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WOTAKOI: LOVE IS HARD FOR OTAKU – Recensione

WOTAKOI-LOVE-IS-HARD-FOR-OTAKU

L’amore è un affare complicato soprattutto per gli Otaku ossia, in termini più semplici, i geek o nerd. In Wotakoi: Love is hard for otaku, nuova serie manga arrivata in Italia grazie a Panini Comics Planet Manga, l’essere un otaku è malvisto ma ciò non preclude che i “geek” non meritino di amare o essere amati. Questo è il fulcro della storia scritta e disegnata dall’autrice pluripremiata Fujita.

Narumi e Hirotaka, amici d’infanzia, si ritrovano a distanza di anni a lavorare nella stessa azienda. Ormai adulti e rispettabili impiegati, sono lontani i tempi in cui passavano le loro giornate a leggere manga e a giocare ai videogame… O forse no?!

Qualsiasi amante della cultura pop, dei videogames, dei fumetti, anime e manga, che si sia sentito dire “sei un nerd” anche in modo dispregiativo, come quasi fosse una malattia, ha la motivazione giusta per leggere questo manga. L’imbarazzo che i personaggi sprigionano nel relazionarsi è decisamente vero, palpabile e contagioso. In Wotakoi, l’autrice è come se scattasse delle istantanee molto dettagliate delle relazioni interpersonali. L’opera ha un inizio decisamente “innocente”, volendo anche lento, ma questo serve a far entrare il lettore nella testa dei protagonisti. Narumi e Hirotaka, sono amici fin dall’infanzia, non è facile nascondere la loro vera identità al mondo. La situazione è stressante soprattutto per Narumi, il fatto di essere una otaku l’ha portata a perdere sia i suoi partner che il lavoro. Hirotaka, al contrario, vive il suo essere più serenamente e con distacco dal mondo.

Qui è doveroso fare un breve spiegone sul termine che molti di voi, quasi sicuramente, conosceranno già. Essere otaku equivale ad ossessione o passione? Gli otaku sono coloro che amano la cultura giapponese, della lingua nipponica, degli anime e dei manga e, trascendentalmente, a tutto l’universo che gravita attorno ad essi. Il luogo comune che troviamo in Italia per esempio è la convinzione che gli anime siano destinati esclusivamente ad un pubblico di bambini, errore! Molti credono che gli otaku siano delle persone ossessionate, ma questa cosa non è vera. Usando una parabola: “Sono dei collezionisti e come ogni collezionista hanno molta cura dei loro gadgets“. Ma torniamo a Wotakoi, Love is Hard for Otaku

Man mano che la storia avanza, i due protagonisti si avvicinano e diventano più intimi, e lo fanno in una maniera naturale e interessante. L’amicizia di lunga data che li lega in realtà si è sviluppata in un sentimento più profondo. Le situazioni che si vengono a creare tra i due protagonisti sono fresche, reali a volte anche imbarazzanti. Narumi ama disegnare e leggere manga, ed è dolce vedere come Hirotaka l’aiuta e la sostiene con il suo modo di fare calmo. Allo stesso tempo Narumi sta benissimo con Hirotaka che videogioca praticamente in continuazione, persino durante il lavoro. La loro relazione funziona. A loro si aggiunge una coppia di amici in perenne disaccordo, un amore litigioso li unisce da sempre. E il rapporto tra tutti è particolare e simpatico. Del resto, vige da sempre il termine “gli opposti si attraggono”, perché creano relazioni “rischiose” e quindi emozionanti. 

La mangaka Fujita ha chiaramente modellato tutti i personaggi su persone reali. Un simpatico epilogo ne svela come e su chi. Un’autentica biografia-romanzata che, Wotakoi, dettaglia momenti di pura emozione con una realtà impressionante. L’interno del racconto è arricchito da divertenti carte d’identità dei personaggi comprensivo di gusti e personalità di ognuno.
Molte tavole sono incentrate su momenti della quotidianità, uscite, appuntamenti. Sia i pensieri che i dialoghi riflettono questi spaccati di vita.

I disegni sono essenziali, quasi sempre concentrati sui volti dei protagonisti, ad eccezione di alcune scene per lo più cariche di humor. Scelta azzeccata in quanto quest’opera pone al centro dell’attenzione del lettore i pensieri e i sentimenti. L’arte ha un delicato equilibrio tra sfondi e disegni dei personaggi, quasi rilassante. Le vignette contengono non solo dialoghi ma spesso sono arricchite dai pensieri. Opzione simpatica soprattutto nelle scene più imbarazzanti, così le emozioni si delineano più chiaramente e si contestualizzano.

Tendenzialmente i luoghi di frequentazione e di movimento dei personaggi sono sempre gli stessi, il luogo di lavoro e il bar, solo in pochissime altre occasioni altre location tipo la casa di Hirotaka o, ovviamente, il Comiket.

Quest’opera è un simpatico melodramma di chi vive le proprie passioni e spesso viene deriso o incompreso. Il fatto che la protagonista lo viva così male ma allo stesso tempo gli dona tantissima gioia è un chiarissimo sintomo del disagio sociale causato dal pensiero comune negativo del termine, come fosse una devianza sociale.

I personaggi nel manga non si adattano ai loro archetipi tradizionali, ma si concentrano sul loro personale. Il modus operandi, dall’introduzione dei personaggi fino a quando sono integrati e delineati è il medesimo. Funziona, seppur a tratti possa sembrare lento. Tutto il lato artistico è ben curato e definito. Ma la marcia in più risiede proprio nel suo messaggio e diciamocelo: sono sicura che tutti noi abbiamo i nostri hobby preferiti i quali, magari molti, lo tengono nascosto come se fosse un segreto negativo. 

A molte persone non piace ammetterlo, ma fa parte della nostra società – purtroppo – e del modo in cui viviamo. Per uno spettacolo sulla cultura otaku e sull’esplorazione dello stile di vita (di norma per un nerd), Wotakoi, Love is Hard for Otaku è davvero un’opera di un certo livello. Benvenuti in un mondo in cui il romanticismo d’ufficio più l’otakuismo è uguale a: esperienza che non dimenticherete.

VOTO

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