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Zeth Castle – Intervista

Irriverente, ironico, goliardico, esperto, appassionato che fa appassionare, articolista, intrattenitore allo stremo dei migliori presentatori, cantautore perché scrive e canta, recensore, collezionista, ama i fumetti a tutto tondo, i videogame e chi più ne ha più ne metta. Questo e tanto altro ancora è Giovanni Zaccaria in arte Zeth Castle!

Paolo: Ciao Zethone!! Un piacere averti qui, sulla nostra piccola realtà. Partiamo con il botto e saltiamo i convenevoli; raccontaci di te: come nascono le tue passioni?

Zeth: Ciao e grazie per ospitarmi in casa vostra! Sono un accanito lettore di fumetti e libri e consumatore di cartoni animati fin dalla tenera età. Ho imparato a scrivere a 5 anni con mio padre e un Commodore 16 (giocavo ad Airplane ’86) e ho sempre manifestato un’innata curiosità verso il mondo della narrativa. Sono un fiero figlio degli anni ottanta, quindi sono cresciuto in quella golden era speciale in cui film, televisione, giocattoli ecc. erano pazzeschi e durante la quale di
fatto è nata la pop culture.

Ho visto nascere i primi videogiochi diffusi di massa, ho vissuto quasi per intero l’arrivo degli anime giapponesi in Italia e l’era dei super robot e successivamente sono stato travolto dai fumetti “post Topolino” innamorandomi degli X-Men, dei manga e in generale di tutto ciò che era “curioso”. Sono sempre stato piuttosto anticonformista, specie quando ero molto più giovane (alternando momenti di ribellione post punk) e questo mi portava ad esplorare territori non molto battuti dai miei coetanei che frequentavo.

Un paio di esempi? Tutti giocavano a calcio qui da me, io scelsi il basket (manco c’era la squadra al mio paese). Alle medie molti miei compagni durante l’intervallo si “annoiavano”, io e alcuni ragazzi che ancora frequento citavamo a memoria Alien, L’Armata delle Tenebre, giocavamo ai card game e avevamo chiuso le campagne di Hero Quest e Star Quest ormai già tre o quattro volte. Conobbi prima di tanti altri l’universo videoludico del NES e del Game Boy o dei giochi da tavolo, e mi ammazzavo di Super Quark e cartoni animati. Poi tutto ha preso una forma più definita, i miei interessi si sono estesi ed eccomi qua. Nerd e felice.

Paolo: Continuiamo sulla scia del tuo io nerd: quando hai sentito la necessità di parlare con il grande pubblico della/e tua/e passioni?

Zeth: Sono sempre stato espansivo, mediamente egocentrico come tutti i rapper (ahaha) e adoravo stare al centro dell’attenzione fin dalle elementari. Quando ero piccolo se qualcuno mi chiedeva quale lavoro avessi voluto fare da grande io rispondevo “il giornalista”. Un primo indizio su quale sarebbe stato il mio percorso ci fu in prima superiore.

Partecipai ad un concorso provinciale di recensioni cinematografiche e mi capitò per puro caso un film che nessun altro aveva scelto: La Casa di Sam Raimi. Fu un invito a nozze. Non lessi mai gli altri pezzi, so solo che ricevetti il primo premio (e facevo l’istituto tecnico industriale, non il classico, per intenderci). “Mmmmh, che figo scrivere” pensai. Poi quando iniziai a fare musica cominciai pian piano ad inserire le mie passioni nei miei testi (lo facevano i miei idoli Colle der Fomento con Star Wars, quindi perché no?).

Sono stato redattore e caporedattore di una rivista indipendente legata alla cultura hip hop (Moodmagazine prima e Myhiphop.it poi). La mia musica mi ha portato diverse volte ad esibirmi in varie fiere comics, visto che ad un certo punto ho deciso di dedicare tutto il mio repertorio alle mie passioni e quindi dare il via ad una sorta di “nerdcore” che porto avanti fieramente anche oggi, poi già dal 2013 ho iniziato ad avvicinarmi al mondo degli eventi comics come presentatore; la vera svolta avvenne poi un giorno nel quale il mio amico Miguel Velasquez mi chiese: “hey Zeth, ma tu dove leggi i fumetti?”.

