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Revival – Recensione

Revival

Revival è un’opera realizzata dal team creativo composto da Tim Seeley e Mike Norton, portata in Italia dall’editore Saldapress. L’idea di realizzare questa storia nasce nella mente di Tim molti anni prima, riuscendo poi a svilupparla e realizzarla dopo ben 20 anni. In fondo al volume sono riportati alcuni passaggi di questo viaggi che mostrano il cambiamento di caratterizzazione di uno dei personaggi chiave della storia, che passa da un ruolo marginale ad uno fondamentale per le trame. Emme.

La vita non è un videogioco. La morte ha ancora delle conseguenze. Deve essere così

I morti non muoiono

Revival parla della morte, della famiglia e di una piccola cittadina, coinvolta in qualcosa più grande del mondo stesso. I morti che ritornano. Al tutto viene aggiunto qualcosa di particolare e per certi versi di nuovo. Se i morti che tornano a vivere non sembrano esserlo mai stati? Se possiamo riabbracciare le persone a noi care, che per qualche infausto motivo se ne sono andate anzitempo?
Il tema dei morti che ritornano a vivere è una costante ripetuta più e più volte sia in letteratura, che nel mondo del cinema e nei fumetti. Ormai non è nulla di eclatante ed originale e sono gli stessi personaggi del racconto a farlo presente, citando Romero. Ciò che invece accentua la particolarità di questo fumetto è che, coloro che risorgono sono come erano prima di aver lasciato il piano terreno.
Per citare l’introduzione del fumettista canadese Jeff Lemire:

Come si fa a trovare un posto nella nostra vita per qualcuno che abbiamo già compianto e di cui abbiamo già accettato la scomparsa? È spaventoso, e affascinante, e la sceneggiatura di Tim è perfetta.

Un’opera noir rurale

Tutto ha inizio con una normalissima e noiosa giornata di lavoro. Il primo caso a noi noto si trova nel mentre di una cremazione. Il risorto si sveglia tra le urla, mentre brucia… era morto, ma ora vive, di nuovo. Siamo nel Wisconsin in pieno inverno.

Figurati, era appena uscita dall’obitorio e si era messa dietro al bancone del minimarket. Mi ha venduto un etto di insalata di patate […] Non sono il tipo di persona che crede nel sovrannaturale. Ma mi sono venuti i brividi quando ho capito che un morto mi aveva appena venduto il pranzo.

È l’inizio di una nuova era? Come ogni cambiamento questo non è da meno. La società è nel caos. Mentre chi di dovere svolge indagini per capire da dove tutto ciò ha preso vita, gioco di parole voluto, c’è chi urla al complottismo e chi ancora al miracolo, alla forza divina. Era scritto nella Bibbia, dicono. Ma quelli che ritornano sono veramente come erano prima di lasciarci? O sono tornati diversi? Con qualcos’altro dentro il proprio corpo? Nessuno sembra avere una risposta chiara a ciò.

La lettura del primo volume lascia permanere molti dubbi. Qual è la verità? La narrazione segue il punto di vista di una giovane poliziotta di Rothschild, l’agente Dana Cypress, chiamata ad indagare sui ritornanti, che stanno portando al caos. Tra misteriose morti, alieni, demoni, vecchie possedute da una forza estranea, paranormale, demonologi, vi immergerete in una lettura che ha tutte le qualità per intrattenervi.

Non la solita storia

Revival, durante la lettura, lascia più domande che risposte. Il mistero dietro a tutto rimane tale, arrivando ad una conclusione che fa in modo di voler immediatamente proseguire la lettura. Trasmette quel senso di volersi togliere dalla mente tutti gli interrogativi scaturiti. Tim ha creato un ottimo universo narrativo, costruendo molto bene l’ambientazione e soprattutto i personaggi che ci girano attorno, cosa sempre fondamentale in un’opera che vuole imporsi.
L’autore è stato in grado di stravolgere le aspettative del lettore.

Quando si pensa che la storia fosse focalizzata su un determinato personaggio il tutto viene poi focalizzato dalle mosse di chi prima sembrava essere poco più di un elemento secondario, necessario solamente per motivare le azioni del primo. Si tratta di Emme, la sorella della poliziotta nominata in apertura. In pochi capitoli Emme ha uno stravolgimento quasi radicale. Lo scrittore è riuscito ad inserire nella storia diversi temi sociali, tra questi anche la paura di quello che non si conosce e del diverso.

Non saprei. Non mi piace generalizzare. Negli ultimi undici anni ho dovuto tollerare che la gente pensasse che i miei gentili e amorevoli genitori stessero segretamente complottando la caduta di questa nazione. Solo per via della loro religione. Il punto è che le religioni dicono tutte la stessa cosa… “solo i puri di spirito risorgeranno.”

Ottimo è anche l’intrecciarsi delle storie, apparentemente semplici, ma via via sempre più contorte. Passiamo ai disegni i quali appaiono essere perfetti per la storia che si vuole raccontare. Non a caso l’autore e Mike ne hanno discusso per molto tempo.

I disegni

Figure ben delineate con un tratto spesso e talvolta duro, per marcare i tratti dei volti. Il tutto all’interno di vignette tra loro distanziate con uno spazio bianco attorno e contornate con una cornice nera, quasi bruciata. La tavola di sfondo talvolta è vuota, ma altre raccoglie una vignetta più grande o i colori dell’ambientazione, alternando spesso in modo tale che il lettore presti sempre la dovuta attenzione. A chiudere i colori che vanno a rappresentare l’atmosfera dell’ambientazione nel migliore dei modi, andando ad adattarsi alla situazione narrata.

Se siete appassionati del tema sui ritornanti sicuramente deve entrare nelle vostre librerie. Ma la storia poi si fa, appunto, ancora più strana e terrificante con l’entrata in scena di demonologi e strani esseri. Una società viva, che influenza la storia e che a sua volta viene influenza dalla storia stessa. Se amate il mistero è un’opera che fa a caso vostro.

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