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Terminator Destino Oscuro – Recensione

Potrà sembrarvi strano trovare una mia recensione su di un film ma, in occasione del Trieste Science+Fiction (nel quale ho rappresentato Playgames Italia), ho potuto assistere alla proiezione di Terminator Destino Oscuro, film molto atteso dal pubblico che, nonostante sia stato proiettato lo stesso giorno dell’uscita nelle sale italiane, è da consierarsi a tutti gli effetti una premiere.

I primi due film sono ormai diventati dei cult e rappresentano molto bene il genere fantascientifico, meno fortunato è stato il terzo capitolo che non ha riscosso molto successo, per non parlare dei titoli successivi legati alla saga. Terminator Salvation e Terminator Genesys sono stati film abbastanza deludenti. Salvation doveva rilanciare un nuova serie di pellicole ambientate nel futuro ma così non è stato, con Genesys si voleva raccontare il primo film in maniera differente ma l’unico risultato è stata una pellicola ricca di vari buchi di trama che il pubblico non ha davvero potuto apprezzare. Per non parlare della serie tv “The Sarah Connor Chronicles“.

Destino oscuro vede il ritorno di chi ha reso celebre la saga con i primi due film e che di fatto ha voluto dare un colpo di spugna a tutto questo caos, eliminando dalla continuity tutti i film successivi al secondo, rendendolo di fatto il vero terzo capitolo. James Cameron ha cercato di ridare vita al franchise e risollevarne le sorti con il ritorno di Arnold Schwarzenegger e Linda Hamilton, invecchiati ma sempre in forma e amatissimi dal pubblico. In sala, in più di qualche scena, sono partite grida e applausi.

James Cameron si è affidato al regista Tim Miller, forte dei suoi successi (Deadpool e Love, Death and Robots, l’amatissima serie Netflix). Il regista ha dovuto fare i conti con la realtà, portandosi un peso enorme sulle spalle: sarà riuscito nell’intento? Resta da dire che fare peggio dei suoi predecessori risultava difficile.

Questa volta Sarah Connor si troverà dalla parte opposta della barricata in quanto andrà in aiuto di Daniela “Dani” Ramos (Natalia Reyes) che all’improvviso si ritrova con il suo stesso destino, inseguita da un Terminator senza un posto dove andare insime a Grace (Mackenzie Davis), personaggio che ha il compito di proteggerla anche a costo della sua stessa vita ma non si tratta di una macchina, bensì di un essere umano potenziato. Interessante la tematica attuale in quanto l’essere umano potenziato con la tecnologia potrebbe verificarsi in un tempo non molto lontano. Dalla parte del male non troviamo più Skynet ma Legion (nuova entità digitale) che invierà nel passato un nuovo tipo di Terminator, il REV-9 (interpretato da Gabriel Luna), un’unione tra solido e liquido dei precedenti. Nota positiva è stato questo cambio di storia, molto apprezzabile per spezzare la solita routine, riproporre sempre Skynet come unico cattivo della saga portava un senso di vanificazione degli sforzi dei protagonisti e frustrazione nello spettatore.

Il film è un buon classico d’azione, girato egregiamente, sfruttando bene le potenzialità sia del Terminator che dell’essere umano potenziato ma con i suoi limiti. Apprezzata la Computer Grafica. Una piccola pecca è il non aver spiegato l’inviecchiamento del terminator che, per chi non ha visto Genesys, la cosa perde di senso. Si percepisce la nota femminista che può essere o non essere apprezzata, infatti, il grosso dell’azione, viene svolto dalle tre protagoniste principali mentre Shwarzenegger ha un ruolo più marginale.

Apprezzatissime le interpretazioni viste in lingua originale, in particolare di Linda Hamilton che, nonostante gli anni passati, ha saputo riprendere il suo personaggio dopo tanti anni. Forse il meno apprezzabile è proprio il Terminator vista l’anonimità dell’attore (non avendolo mai visto al di fuori della serie tv Agent of Shield) ma, inerpretando una macchina, la cosa avrebbe anche un senso.

In definitiva il film non è di sicuro un capolavoro ma, per tutti i fan nostalgici, decisamente godibile anche per i novizi che potranno rivivere l’atmosfera del primo film in chiave moderna. Non è possibile dirlo per certo se il regista ha voluto ispirarsi al lavoro di J.J. Abrams fatto con Il Risveglio della Forza ma, anche in questo caso, ha voluto strizzare l’occhio al primo film riproponendo a grandi linee la stessa trama.

Sarà questo un degno finale per la saga? Buona visione.

VOTO