Da lì ci fu il lampo di genio, io volevo creare un format di divulgazione sui fumetti e pensai che sarebbe stato forte parlare di comics e manga come sempre facevo coi miei amici, ma davanti ad una camera e seduto sulla tazza del cesso, il vero e unico Trono del Re; nacque l’idea di creare il format che poi si è affermato molto velocemente con il conseguente passaggio su lega nerd. Non mi sono più fermato un secondo. Anche quando avrei potuto riposare ho continuato a lavorare. Non ricordo tanti momenti della mia vita recente in cui non avessi un fumetto a portata di mano.

Paolo: Inutile girarci attorno, fai parte di una delle community nerd piu famose in Italia. Stiamo parlando di Lega Nerd. Parlaci di loro, della redazione, del clima e poi “cattivamente”, dicci cosa abbia in più, secondo te, LN rispetto ad altre realtà che potremmo definire similari.

Zeth: La family di Lega Nerd è molto importante. Più di qualunque altra realtà (ma senza nulla togliere ad esse) in LN si percepisce il senso di community vero e proprio (e questo si traduce in tante nomination ai Macchianera Internet Awards ad esempio).

I miei follower, che nel frattempo sono diventati tanti, sono parte di una vera famiglia, sono come me ed io come loro, con tanti si sono instaurati bei rapporti di amicizia. Un anno fa ero a Napoli per il Comicon e con NetAddiction abbiamo organizzato i party per celebrare Multiplayer e LegaNerd che compivano rispettivamente 20 e 10 anni di attività.

Ci fu un’accoglienza strepitosa, andammo al cinema a vedere la prima di Avengers: Endgame con i nostri fan e occupammo ben 2 file intere da lato a lato. Non è stata una prima, è stata una finale di Champions. In Lega Nerd godo della più totale libertà, bravo Itomi che non ci ha mai posto paletti lasciandoci liberi di esprimerci e far emergere le nostre personalità in tutti i contenuti.

Rispetto ad altre realtà analoghe nei pezzi e nei nostri video si nota una personalità forse più marcata e questo credo che sia la cosa che il nostro pubblico apprezza di più. Prima di essere delle firme sotto ad un articolo, siamo dei volti, degli amici con cui chiacchierare e scambiare opinioni. Abbiamo puntato sui contenuti video dedicati a fumetti, serie tv, collezionismo e cultura pop con un po’ di anticipo su altri e questo ci ha posti in una posizione favorevole per sviluppare i nostri profili.

E, se mi si concede, siamo una squadra con super attitude che spacca i culi.

Paolo: Qual è stato il primo fumetto (o la prima lettura) della tua infanzia? La consiglieresti, ad oggi? Perché?

Zeth: Ricordo ovviamente con affetto tutte le letture di Topolino, in particolare mi ricordo che un mio vicino di casa possedeva addirittura una copia de L’Inferno di Topolino del 1949, che non lessi per ragioni che potete immaginare. Ancora oggi conservo il numero 1964 di Topolino in cui Paperone era coinvolto in una parodia di Fantozzi (Paperozzi), scritta da Massimo Marconi e disegnata da quel maestro di Giorgio Cavazzano, una storia davvero divertente e ben scritta che porto assolutamente nel cuore.

Ovviamente ho letto tanti fumetti Marvel (tanto roba di Editoriale Corno e Star Comics) e DC Comics, per non parlare dei manga che sono stati il mio primo amore adolescenziale. Sono legatissimo ad Akira e a Nausicaa della Valle Del Vento, li considero ancora oggi due dei miei fumetti preferiti in assoluto.

