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Da Sekiro: Shadows Die Twice alla Top 8 secondo noi

Sekiro: Shadows Die Twice Game Of The Year 2019 alla Top 10 secondo noi!

Ormai è cosa pubblica, Sekiro: Shadows Die Twice è stato eletto come Game Of The Year 2019. Ma se lo meritava veramente? Scopritelo continuando a leggere questo articolo.

Ogni gamer che si rispetti, qualsiasi videogame affronti, la paura del fallimento duranti una qualsiasi sfida è sempre dietro l’angolo. Questo timore ha la capacità di annebbiare la mente, confondere i sensi e turbare le mani (chi ha affrontato per le primissime volte qualsiasi Soulslike, sà di cosa parlo). Sekiro: Shadows Die Twice capisce in qualche modo questa paura e la sfrutta a suo vantaggio per orchestrare sfide che sembrano – all’apparenza – impossibili da superare. 

Diciamocelo senza problemi: sotto questo aspetto, è un gioco ineguagliabile che regala l’opportunità di puntare sulle abilità e abbatterti qualsiasi ardua sfida vi colga di sorpresa. Ma, soprattutto, lo fa in modo da poter raccogliere e coltivare quella esperienza durante tutto l’arco del gioco e letteralmente insegna ad essere più forti. Metodi duri e lezioni sono profonde.

Pochi giochi offrono meccaniche tecnico pratiche tante acute, tese e soddisfacenti, e questo da solo lo rende il gioco – straordinario – del 2019. Ciò che lo rende anche il nostro gioco preferito di quest’anno è la metodica del come usa il gameplay per parlare direttamente al giocatore.

Sekiro è un gioco basato su tanti tipi crescita. Non solo per quanto concerne la meccanica: apprendere come parare una lama, saltare su uno o colpire nel momento perfetto. Tutto questo insieme e non solo, lo rende assolutamente prezioso. Forse l’esempio più forte di questo è l’ormai famigerata battaglia con Genichiro Ashina, che dovrete affrontare letteralmente di petto. Le esigenze richieste che Sekiro vi pone (esempio) in questa lotta sono pesanti e, per la maggior parte, il vostro fallimento sarà quasi garantito. Starete davanti a Genichiro per ore e ore e questa non solo sarà un’esperienza in un certo modo snervante ma sarà soprattutto un’esperienza ardua e, in contemporanea, appagante, ma alla fine, tutto andrà al suo posto.

Se dovessi rispondere direttamente alla domanda: Sekiro: Shadows Die Twice se lo merita? La risposta è un sonante sì. Ma ci sarebbero stati anche altri giochi meritevoli (non di tale premio, ma comunque validi)? Anche qui la risposta sarà la medesima, sì. Di seguito la top 8 secondo noi.

Resident Evil 2

Chiamare Resident Evil 2 un remake è inappropriato. Sebbene sia esattamente questo, Capcom ha fatto molto di più che riconquistare lo spirito del gioco originale; ha creato un precedente per la reinvenzione della serie e ha creato un nuovo standard per tutti i remake di videogiochi da seguire come se fosse la bibbia. Dopo 23 anni e quasi 20 episodi, il remake di Resident Evil 2 è la versione più raffinata di ciò che il franchise e il genere hanno sempre aspirato ad essere.

Apex Legends

Lo sviluppatore della rinomata serie Titanfall ha preso le sue solide basi di gioco e ha fatto il suo giro basato sulla formula battle royale di Apex Legends. Razionalizzando molte delle meccaniche di base del genere, intrecciando magistralmente elementi di eroi-sparatutto e introducendo sistemi che rendere difficile tornare ad altri battle royales, il genere è il migliore che sia mai stato con Apex Legends.

A Plague Tale: Innocence

A Plague Tale: Innocence tesse una bella storia sulla resilienza e la vittoria di fronte a probabilità incredibili, non per arroganza o desiderio di sconfiggere un nemico, ma perché è l’unica scelta che Amicia e Hugo possono fare. I momenti tranquilli con Lucas e il tuo gruppo ragtag e alleati risulta un importante contrasto con il mondo frenetico e terrificante che si trovera in questo videogioco. Tra guardie violente, topi spietati e un’oscurità quasi inesorabile e il senso opprimente non sarà nulla al confronto dell’ottimismo di Hugo e l’amore che condivide con Amicia. Sono così commoventi che c’è sempre una luce nell’oscurità.

Death Stranding

Death Stranding è il gioco anti-open world per eccellenza. Invece di concentrarsi su incontri di combattimento e adrenalina il gioco, sperimentale, di Hideo Kojima si concentra sulle emozioni su larga scala in un mondo in continua crescita. Un personaggio solitario che fa un passo indietro per osservare le cose da varie prospettive affrontando il presuntuoso senso di isolamento dando origine, paradossalmente e con il senno di poi, a un surreale senso di calma. Death Stranding non è il tipo di gioco open world che ci aspettavamo, ma in verità era quello di cui avevamo bisogno sicuramente quest’anno.

Disco Elysium

Disco Elysium è una storia poliziesca totalmente folle e tentacolare in cui il vero caso che dovrete risolvere non è chi ha ucciso l’uomo legato su un albero in mezzo ad una città, sebbene sia quello. Pieno di dozzine di imprevisti che intrecciati ad altri misteri ed ricerche selvagge, rendono Disco Elysium un titolo savvincente sotto qualsiasi punto di vista. Un’indagine sui pensieri più oscuri delle persone e sul modo in cui pensano, sul potere e sui privilegi, e su come tutti noi siamo modellati, con vari gradi di autonomia , dalla società in cui ci troviamo.

The Outer Worlds

The Outer Worlds non sfida le convenzioni tanto quanto alcuni dei nostri altri candidati in questa top, ma ciò non gli impedisce di essere uno dei giochi più straordinariamente fatti del 2019. La forma è riconoscibile, ma l’esecuzione è magistrale. Il gioco si concentra e non si spreca su una sola linea di dialogo, nonostante ce ne sia molti; il mondo è grande e pieno di cose da scoprire e fare. Nonostante sia relativamente modesto, le meccaniche di combattimento, sono intelligenti, d’impatto e consentono tanta creatività. Il vostro viaggio attraverso The Outer Worlds sarà pieno di momenti salienti e sorprese. 

Fire Emblem: Three Houses

C’è una ragione per cui Fire Emblem sta crescendo in popolarità, anche se gli stessi sviluppatori non sono sicuri del perché. Principalmente è una serie nota per il forte combattimento incentrato sulla strategia con un cast di personaggi fantastici che hanno davvero al’asticella. Quest’anno, Fire Emblem: Three Houses ha fatto ancora di più, soppiantando la storia d’amore dei giochi 3DS ponendo l’accento sul mentorato e sul cameratismo dentro e fuori dal campo di battaglia. È un’esperienza incredibilmente coinvolgente e gratificante che vi attirerà da ogni angolo lo guardiate.

Control

Il mondo di Control è sapientemente realizzato è incredibilmente profondo, vasto e intrigante, che si estende come le radici millenarie di un albero antico. Ogni volta che ci giocherete, scoprirete qualcosa di nuovo, dai collegamenti diretti alla storia di Control alle opere passate che creano un intricato universo di storie, a piccoli bocconcin. Control è incredibilmente denso e amorevolmente costruito da un team che sapeva esattamente cosa voleva fare. È un gioco che è veramente più della somma delle sue parti, dovreste assolutamente giocare.

Questa è la nostra top 8 su i giochi secondo noi, migliori del 2019 escludendo ovviamente il meritato Game Of The Year 2019, Sekiro: Shadows Die Twice.