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Star Trek: Picard, recensione del primo episodio

Spazio, ultima frontiera. Con questa frase diamo inizio a quella che sarà la recensione del primo episodio di Star Trek: Picard, presente nel catalogo di Amazon Prime Video dal 24 gennaio. Patrick Stewart torna a vestire i panni del capitano Picard dopo ben 18 anni dal’ ultima apparizione sul film Star Trek: Nemesi.

Questo primo episodio della serie ci fa vedere un uomo oramai in pensione, proprio l’ex comandante della flotta stellare che vive nel suo Chateau Picard a godersi la pace e la natura in compagnia del suo cane coltivando uva. Ma anche durante la pace, ci sono sempre i ricordi del passato che continuano a tormentare il nostro amato capitano e ne segnano il comportamento. Mentre Picard si gode la vista del suo Chateau, una figura misteriosa arriva da lui costringendolo a rientrare in pista, si tratta di una giovane donna di nome Dahj, che chiede l’aiuto del nostro comandante.

Senza ovviamente fare spoiler, possiamo dire però che il primo episodio svolge un ruolo da vecchia serie tv ovviamente nel senso migliore del termine. Capace di incuriosire ed immergere fino in fondo lo spettatore nella storia che verrà raccontata.

La nuova serie fa esplicito riferimento sia alla morte di Data, avvenuta in Star Trek: Nemesi, sia alla distruzione di Romulus introdotta nel film di J.J. Adams nel 2009, sviluppando un discorso tutto nuovo ambientato nel presente del mondo Star Trek che non viene approfondito dal 2002 ( come sappiamo, Star Trek: Discovery è ambientata prima della serie classica, così come i film più recenti che hanno una via parallela).

L’alchimia che è presente tra Picard e Dahj è più che solida, capace di far da trampolino a futuri sviluppi che possiamo considerare più che promettenti.

Sicuramente ci si prospetta una realtà totalmente diversa da quella che aveva lasciato Picard. Non ci resta che continuare a vedere la serie per scoprirne molto di più.

VOTO

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