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The Walking Dead #32 – Recensione

IL MONDO DEI MORTI CHE CAMMINANO

Ci sono migliaia di serie fumettistiche che ogni anno nascono e finiscono, serie di tutti i generi, di tutti i tipi. Alcune passano senza fare rumore, senza lasciare un segno, altre invece sono apprezzate, celebri, molto celebri. E poi c’è “THE WALKING DEAD”.

Anno 2003, un giovane Robert Kirkman comincia a scrivere una storia a fumetti sugli zombie, un genere di nicchia nel mare dell’universo nerd. Non sa se andrà bene, non sa neppure se riuscirà a raggiungere le dieci uscite. L’Image Comics è una realtà piccola rispetto alle colossali major d’oltreoceano, ma la bolla di talento di Robert stava per esplodere.

Anno 2019, “The Walking Dead”, la più grande saga dedicata al mondo degli zombie si è conclusa con il numero 193 della serie originale, contenuta in questo trentaduesimo volume. Nel suo cammino “TWD” è stata premiata con Eisner Award e Harvey Award (gli Oscar del fumetto), ha portato alla creazione nel 2010 di una delle serie tv più importanti e viste degli ultimi 20 anni, che giungerà il prossimo anno alla undicesima stagione. Diecimila persona lavorano attualmente ai 4 show televisivi del mondo di “TWD”, il mondo creato da Kirkman è ben lontano dal terminare, ma la scintilla da cui tutto è partito, la storia raccontata sulla nostra amata carta stampata, ha avuto la sua fine. Una fine giusta, emozionante, appagante. La fine che una grande epopea merita.

Il NUMERO 193

(nelle righe seguenti saranno presenti alcuni spoiler, nulla che vi rovinerà la lettura, ma siete avvisati)

Riposa in Pace” è il nome del volume che conclude il lungo racconto cominciato 16 anni fa con il risveglio di Rick Grimes in un letto d’ospedale. In un mondo in balia dei morti viventi, Rick è stato il personaggio cardine di tutta la narrazione, ha avuto molti compagni di viaggio, tanti amici, alcuni nemici, tutto ha sempre girato attorno al poliziotto di periferia, vero protagonista della serie. Quest’ultimo volume non poteva che terminare in un modo, ovvero mostrandoci la fine del percorso di Rick e della sua famiglia.

Il volume è diviso in due parti, la prima porta a termine la storyline del Commonwealth, mostrandoci, dopo il tumulto dello scorso numero, le conseguenze della lotta al potere nella grande comunità guidata dal governatore Milton. La fine della prima metà ha un impatto emotivo molto forte, la seconda metà è un tuffo nel futuro, una visione, una coccola ai lettori, un prospettiva di quel che sarà. La pagina finale, iconica, un emblema, l’essenza della grande storia che è stata “The Walking Dead”.

L’EFFETTO SORPRESA

Uno degli elementi caratterizzanti della lunga storia composta da questi 193 episodi è, senza dubbio, l’effetto sorpresa. Molto spesso il momento è legato alla morte di un personaggio, resa mai banale ed alle volte addirittura traumatizzante. È sempre molto difficile recensire un albo senza parlarne, perché i vari decessi hanno segnato cambi di rotta totali della serie. Il dato che la morte di un personaggio sia importante implica il fatto che Kirkman sia maestro nel caratterizzare le sue creature. Quale altra serie ha potuto contare su così tante morti importanti?   

CONCLUSIONI DI UN FINALE STORICO

L’epopea di The Walking Dead è stata una delle poche serie a mantenere una qualità elevata per tutta la sua durata, una lezione costante sul modo di sceneggiare in modo intelligente, una fonte di ispirazione per autori e disegnatori.

Una storia horror di zombie nella  quale gli zombie sono diventati una costante di sfondo. Una storia violenta, ma che ha cambiato la prospettiva di ciò che si ritiene violento e che ha saputo diventare una storia sulla famiglia e sull’amicizia. Una storia di valori e di civiltà, un quadro verosimile su un possibile futuro senza tecnologie e comodità. Uno specchio dell’animo umano e dei nostri bisogni primordiali.

Un fumetto che ha trasceso ampiamente il media di partenza, diventando parte integrante della cultura pop moderna, un successo clamoroso e meritato.

Un grazie è doveroso anche per la casa editrice Saldapress, che ha creduto nella creatura di Kirkman quando nessuno la conosceva e che ha fatto si che noi lettori italiani fossimo tra i primi a poter leggere le vicende di Rick Grimes, poliziotto di periferia che ha camminato tra i vaganti per quasi venti lunghi, spaventosi, meravigliosi, anni.

VOTO