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Solo: A Star Wars Story – Recensione

Diventerò un pilota. Il migliore della galassia.

LA RECENSIONE NON PRESENTA SPOIER

Chiunque presti la minima attenzione alle vicende dietro le quinte di Hollywood deve essere consapevole del fatto che i registi originali di Solo: A Star Wars Story  erano Phil Lord e Chris Miller, nonché i ragazzi di The LEGO Movie e 21 Jump Street. Sfortunatamente hanno avuto un disaccordo creativo con Lucasfilm che alla fine – quest’ultimo – si è trovato costretto ha lasciare il film nelle mani di di Ron Howard (tra l’altro amico stretto di George Lucas ).

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Il film è abbastanza completo. Un po’ un ritorno alle origini – vere e proprie – del Solo che tutti conosciamo. Irriverente, spavaldo e menefreghisti ai limiti del cinismo. Ci sono anche parecchi collegamenti a quello “che avverrà” o che è “accaduto” dipende dai punti di vista. Ma quindi è un film perfetto? No! Il problema è che il film, eccetto gli ingredienti elencati sopra e svariati cliché presenti, manca dell’animo tipico che ha determinato il grande successo della saga di Star Wars e di tutti i suoi protagonisti in tutti questi anni; Pathos, avventura, passione e azione. Presenti nel film sia chiaro, ma non coinvolgenti come dovrebbero essere. Un insieme che non da una solidità necessaria che fa dimenticare la strabiliante interpretazione di Harrison Ford nei panni di Han.

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Tutto sommato il suo lavoro lo svolge dignitosamente. Interessanti i nuovi personaggi che entrano e escono dall’inquadratura – quindi dell’occhio critico dei cinefilosofi di altri tempi – forse un po’ troppo veloce ma sicuramente di grande effetto. Fortunatamente, tuttavia, il compagno più stretto di Han riceve esattamente l’attenzione e i tempi che speravamo e che arricchiscono il film e il personaggio stesso non rendendolo semplicemente una spalla. Di chi parliamo? Di Chewbacca! Personaggio che si sta rapidamente posizionando come la coscienza imponente (e pelosa) di Han. Poi c’è l’ altra relazione intima nel film: Han e la sua amata nave, il Millennium Falcon. Relazione che funziona divinamente.

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In definitiva, questo è un film diverso rispetto a tutti quelli che ci sono stati in precedenza. La storia non ha la profondità che alcuni potrebbero desiderare e nonostante questo offre comunque molto divertimento. Un’audace avventura che compensa il suo ritmo frenetico con una svolta carismatica  e un finale che lascia spazio sicuramente ai dei sequel. Sicuramente il film è abbastanza forte da farci desiderare di vedere un continuo.

voto 7

1 thought on “Solo: A Star Wars Story – Recensione

  1. A me è piaciuto tanto. Avrei dato un punto in più. La trama funziona molto bene e tiene alta la concentrazione dello spettatore che difficilmente potrà dire di annoiarsi. Certe scene sono una meraviglia, non solo per il cuore, ma anche per gli occhi. Vale davvero la pena di essere visto sul grande schermo!! Gli effetti speciali sono molto buoni.
    L’attore che interpreta Solo, in passato non mi aveva convinto, ma è maturato parecchio ed è un convincente, seppure giovane Han! Certo Harrison Ford rimane inattaccabile ma ci sta anche Ehrenreich

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