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Spider-Man: Linea di Sangue – Recensione

Come ogni anno il Lucca Comics and Games ci regala, oltre le numerosissime novità inerenti il futuro dei fumetti/manga/games/film/serie Tv, tante anteprime fumettose succulenti. E’ il caso di questo fumetto edito da Panini Comics, primo di 5, che vede il nostro amichevole Spider-man affrontare nuove grandi difficoltà.

Questa mini serie era da lungo attesa non solo dai fan dell’uomo ragno ma anche da coloro che seguono le gesta del grande J.J. Abrams! Il fumetto ha avuto ben 15 anni di gestazione. Nick Lowe, supervisore americano delle collane ragnesche, ci racconta, nelle pagine di questo albo, di come lui e Abrams si siano “corteggiati” per tutti questi anni fino ad arrivare alla nascita del progetto.

Tutti ricordiamo di come lo scorso giugno J.J. Abrams e il figlio Henry hanno annunciato e rivelato la miniserie attraverso un video sulla piattaforma YouTube. Nel comparto tecnico, ai disegni, compare uno dei nomi più in auge del momento, un orgoglio tutto italiano: “Sara Pichelli” (Ultimate Spider-Man di Miles Morales).

La storia si svolge in un universo un po’ diverso dai soliti e in due differenti archi temporali. Il tessi ragnatele che ci viene qui presentato è particolare ma ormai grazie anche a “Spider-Man un nuovo universo” sappiamo che non esiste solo un uomo ragno, ma molti altri. Ebbene in questo albo ne conosceremo uno tutto nuovo, diverso … Si denota particolarmente che la storia avrà dei riscontri singolari nei prossimi numeri, però leggendo queste pagine, si rimane un po’ con l’amaro in bocca. Peter Parker non affronta molto bene ciò che gli capita e la sua difficoltà ad affrontare questa prova si ripercuote anche su chi gli è più vicino.

Abbiamo sempre conosciuto il cuore di Peter e nonostante tutto ha sempre dato un calcio alle asperità della vita concentrandosi sul bene comune, qui vedremo, invece, un nuovo protagonista prendere le redini ed ergersi contro il male del mondo, mentre Peter rimarrà in disparte. Non posso svelarvi chi sia questo nuovo “eroe” ma è sicuro che ne scopriremo delle belle nei prossimi numeri. La figura di Zia May è, come sempre, importante, grazie a lei il racconto avrà dei risvolti inconsueti. Insieme a May anche M.J sarà decisiva, un personaggio chiave, forte e deciso anche quando di fatto non è presente.

Il Villain, creato per l’occasione dagli autori, corrisponde al nome di Cadaverico, lo si vede molto bene, la sua comparsa è notevole e decisionale su tutti i fronti. Sarà proprio a causa sua che Peter “sparirà dai radar” ma, non temete, il nuovo piccolo eroe comincia a farsi strada.

Il comprato tecnico è meraviglioso, i disegni sembrano essere vivi e decisamente espressivi. Nulla viene lasciato al caso, anche il minimo dettaglio ha la sua funzione nella tavola. Gli occhi dei personaggi sono reali, veri, sprigionano i propri sentimenti: disagio, tristezza, solitudine, felicità, disprezzo, stupore …

I colori di Dave Stewart decisi e vivi in alcuni momenti e più sfumati ed acquerellati in altri delineano perfettamente l’azione. Il rosso la fa da padrona! Altrimenti che “Linea di sangue” sarebbe?

In conclusione è un po’ presto per dare un giudizio definitivo perché lascia molti quesiti, non solo nel lettore, ma, e soprattutto, ai protagonisti di questa nuova storia. Staremo a vedere!

VOTO