Paolo: Dall’ultima domanda, avrai sicuramente notato che non siamo cattivi, ci disegnano così, quindi, ora, nominaci tre autori/disegnatori di comics che consideri sopravvalutati, e tre altri che, invece, metteresti seduta stante nell’olimpo degli autori.

Zeth: E’ più facile parlare di storie sopravvalutate che di autori sopravvalutati. Sparare a zero su un autore non è giusto e neanche professionalmente corretto. In questo periodo sono arrabbiato con Mark Millar, lui lo sa, gliel’ho comunicato telepaticamente.

Il tenore delle sue ultime storie, specie dopo l’accordo con Netflix, non è più comparabile con quello dei successi che l’hanno reso il Re Mida dei fumetti americani. Spero si possa svegliare da questo intorpidimento, perché altrimenti sarebbe un grande peccato. Sono in conflitto con tante opere di genere shonen manga, ho ormai scavalcato il confine e non riesco più a tollerare un certo manierismo e stereotipia nel fare manga per ragazzi e pre- adolescenti, forse perché sono infine diventato “grande” anch’io.

Le ultime cose di Masashi Kishimoto (Samurai 8) e Hiro Mashima le ho trovate davvero mortalmente deludenti, anche per un ragazzino. Non ho per nulla apprezzato Demon Slayer, un’opera che davvero potrei considerare sopravvalutata e non mi spiego il perché sia così tanto di successo. Ah neanche Cullen Bunn, tra gli autori, mi fa troppo impazzire e sono sempre piuttosto sorpreso dall’andamento altalenante di Warren Ellis, che per certi versi è ancora uno dei miei preferiti ma ha una discontinuità che mi preoccupa sempre.

Di recente mi sono innamorato del modo di scrivere di Donny Cates e Daniel Warren Johnson, li ritengo due kings, pur con personalità diverse le loro storie stanno crescendo anno dopo anno e in particolare per il “mio amico” di Chicago (basta un’intera Lucca passata assieme in Piazza Anfiteatro per diventare best friends evah, ahahah) credo che il suo percorso sarà davvero incredibile e il suo futuro più che roseo.

Adoro Taiyo Matsumoto e il suo modo di essere così giapponese ed europeo nello stesso momento. Come scrittori mi fanno impazzire Jason Aaron (Southern Bastards per me è una cosa quasi sovrannaturale) e Charles Soule, mentre tra i miei disegnatori preferiti attualmente non posso non citare Dan Panosian, di nuovo Daniel Warren Johnson e l’immancabile Juanjo Guarnido. Tra gli italiani Lorenzo Palloni è una garanzia alla scrittura, un vero talento con un appeal internazionale non da poco.

Tra i disegnatori non posso non citare alcuni amici: Carmine di Giandomenico (letteralmente uno degli artisti più talentuosi che abbia mai incontrato in vita mia), il Cammo, Massimo Dall’Oglio (uno dei pochissimi italiani che ha saputo far sua l’arte del fumetto orientale). Più ci penso e più vorrei ovviamente parlarti di Federico Bertolucci, di Laura Braga e Mirka Andolfo che amo tantissimo, dei fumettisti francesi e di tanti altri grandi artisti a cui sono legato per i più vari motivi.

Ecco vedi, cosa hai scatenato?

Paolo: Editoria Italia: sappiamo tutti che il mercato fumettistico, in Italia, non sia paragonabile né a quello americano, né a quello nipponico… Considereresti questa discrepanza frutto dell’influenza sociale (dato che nel nostro paese, spesso e volentieri, si associa il fumetto all’infanzia, causandone, conseguentemente, la svalutazione), oppure credi che ci siano altri motivi?

Zeth: E’ un problema che tutti si sono posti se si sono trovati a lavorare nel mondo dei fumetti. In parte la condizione a cui ti riferisci c’è ancora, anche se per fortuna lo sdoganamento in libreria e lo spopolamento della pop culture ha cambiato le regole. Si parla di mercato americano e nipponico, ma credo che sarebbe più utile guardare a quello francese, che dovrebbe assomigliarci e appartenerci maggiormente.

