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So Far So West Vol 1 – Recensione

So Far So West è uno spaghetti (funky) manga che arriva a noi lettori come un fulmine a ciel sereno grazie all’editoria Shockdom. Uno shōnen originale e particolare, dalla storia intrigante e dai disegni ben realizzati che vi riporterà ai tempi migliori della nona arte. Tutto racchiuso in puro jap-style.

“Nello spietato e selvaggio West, cowboy dai poteri sovrannaturali sono alla disperata ricerca di un antico artefatto chiamato la Mano Destra del Diavolo: perché sono tutti ossessionati da questo oggetto? Qual è l’obiettivo della banda di Ghost e chi sono i Danzatori? Bizzarre avventure ci attendono in questo shonen western dai toni fantasy, ricco di duelli all’ultimo proiettile.”

In questo primo volume di So Far So West, Luciano Damiano, nonché autore e disegnatore di questa deliziosa opera, ci introduce a questo mondo in maniera originale e fedele ai canoni dell’ambientazione western. Sentieri selvaggi, pianure desertiche, villaggi tipici, saloon e tutto quello che concerne la tipica epoca d’oro della Valley West anni ‘30,40 cinematografica e non solo.

Ovviamente, parallelamente a questa ambientazione, veniamo introdotti anche ai personaggi ai quali, senza svelarvi troppo, Damiano riesce abilmente a vestirli con una sorta di abbigliamento narrativo particolarmente da mystery che incuriosisce svelandoci il giusto senza mai rovinare tutta l’aspettativa che sia crea attorno al loro. A stimolare la nostra voglia di avere subito i prossimi volumi, c’è soprattutto la storia che, narrativamente parlando e con il senno di poi, a termine della lettura, risulta chiaro tutto il processo di ricerca e valutazione che c’è stato a posteriori da parte dell’autore.

Quest è un’era violenta…un’era in cui, se sei ancora vivo…è perchè sai sparare

Ma quindi chi sono i danzatori? I danzatori sono coloro che utilizzano la danza dello Sciamano. Un antica pratica che viene tramandata dal popolo pellerossa. Come detto precedentemente, volutamente mi fermo qui per non rovinarvi troppo la sorpresa. Altro punto forte di So Far So West è sicuramente e non solo, tutto lo studio dei personaggi. Infatti, il character designer, seppure in questo primo volume avremo solo un assaggio, è ben delineato e curato.

Ogni scelta dell’autore non è tratta dal caso. Infatti ogni comparsa, sia quella dei personaggi principali e anche quella dei secondari, si innescano in un fattore inscindibile alla realizzazione di tutto il contesto artistico e narrativo. In parole povere tutto viene contestualizzato alla storia e al forte impatto visivo, che sicuramente trae anche ispirazioni da altri manga, funziona, attuale e caratteristico.

I disegni in genere per ogni fumetto sono sempre una grande attrattiva: saper far emergere dal foglio bianco, con semplici tratti leggeri misti a linee più aggressive non è così scontato come può sembrare. Con So Far So West, Luciano Damiano ripercorre fedelmente il suo di stile. Le tipiche realizzazioni impregnate da varie influenze come forme e volti o immaginari vari, calzano a pennello. La dinamicità durante gli scontri è veramente buona e vi farà immergere in quello scontro.

In conclusione, So Far So West vol. 1 è una sorpresa totalmente inaspettata. Soprattutto perchè, se siete stanchi del solito trita e ritrita o vi siete semplicemente allontanati dall’universo della non arte nipponica perchè ormai monotona, quest’opera farà a caso vostro. Vi infonderà nuova linfa e coinvolgerà, grazie anche ai disegni, una storia fascinosa e magica. Aspettiamo con ansia il volume 2.

VOTO