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Stumptown – Recensione

Stumptown debutta originariamente alla fine del 2009 in quattro numeri editi dall’etichetta indipendente Oni Press, invece in Italia è edito da Edizioni BD. Quest’opera è una creazione firmata dallo scrittore Greg Rucka e dell’artista Matthew Southworth. Un neo-noir in una vena simile ai fumetti criminal di Ed Brubaker. 

Stumptown è un’appassionante detective story ambientato a Portland e segue le vicende di “Dex” Dexedrine Parios, investigatrice privata bisessuale con il vizio del gioco d’azzardo. 

Dex è una brillante detective, titolare della Stumptown Investigations. Sfortunatamente è leggermente meno brillante al tavolo da gioco e quando la proprietaria del casinò con la quale ha un debito non indifferente, le propone di cercare la nipote, non può che accettare.

Questo nuovo caso si rivelerà però più arduo del previsto: sarà una svolta per Dex o le difficoltà la faranno cadere sempre più in basso?

In Stumptown, Greg Rucka e Matthew Southworth, creano qualcosa di assolutamente piacevole e leggero ma nel contempo ricco di avvenimenti.

Ma partendo dal presupposto iniziale, in effetti, Greg Rucka e Brubaker hanno lavorarono entrambi su Gotham Central di casa DC, che era una serie criminal molto noir con i poliziotti di Gotham come punto focale. Infatti, la scrittura, è l’apoteosi positiva di una sceneggiatura da film poliziesco/noir che sà intrattenere benissimo. 

Il modus operandi di Rucka, riflette a fondo la sua capacità di creare suspance che si legge con piacere attraverso alcuni canoni molto usati nel grande e piccolo schermo. A questo si controbilancia anche la dinamicità degli eventi che seppur accadono in maniera quasi frenetica, l’autore, riesce a rendere comprensibile tutto quello che ne deriva dal racconto “dando” il giusto senza mai eccedere in ghirigori, rendendo l’appetito del lettore una vera e propria fame!

Il personaggio principale, Dex, ricorda molto Jessica Jones o almeno la versione televisiva del personaggio. Onestamente, mi chiedo se hanno rielaborato Jessica nella serie di Netflix per assomigliare di più a Dex… a proposito, giusto sottolineare che Stumptown è anche una Serie TV di genere drammatico uscita nel 2019, ideata da Jason Richman, con Cobie Smulders e Jake Johnson. Andiamo avanti…

Parliamoci chiaro, qualsiasi scena d’apertura che raffigura un investigatore privato che viene tirato con forza (dai criminali che l’hanno rapito) dal bagagliaio di un’auto, ha la mia piena attenzione. Come detto poco sopra, Stumptown strizza l’occhio al neo-noir poliziesco e, per far felice tutti i fan, ricco di scene in pieno stile Tarantino: “inizia nel mezzo delle storia per poi tornare indietro e prima di andare avanti”. Insomma Greg Rucka sempre sul pezzo!

A sostenere una storia scritta assolutamente benissimo troviamo anche i disegni di Matthew Southworth. Per farvi capire la bravura dell’artista, ad un certo punto della storia, farete la conoscenza del vicino di casa di nome Gray che viene spesso chiamato a fare da babysitter ad Ansel, fratello down di Dex.

L’atmosfera distinta tra Gray e Dex artisticamente è qualcosa di magico. Questa particolarità di rendere distinti e separati i personaggi racchiusi nell’opera, ma nel contempo omogeni a tutto il comparto grafico, è la dimostrazione che Southworth è un artista con la A maiuscola. I tratti sono scuri, le line dure, assieme alle colorazioni tenue e mai aggressive rendono ogni vignetta simile ad una fotografia che si polarizza negli occhi di ogni lettore.

La qualità di Edizioni BD è sempre alta. l’opera è racchiusa un elegante brossurato, morbito e dalle pagine spesse.

In conclusione, Stumptown è un opera che non ti aspetti. Che si legge bene e si fa leggere bene. La narrazione è dal mordente piacevole. L’opera viene enfatizzata anche dai disegni e dalle colorazioni che rappresentano e fortificano in toto lo stile. Bello e rinfrescante per ogni appassionato del genere.

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