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Vite di carta – Recensione

Vite di carta – Recensione

Vite di carta è la seconda opera della serie Timed, un progetto cross mediale formato Shockdom che vuole unire una collana di fumetti e un gioco di realtà Virtuale. Con i testi di Marco Rincione e i disegni di Giulio Rincione, l’opera è un capolavoro che rimarrà impresso nelle vostre menti per parecchio tempo.

Che cos’è la realtà? Felicità, sogni e speranze, ma anche dolore, sangue e ricordi. La realtà è una dimensione in cui i superpoteri non ci rendono eroi o cattivi, è un spazio in cui saremmo le ennesime vittime di un destino troppo crudele. Protagonisti di storie che saranno dimenticate e forse mai raccontate.

“Cos’è la vita vera? Quella di Carl è fatta di personaggi inventati. Bizzarre creature parlanti che sembrano uscite da un fumetto. Carl è un Timed, dotato di una super-empatia che lo rende in grado di entrare in contatto con i ricordi altrui e renderli reali. Ma i ricordi, quelli che tormentano Carl, lo hanno raggiunto anche dove ora lui si nasconde, ai confini estremi dell’Irlanda. Quelli di sua moglie, della sua vita passata, che vorrebbe riassaporare prima di morire e verso cui si mette in viaggio.”

Prima di introdurci all’interno dell’opera parliamo del mondo narrato all’interno del progetto Timed. In un futuro distopico non troppo lontano dal nostro presente le multinazionali hanno preso il comando, formando una nuova tipologia stato e dividendo il mondo in due gradi fazioni, in guerra per la conquista del globo.

Da una parte TheNation che punta ad avere una ridistribuzione mondiale ed equa di tutte le ricchezze, dall’altra NewState un impero economico che si basa sulla salvaguardia della natura attraverso le avanguardie tecnologiche. Le armi per eccellenza di questa guerra globale sono i Timed, esseri umani che possiedono dei poteri speciali e che hanno due caratteristiche comuni che hanno dato loro il nome, la prima è che il loro potere ha una durata limitata, la seconda è che una volta che il potere finisce, l’umano muore. Il progetto punta a raccontare le vite di questi super umani durate il periodo di guerra, con lo scopo di creare un universo supereroistico tutto italiano.

“È come se gli altri fossero trasparenti: vedo quello che pensano, sento quello che vedono, penso quello che dicono.”

In questo mondo in guerra i superpoteri non sono un dono ma una maledizione, una volta che si manifestano non c’è nulla da fare se non sperare che il tempo che ti è rimasto sia abbastanza. In questo mondo nel 2035, sui Monti Wicklow in Irlanda il nostro protagonista vive nella condizione in cui i suoi superpoteri lo hanno costretto, Carl può fondersi con la mente di chiunque gli sia vicino, senza avere il minimo controllo, per questo lascia sua moglie e la sua vita perfetta per isolarsi e il suo unico contatto umano è un vecchio impiegato del parco naturale in cui vive che lo rifornisce dei beni per vivere. La vita che ha abbandonato però gli da il tormento e un giorno, la donna amata gli appare e lui preoccupato e desideroso di rivedere il suo perduto amore si mette in viaggio per inseguire quei ricordi felici, verso il luogo da qui era scappato molto tempo prima.

I disegni realizzati da Giulio Rincione sono vero paradiso per gli occhi, una realizzazione magistrale con una fantastica cura nei dettagli e nell’uso del colore, soprattutto nella realizzazione di quelli che sono i personaggi creati da Carl e la rappresentazione del suo stato mentale distorto quando è a contatto con altre persone. I Rincione sono riusciti a fondere alla perfezione storia e disegno, riuscendo a creare un perfetto bilanciamento, che rende l’impatto dell’insieme ancora più positivo.

Realtà Distorta

Già nelle prime pagine di Vite di Carta, vi verrà mostrata, attraverso il disegno, questa differenza di realtà che anche dopo la fine della lettura non riusciamo ancora a comprendere appieno.  Il protagonista sofferente di solitudine crea un piccolo pezzo di mondo tutto suo, dove la realtà del mondo e quella della sua mente si fondono per creare qualcosa di nuovo e poco chiaro.

Potrebbe essere un’estensione del potere di Carl quello di rendere reali soggetti immaginari, come potrebbe essere che la realtà di quel pezzo di mondo sia reale solo dentro la testa dell’uomo. In quella terra in mezzo ai monti  per tenersi compagnia disegna e ritaglia queste piccole persone di carta senza un passato o pensieri che potrebbero attivare i suoi poteri, è lui stesso poi a dare loro i nomi e una vita.

La storia di Carl ci viene raccontata incompiuta, inizia all’improvviso in un momento della sua vita e sempre all’improvviso finisce. A parte un paio di finestre sul passato non sappiamo nulla della sua vita, non sappiamo come è venuto a conoscenza dei suoi poteri, di come era la sua vita prima, di come abbia scelto proprio quel posto in mezzo a tutti e di come abbia risolto le cose con  la moglie.

Vuoi sentire un’altro parere? Ecco la video recensione in collaborazione con Pelati e Fumetti

Ci viene accennato in singole frasi e un paio di immagini ma l’opera non punta sul passato ma sul presente. Focalizza l’attenzione sul presente, il futuro tormento dell’uomo e sul fattore riflessivo presente nella storia che vede il nostro protagonista porsi domande e darsi risposte sulla vita, sul suo potere che lui considera come la malattia che lo porterà alla morte. Questo suo rimuginare, tormentarsi in questo vortice filosofico è forse un po’ troppo eccessivo ed è l’unico minuscolo punto debole di quest’opera che la rende un po’ pesante da leggere e non facile da capire.

Nessun Eroe, Nessun Cattivo

Nonostante Vite di Carta faccia parte di una collana di fumetti sui super eroi, si stacca parecchio dal concetto, infatti in questa non vediamo ne supereroi e nemmeno supercattivi.  Quella di Carl non racconta di grandi gesta, di grandi Timed che vogliono salvare chi amano, o altri che possiedono solo sete di sangue, non sono ne coraggiosi protagonisti ne spalle di grandi eroi.

Carl è solo un uomo come tanti a cui il destino non ha progettato nulla di speciale se non il tormento di un potere troppo potente per essere controllato. Il suo potrebbe essere un superpotere da gradi gesta, ma lui sceglie un tipo di vita che di solito nelle grandi storie non viene nemmeno accennato, perché lui a differenza di altri non partecipa alla guerra, non salva vite, non uccide  malvagi.

Proprio per il suo essere insignificante la sua storia merita di essere raccontata, nella realtà sono più le persone insignificanti, eroi solo di loro stessi, che fanno quello che possono per andare avanti, di quelle che salvano il mondo. È giusto raccontare anche storie del genere in un mondo popolato da persone son super poteri, per far conoscere tutte le facce del cubo non solo quelle più colorate.

Il progetto Timed si rivela quindi un ottimo che ci regala già ora con questo volume e quelli presenti, forti emozioni e che sicuramente continuerà a farlo in futuro. Vite di Carta è un’opera di forte impatto che vi permetterà di guardare al mondo di Timed con occhi diversi e riflessivi, permettendovi di conoscere il mondo dei supereroi sotto un punto di vista diverso.

VOTO
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