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A distanza di nove anni dal lancio di Fallout New Vegas, dopo le fortunate parentesi di Pillars of Eternity e TyrannyObsidian torna prepotentemente alla ribalta con The Outer Worlds, un action RPG che tanto somiglia all’acclamato New Vegas, sia in termini di atmosfere, sia in termini di black humor e ironia.

The Outer Worlds non è un titolo tripla A, ma nel complesso si lascia giocare più che bene. Dopo anni sono tornato a perdere ore – l’iperbole è voluta – nella creazione del PG; non tanto per ricercare un’estetica convincente nel mio alter ego, quanto piuttosto per “capire” quali fossero le abilità potenzialmente più utili. Sebbene le possibilità di personalizzazione estetiche siano molteplici, ahimè si rivelano inutili in-game, essendo la visuale rigorosamente in prima persona.

La personalizzazione estetica dunque si riduce a un velleitario pro forma per far sentire “nostro” il personaggio creato. Le build, al contrario, sono molteplici, il che è un bene per la rigiocabilità: volete vestire i panni di uno spietato assassino? Potenziate la furtività. Preferite impersonare un energumeno tutto muscoli e niente cervello? Potenziate le abilità fisiche a discapito dell’intelligenza. Le build sono dunque potenzialmente infinite, ma in ogni caso vi consiglio di aumentare solo alcune delle abilità disponibili, in modo da non trovarvi un personaggio “buono a nulla”.

Personalmente, pur essendo stato molto indeciso al riguardo, alla fine ho optato per il classico brigante dalla lingua sciolta (portando alle stelle la Furtività e la Persuasione), che tante soddisfazioni mi ha dato in Fallout. Cito volutamente Fallout perché The Outer Worlds attinge a piene mani dalle meccaniche del titolo Bethesda, come se Obsidian volesse in qualche modo rivendicare la paternità della serie.

Le atmosfere, il combattimento e la presenza di molteplici fazioni nel mondo di gioco riprendono infatti la struttura della serie Bethesda: schierandosi con una data fazione, ad esempio, ci faremo nemico lo schieramento opposto. Discorso analogo per il combat system, caratterizzato dalla presenza delle consuete armi da mischia e da distanza.
Al posto dello S.P.A.V., invece, abbiamo la D.T.T., la Dilatazione Temporale che ci consente di prendere la mira con relativa calma per mettere a segno headshot, colpi all’inguine e agli arti, in modo da infliggere utili malus ai nemici.

La D.T.T. dunque sarà la vostra migliore amica, specie se giocate alle difficoltà più alte, dove ogni vantaggio ottenibile è ben accetto.
Ad accompagnarci nella galassia di Alcione a bordo della sgangherata nave battezzata “L’Inaffidabile”, ci saranno sei baldi compagni di viaggio reclutabili nei vari pianeti. Ognuno di essi è caratterizzato molto bene, con missioni personali che potremo risolvere nel corso dell’avventura e con abilità passive legate ai loro background: Ellie, ad esempio, è un medico, quindi averla in squadra aumenterà l’abilità Medicina del nostro alter ego. I compagni saranno la vostra ancora di salvezza negli scontri più duri, a patto di potenziarne adeguatamente armi ed armature.

L’aspetto ruolistico è il fiore all’occhiello dell’ultima fatica targata Obsidian. Ogni missione può essere approcciata e superata in più di un modo, aspetto che vi darà molte soddisfazioni e vi spingerà a rigiocare una determinata missione per intraprendere il percorso opposto o per trovare soluzioni alternative (e magari più economiche, ma non vi spoilero altro).
Promosso a pieni voti quindi l’aspetto pratico, ma non è tutto oro quello che luccica.

Il comparto tecnico di The Outer Worlds è l’aspetto che più lascia a desiderare. La grafica non brilla, seppur sia capace di regalare scorci mozzafiato: il titolo si lascia immortalare meravigliosamente, come mostrato negli screenshot sottostanti.

Male invece l’ottimizzazione. Le nostre 40 ore di gioco su Xbox One X sono state caratterizzate da fastidiosi pop-up delle texture e della minimappa, conditi da frequenti cali di frame rate in alcune aree. Niente di non risolvibile con aggiornamenti futuri, ma più di una volta mi sono trovato a storcere il naso con stizza.

The Outer Worlds è una piccola perla nell’ambito degli RPG. Grazie ad un comparto narrativo veramente ben realizzato, a missioni ben scritte e a un mondo di gioco credibile e variegato, il titolo di Obsidian è destinato a regalarvi ore ed ore di intrattenimento grazie all’estrema rigiocabilità. Da migliorare l’aspetto tecnico, vero tallone d’Achille del gioco.

Voto Globale
Grafica
Gameplay