, lo stesso ha confermato che la Lion ha accordi con la DC fino ai primi mesi del 2020. Gli è stato detto anche se questi diritti fossero stati presi da Panini e la risposta è stata: “Questo non lo so” gettando ancora dubbi sulla questione che già di per se è caotica. Ma l’interiezione esprime un’impressione repentina che non smentisce ne conferma, per la serie: “tutto è possibile”.

E se per questioni legali, magari dovute ad un patto di riservatezza a date stabilite, la prima smentita (sotto Lucca) fosse stata data per questo? E anche qui, con l’ennesima domanda, si apre un nuovo scenario. Questione che capiremo chiaramente solo ad aprile 2020, visto che questo mese viene fuori ad ogni “sentito dire”.

Anche l’aumento del prezzo , di casa Panini non salta tanto fuori da questa questione. Ricapitolando:

Uno spillato di 24 pagine da 2 euro passa a 3, quello da 48 da 3,90 a 5, quello da 72, 6,90 euro, anche se per quest’ultimo non si è capito se toccherà tutte le testate o solo Absolute Carnage. Ma ancora, perchè questo aumento? Perché proprio ora? Sembrerebbe quasi come mettersi in pari con i prezzi della Lion… O magari c’è l’esigenza aziendale di fare quanto prima introiti per coprire più velocemente una grossa spesa appena fatta? Al solito, ognuno si faccia l’idea che vuole.

Ovviamente la risposta più usata riguardo all’aumento sarebbe quella di non seguirne più alcune testate per compensare il subprezzo, insomma spendere lo stesso ma leggere meno. Effettivamente è così, ma purtroppo, in ogni caso, non sarà una scelta acquistare poco diminuendo il numero delle testate che si seguono. No! Sarà una necessità, in quanto un lettore che non lavora e non è indipendente, ma dipendente dai genitori, dovrà fare questa mossa per far quadrare i conti. Un aumento a dir poco folle e pericoloso. Perché non acquistare una testata equivale anche a percentuali di vendita basse e le percentuali di vendita basse equivalgono alla chiusura della testata.

Ma l’aspetto negativo di questo rincaro a dir poco scandaloso non è solo questo. Qual è il male più grande nell’universo fumettistico? Ovvio no? Le scan. Attenzione, non parlo del digitale legalmente acquistabile, a questo ci arriviamo a breve, parlo delle Scan illegali. I fumetti tagliati, messi in un scanner pagina dopo pagine, lavorati un minimo con PhotoShop e messi a disposizione nei vari forum, siti etc. Quindi questo aumento potrebbe in qualche modo incentivare all’uso improprio di questi prodotti? Si!

Oppure questo aumento in Italia segna la fine (prendetela con le pinze) del fumetto cartaceo per optare solo verso il digitale? Nonostante in America l’era del digitale sia già presente da anni con grandi statistiche di vendita rispetto allo stesso spillatino cartaceo (altrettanto carissimo sempre negli USA), in Italia, come da buoni mediterranei calienti e passionali, non ce ne facciamo una ragione. L’odore della carta, averlo in mano, il leggero brusio quando si prende una pagina con le dita per girarla, il “TIC” quando si apre un cartonato nuovo, averli tutti belli imbustati in libreria, insomma, non s’ha da fare!

In conclusione, dopo queste parole che hanno, quasi sicuramente, messo più dubbi che altro, noi confidiamo sempre in una trasparenza totale da parte di queste parti perchè, noi lettori, lo meritiamo. Non solo in quanto acquirenti che fanno muovere l’economia fumettistica in Italia, ma anche per rispetto di una passione che, aldilà di tutto, è parte non solo di chi li legge, ma anche di chi li produce.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.