Il Festival international de la bande dessinée d’Angoulême, che tutti conosciamo, è un evento di portata gigantesca, conta un numero di visitatori uguale o di poco superiore alla metà del pubblico di Lucca Comics and Games, con una differenza: tratta solo ed esclusivamente fumetto. Le comitive scolastiche vi si recano ogni anno, perché il fumetto non è considerato solo intrattenimento, ma una insostituibile fonte di cultura e di apprendimento.

Gli alunni delle elementari spesso conoscono Tin Tin e anche le cose più recenti e le vendite in generale sono a volte anche 8-9 volte superiori al mercato italiano a parità di titolo. In Italia più che ad un aspetto di target di pubblico (come dicevi tu più legato all’infanzia o all’adolescenza) si associa il fumetto al mero intrattenimento. E non dovrebbe essere così, è fuori discussione.

E neanche perdo tempo a citarti esempi di storie che dovrebbero essere usate a scuola come materiale didattico. Con tutto il rispetto per Manzoni e I Promessi Sposi (non lo so si studia ancora?), la scuola dovrebbe abbracciare questa rinnovata cultura della lettura. I lettori giovani sono il mercato e i professionisti di domani. Il Giappone lascialo perdere per il momento. E’ un paese difficile da decifrare per noi occidentali.

Nel 2017 il fatturato dei fumetti digitali ha superato quello dei cartacei e nessuna casa editrice è andata in crisi o ha causato la moria di massa dei negozi di fumetti per questo. Il problema in Italia non è che si leggono pochi fumetti o che si sottovalutano, è che si legge poco in generale. E non parlo solo dei ragazzini svogliati, è una situazione davvero estesa. Ci ho scritto un pezzo molto lungo su Lega Nerd a riguardo (qui).

Mi fa sorridere il successo che hanno sui social certi book influencer, conoscendo poi l’abisso tra i loro likes e le copie effettivamente vendute di molti titoli. Ecco cos’è l’Italia: un paese dove conta più l’apparenza che la sostanza e dove è più bello dire di amare i libri che non leggerli davvero. E se fate un rapido calcolo vi accorgerete che il numero di post di molti book influencer è tale da non consentire loro un vero tempo di lettura. Come fai a consigliare 5-6 libri in una settimana?! Li ha davvero letti?

Paolo: Cosa stai leggendo attualmente?

Zeth: La quarantena e la conseguente pausa nell’uscita delle novità mi ha dato il tempo di rileggere alcune cose che meritano di essere rilette nel tempo più volte. Come Sandman per esempio. La Stagione delle Nebbie (il quarto volume) è a dir poco sublime. Perfetto in tutto.

Sto rileggendo tutto Ushio e Tora di Kazuhiro Fujita, uno dei migliori shonen di sempre. Ho letto con tanto piacere Viola Giramondo di Turconi e Radice (Bao Publishing) e Io Sono Shingo di Kazuo Umezz Star Comics) e mi sono gasato come un matto per il secondo volume di Outer Darkness (saldaPress).

Ho anche letto un paio di libri di Clive Cussler che mi mancavano (io l’ho sempre adorato, è stato il mio grande amico di tante estati in spiaggia, se amate Uncharted e ci avete giocato tanto lo dovete anche a Cussler e ai suoi Dirk Pitt e Al Giordino). In questo momento sono in mood “discovering Japan”, ho voglia di roba giapponese nuova e fresca e di fantascienza. Mi sto documentando.

Paolo: Youtuber… Ormai il parco giochi del tubo è ricco come un campo di grano nel Midwest. Cosa ne pensi degli youtuber? C’è qualcuno che segui o che stimi in particolare? Credi, inoltre, che la piattaforma incida in qualche modo sulla diffusione delle passioni e/o a livello massificato (e, di conseguenza, ci siano ambiti o opere che, magari, vengono svalutati a causa dell’influenza dei creatori di contenuti sugli spettatori)?

