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Punisher: World War Frank – Recensione vol 1

Punisher è uno dei personaggi più idolatrati del Marvel Universe: un ex marine d’elitè che diventa uno spietato vigilante dopo la carneficina della sua famiglia. Debutta negli anni Settanta come nemesi di Spiderman, ispirando film e serie Tv, ed è di fatto il pioniere degli antieroi dei fumetti, resi famosi da Alan Moore (Watchmen), che probabilmente ha intravisto in Frank Castle i tratti del “suo” Rorschach. 

Il Punitore è un personaggio senza tempo. Frank non è cambiato così tanto. I suoi obbietti e le sue iconiche stragi sono da sempre state chiare: è un uomo che uccide chiunque commetta un errore a causa del fatto che persone simili hanno ucciso la sua famiglia. Ma è successo qualcosa! Nel corso degli anni la sua attenzione è cambiata, ma la sua spietatezza non ha mai vacillato. Matthew Rosenberg ha infuso il personaggio con un po’ di ingegnosità e un’intelligenza particolarmente ultra-violenza grazie all’acquisizione della tuta di War Machine. Adesso Rosenberg è ancora qui a consegnarci quel Punitore violento e senza fronzoli.

Possiamo togliere al Punitore la War Machine… e poco cambierebbe. Frank Castle, in ogni caso ha mantenuto il suo gusto sul trucidare i criminali. Ma i percorsi verso questi obiettivi, questa volta, di così alto valore sono pieni di pericoli più grandi di quelli che Frank ha affrontato prima d’ora. Manessuno mette Frankie in un angolo! 

Punisher contro Zemo e l’Hydra! E il primo a farne le spese sarà… no, non ve lo possiamo dire, anche perché se lo facessimo non ci credereste!

Come ogni buona storia d’azione ricca di violenza, Rosenberg e Szymon Kudranski confermano le intenzioni chiare di Frank. Questo grazie ad una serie di fraintendimenti e presupposti maliziosi. Tali sono gli atteggiamenti di pregiudizio che mettono persino in discussione altri eroi che cercano di fermare Frank in questo percorso.  Un “dato per scontato” dove il colpevole è evidente e chiaro visto i suoi trascorsi.

Da dire che il profilo del Punitore, in World War Frank, è un po’ diverso dal solito. Diciamo che sembra più un Jason Voorhees che il solito antieroe che conosciamo. È divertente però vedere l’approccio stilistico e il tentativo ( riuscitissimo) di non farlo diventare troppo profondo ma piuttosto capace invece di cattura l’intensità delle azioni facendo risaltare la ferocia del personaggio. La narrazione non è complessa e assolutamente, in tutti i sensi, si parla poco.

L’impatto artistico è fantastico, come al solito di Kudranski. La violenza a volte è intensa ed è bello vedere come stratifica i personaggi in diversi ambienti. Il suo lavoro ha un aspetto iperrealistico grazie a interessanti effetti di sfocatura negli sfondi. I vestiti, veicoli, esplosioni, spari ecc… sono ben definiti e dettagliati. Questo è senza dubbio un racconto oscuro, in gran parte ambientato “nell’ombra”, ma i colori di Antonio Fabela aiutano a far apparire gli elementi chiave in maniera straordinaria. Prendete ad esempio il barone Zemo, la cui maschera, seppure semplice e colorata, è inquietante da morire. Oppure, all’inizio, delle armi tecnologiche vengono colorate con molto blu e rosso, rappresentando concettualmente un atto sanguinoso in una morte fredda. 

In questo primo volume di Punisher: World War Frank è abbastanza chiaro che l’intenzione non è quella di entrare molto nello stato mentale di Frank. Ma se da un lato è bello vedere Il Punitore senza freni, dall’altra la mancanza di “profondità” da un po’ il senso di ripetitività. Tenete presente che il tutto si svolge in circa due notti, dove si evince un ciclo d’azione: un attacco dopo l’altro senza guadagnare molto terreno al fine dell’introspezione e della crescita del personaggio. Alla fine dei giochi c’è un buon montaggio che rivela un po’ tutto il lavoro che Frank fa per attirare l’attenzione del lettore, ma a parte questo, non fa molto di più mentre la storia va avanti. Ma diverte!

In conclusione, Punisher: World War Frank è un actionfest senza eguali con un comparto grafico artistico bellissimo. Dai colori intensi e chine decise, Il Punitore si affaccia ad una storia moderna e molto spigolosa. Cattura l’intensità e lancia la natura spaventosa di Frank .

VOTO

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