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Skià 2: La Notte dello Scrittore – Recensione

Skià 2: La Notte dello Scrittore è una Graphic Novel tutta italiana pubblicata da Shockdom, creata da Marco Rincione e Elia Cavatton.

Si dice che la notte porti consiglio. Con il suo silenzio, la sua oscurità e la solitudine, può diventare la migliore arma di ogni pensatore. Perché solo durante la notte riusciamo ad essere soli, unica compagnia i nostri stessi pensieri. Cautela però bisogna portare, perché con la stessa facilità con lui la notte ci stringe in caldo abbraccio, la presa potrebbe farsi fin troppo stretta e invece del calore, riceveremmo solo il gelido soffio del tormento. Gli scrittori però la conoscono molto bene, la notte, talmente bene da farla diventare parte integrante della loro anima.

“Jimmy è uno scrittore, e il romanzo che sta per concludere cambierà la storia. L’unico ostacolo al suo destino è la presenza ingombrante della vecchia madre disabile. Ma quando arriva la sua notte, il momento decisivo in cui porterà a compimento l’opera, Jimmy non ha dubbi: uccidere la propria madre è il solo modo per completare il suo romanzo. Ma l’omicidio ha sviluppi inattesi: Jimmy rimane involontariamente bloccato fuori casa, in una desolata periferia. Forse, non da solo come crede…”

In questa tormentata opera vediamo l’esordio Elia Cavatton, giovane disegnatore che ci presenta la sua arte per la prima volta proprio con questo fumetto. Il testo invece è a cura di Marco Rincione, che ha scritto per Shockdom molte altre opere.

Gli autori ci mostrano in maniera cruda la paura e il tormento generati dalla passione dei nostri sogni, il conflitto interiore tra la passione del sogno e la dura  e crudele realtà. Si perché Jimmy ama scrivere più di ogni altra cosa al mondo, scrivere fa parte di lui, e lui sa di essere uno scrittore, ci crede con tutto se stesso e farebbe qualsiasi cosa per seguire i suoi desideri.  Lo riconosciamo subito il velo di pazzia che lo ricopre, nascosta e fusa tra il tormento e la disperazione. La sua convinzione però è di ferro, Jimmy sa quella è la sua notte e niente e nessuno potrà fermarlo dal finire il suo libro, nemmeno la sua povera madre, che per tutta la sua vita non aveva fatto altro che cercare di farlo desistere da quel sogno per lei irrealizzabile.  Per questo il nostro scrittore decide che in quella notte quel tormento sarebbe finito una volta per tutte, nessuno poteva impedirgli di finire il suo libro.

È proprio in questo momento, in mezzo alla pace finalmente trovata che Jimmy rimane chiuso fuori casa e lì senza nulla in cui scrivere, senza niente dove poter focalizzare i suoi pensieri la notte inizia a stringere fin troppo il suo abbraccio.  Ed è così che i tormenti che si portava dentro emergono come un fiume in piena, ma lui  dovrebbe solo lì fuori, in quella casa in mezzo al nulla, allora perché non lo è?

La notte sembra avvolgere l’uomo in una bolla di insicurezza fuori dal tempo, e mentre le ore passano Jimmy ha mood di osservare la crudeltà del mondo che lo circonda, con l’unico risultato di aumentare la sua paura. Paura di non riuscire ad essere lo scrittore che è.

Skià è una parola greca. Significa <<ombra>>. Pindaro la usa per descrivere l’insignificante fragilità dell’uomo, che dell’ombra è solo un sogno. Quest’ombra che cambia, sfugge e si dissolve è l’idea che anima le storie di Skià: un’esplorazione incompleta di vite quasi senza identità, sorprese nel frammento narrato della loro esistenza.”

Una piccola casa fuori dal tempo.

Bianco e nero, sono gli unici due colori usati, niente sfumature e scale di grigio, no solo due colori opposti l’uno all’altro che si fondono tra di loro attraverso il magistrale utilizzo del tratteggio. Questa tecnica riesce a creare alla perfezione la giusta atmosfera tormentata che circonda l’opera, con questo tratto così sottile dato quasi sicuramente dall’estremità intinta nell’inchiostro di un pennino. Riuscire a vedere ogni singolo tratto mescolato insieme a tutti gli alti riesce a mettere una certa ansia al lettore, che può soffermarsi e riuscire ad osservare i singoli fili d’erba ed i singoli peli della barba del nostro scrittore. L’interno della casa è dettagliato e molto carico di oggetti, che portano in un ambiente più umano e vissuto, mentre invece all’esterno, la casa sembra quasi sospesa in limbo oscuro, dove un cerchio di luce illumina solo la casa e una porzione di giardino, creando ombre parecchio suggestive. Che dire l’esordio del giovane disegnatore può essere accompagnato solo da applausi più che meritati.

La paura di non avere una propria identità

Questo è ciò che stranamente ci fa immedesimare in questo personaggio, perché questo tormento deriva dalla paura di non riuscire ad essere chi vuole, la paura di non riuscire a raggiungere l’obbietto della sua vita, per il quale ha sacrificato ogni cosa. Gli incontri nella notte non lo aiutano e alla fine quando arriva il mattino tutto quanto giunge al termine e lui trova la sua pace, ma tutte le persone che incontra non fanno altro che ricordargli la cattiveria marcia che circonda il mondo che vuole remare contro di lui.

Gli autori ci mandano un messaggio molto chiaro e forte, ci mettono in guardia, rispetto alla notte e rispetto al mondo crudele che prospera intorno a noi.

VOTO

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