Zeth: Youtube è stata una grande conquista. Io non sono mai stato uno Youtuber, ho sempre trasmesso su altri social, Facebook e Twitch, per semplice comodità visto che erano le piattaforme adottate dal nostro network.

Seguo diversi youtuber, molti stranieri per la questione toys e collectibles. Sono un super fan di Epic Rap Battles of History (come non esserlo?) e di Angry Video Game Nerd. Tra gli italiani mi piace ogni tanto dare un’occhiata ai video sul wrestling di Simone Altrocchi (ritengo che abbia un’ottima capacità di coinvolgimento) e mi piacevano molto le prime cose di Human Safari.

Essere bravi davanti ad una telecamera su un social è importante, può fare la differenza e diventare persino un mestiere. In questo momento poi è estremamente utile saper coniugare education & entertainment (edutainment come diceva il guru KRS-One), basta che pensi alla situazione fumetterie, con la gente che non potrà ancora per un bel po’ fermarsi a chiacchierare col proprio pusher di nuvole parlanti.

Entrano ancora più in gioco le figure come la mia, pronte ad indirizzare il proprio pubblico in maniera seria e competente. Il segreto è solo uno: fare la cosa che piace nel modo che si conosce. Se uno ricerca la notorietà e si impegna per questo non la otterrà mai o sarà incredibilmente effimera.

Ci sono tanti canali di “fumetto” dove alla fine vengono trattati solo pochi e circoscritti anime e manga. Niente di sbagliato, per carità, ma spesso si percepisce abbastanza facilmente chi ama questa cosa da chi ama il riflesso della propria immagine sullo schermo. La diffusione di contenuti BUONI sul tubo è sempre un bene. Sta a noi selezionare quelli che sono veramente positivi e utili.

Paolo: E ora, il tasto dolente: periodo Covid-19: brutta situazione per tutti. In questa fase, il 25 marzo 2020, è entrata in vigore la Legge per la Promozione e il Sostegno della Lettura, che consente di vendere libri con uno sconto massimo del 5%, salvo eccezionali (e limitate) iniziative commerciali. Non pensi che, in questo momento (con cittadini in cassa integrazione, negozi che molto probabilmente si troveranno a chiudere per sempre, etc.), avere la possibilità di avere uno sconto maggiore sarebbe stata cosa buona e giusta? Non sarebbe stato meglio far slittare l’introduzione di questa legge?

Zeth: Sono molto in difficoltà rispetto alla nuova legge sull’editoria. Per quanto ci siano iniziative buone e azioni degne di considerazione, l’abbassamento della soglia di sconto la trovo una cosa purtroppo difficilmente condivisibile. L’azione che sembrava mirata a contrastare lo strapotere di Amazon in realtà praticamente non tocca il colosso digitale, il quale continua imperterrito il suo business.

E’ vero che molte fumetterie e librerie, applicando uno sconto del 15% sui titoli, rischiavano di vedere ridotti troppo i propri margini di guadagno, ma credo che le vendite in questo momento siano messe più a repentaglio, viste le difficoltà provocate del Covid.

Anche perché, non essendo cambiate le percentuali di sconto tra case editrici e distributori e tra distributori e fumetterie/librerie, non è che a monte i prezzi possano essere abbassati. Tutto si ripercuote solo e semplicemente sulle tasche dei lettori. In questa cosa dell’abbassamento dello sconto massimo non vedo un contributo alla diffusione, spero di sbagliarmi.

Che ci piaccia o meno viviamo in una società consumistica, ritengo uno sbaglio averla inserita in Gazzetta in piena emergenza sanitaria, generando confusione e impreparazione. E poi scusa un secondo: i libri e i fumetti sono cultura e la cultura non si svende, quindi sconto massimo 5%. Film e videogiochi invece cosa sono??! Va a spiegarlo al Ministro della Cultura o agli Assessori che patrocinano il Festival di Venezia, Lucca Comics, ecc che il cinema non è cultura.

