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Star Wars: The Rise of Skywalker – RECENSIONE

Da oggi nelle sale italiane, Star Wars: The Rise of Skywalker, il nuovo capitolo della saga fantascientifica più famosa della storia del cinema. Saga che ha cambiato il modo di fare cinema ad Hollywood e che ha influenzato la cultura pop mondiale entrando a far parte nell’immaginario collettivo grazie a personaggi iconici e frasi celebri, musiche ed atmosfere inconfondibili. Questo terzo episodio della nuova trilogia era forse il film più atteso dell’anno e doveva mettere fine all’intera epopea spaziale degli Skywalker.

Ecco la nostra recensione di Star Wars: The Rise of Skywalker SENZA SPOILER.

Riuscirà J.J. Abrams a mettere d’accordo il fandom più accanito, gli appassionati e la grande onda umana di tutte le età che, dal lontano 1977, riempie le sale ad ogni uscita di un nuovo episodio di Guerre Stellari? Questa era la domanda che noi nerd ci siamo posti in questi mesi e queste sono le nostre impressioni.

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Il film è un tentativo di concludere con dignità la saga, strizzando l’occhio ai fan e cancellando in parte le cose che avevano fatto storcere il naso a molti durante la visione di  “The Last Jedi” di Rian Johnson. Le cose da mostrare erano però tante e il tutto risulta molto frenetico, arrivando addirittura ad essere confusionario. La narrazione è una corsa a tutto gas verso il finale e i buchi di trama sono evidenti e lasciano davvero una sensazione stordente. Perfino il montaggio sembra non essere all’altezza di un regista del calibro di Abrams. Le scelte narrative coraggiose non mancano, ma non sempre hanno una logica coerente con la totalità della saga e lasciano davvero interdetti. Le cose migliori della pellicola sono senza dubbio rappresentate da una regia che a tratti è davvero maestosa, aiutata anche da scenari mozzafiato. I pianeti esplorati sono splendidi, sia i nuovi che quelli già conosciuti. Purtroppo però queste sequenze registicamente di valore non sono supportate da una scrittura degna, che va a rovinare la piacevolezza del film.

PALPATINE, KYLO E REY.

Le vicende della galassia lontana lontana ruotano attorno alle figure dei tre protagonisti principali. Palpatine, Darth Sidious, è il vero nemico di episodio IX, il cattivo che dai trailer era tornato a far parlare di se dopo la sua dipartita nella vecchia trilogia. Rey e Kylo Ren nei loro personale dualismo, continuano la lotta che porterà al finale della storia. I misteri sulla giovane e potentissima Rey vengono finalmente svelati. Gli attori offrono prove convincenti e i livelli interpretativi sono molto buoni, Adam Driver in particolare mette in mostra una bravura che gli ha permesso di essere anche candidato ai prossimi Golden Globe.

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CONCLUSIONI

Rise of Skywalker è un film che dividerà ancora gli spettatori nel proprio giudizio, un film con molti problemi e tante cose belle allo stesso tempo. La chiusura disorientante di una saga storica, il tentativo mal riuscito, da parte di Abrams, di regalare ai fan uno Star Warsper i fan”. Parecchi lo criticheranno, molti lo apprezzeranno, ma difficilmente qualcuno riuscirà ad amarlo. Le aspettative per un nuovo capitolo di Star Wars sono sempre alte, ma non ci sentiamo di promuovere questo capitolo finale, definendolo, purtroppo, un’occasione mancata. Tuttavia rimane un film da vedere ad ogni costo e di un’importanza storica molto rilevante. Star Wars è sempre Star Wars e ogni volta che partiranno le note della marcia imperiale, ci ricorderemo del nostro amore per la galassia lontana lontana.

VOTO

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