Direi che in parte questo è classismo e in parte è anche ignoranza.

Paolo: Lion perde i diritti DC, scadono; Panini acquista i diritti DC, aumenta i prezzi quasi del 50%…cosa ne pensi (ci provo)?

Zeth: Non spetta a me commentare le scelte aziendali di Panini, di certo i loro conti li sanno fare. Finalmente DC può contare su un editore serio, stabile e le pubblicazioni possono uscire con regolarità e competenza. In questo momento posso solo immaginare (perché constatare è decisamente troppo supponente) che ad un aumento dei prezzi di copertina di alcune testate dell’ordine del 40% non corrisponda una perdita di lettori di uguale percentuale. Vedremo come si svilupperà.

Paolo: Consigliaci almeno tre letture che, per chiunque, sono indispensabili da affrontare, almeno una volta nella vita!

Zeth: Maus di Art Spiegelman è il fumetto che ti cambia letteralmente la vita. Da leggere e studiare e portare nelle scuole. Il già citato Sandman è uno dei più grandi capolavori del fumetto.

Dopo aver letto la saga di Gaiman, tante altre letture ci sembreranno decisamente insipide.

Giusto per non tirar fuori il solito Ritorno del Cavaliere Oscuro, porto Born Again di Miller e Mazzucchelli come fulgido esempio di cosa si può arrivare a fare coi supereroi, da alcuni tanto odiati.

Poi con ‘sta storia delle tre scelte mi metti troppo in difficoltà. Io vorrei parlarti dei primi numeri di Nathan Never, di Masakazu Katsura, di Takehiko Inoue e Go Nagai (dio quanto rischia di essere attuale il suo Devilman di questi tempi), di Pratt e Moebius e non finirei più.

Sto cominciando ad odiarti.

Paolo: Quali sono (se ci sono) io tuoi progetti futuri in quanto Zeth?

Zeth: Adesso che mia figlia ha quasi un anno e mezzo voglio rimettermi a fare un po’ di musica: voglio tornare sul palco a suonare e non solo a presentare, la mia ultima (mini) performance risale a dicembre 2019 a Taranto Comix e voglio assolutamente mettermi a fare cose nuove.

Ho in cantiere un paio di progetti con i miei carissimi e fortissimi amici The Sidh (andate a sentirli, sono una band che il mondo ci invidia) e con un po’ di vecchi compagni d’arme come Miguel Velasquez. Sto tornando, voglio farlo, con la calma e la pacatezza della maturità.

Ma con una attitudine spaventosa. Scrivo queste righe il 1 maggio e mi sono capitati davanti i ricordi del live che hoportato con la miaband ZeeRex nel 2017 sul main stage del Comicon di Napoli: chi c’era se lo ricorda, quel palco lo abbiamo aperto in due.

I miei format continueranno, anzi, ho intenzione di esplorare sempre di più il mondo dei toys e del collezionismo e il mondo non si libererà di me tanto facilmente. Però mi mancano tanto le fiere. Io ho basato davvero i miei bioritmi sulla stagione delle fiere ed è un’importante parte della mia vita professionale. Mi mancano terribilmente.

Paolo: Zeth… Grazie! E’ un piacere chiacchierare con te! Prima di lasciarci, però, ti chiediamo di lasciare i nostri lettori con una tua massima, citazione fumettistica, filosofica o di qualsivoglia natura, che ti è rimasta impressa, insieme al motivo per cui hai scelto proprio quella.

Zeth: Grazie a voi per avermi lasciato un sacco di spazio per esprimermi e continuate così! 😊

Prima di tutto vorrei rivolgermi a tutto il popolo dei nerd, si proprio voi là fuori che vi infottate come dinosauri per fumetti, giochi, libri e tutto ciò che vi appassiona. Non permettete mai che qualcuno vi manchi di rispetto per le vostre passioni.

Si parla ancora troppo spesso di bullismo, una roba che dovrebbe essere morta e sepolta assieme a tante idiote reminiscenze del passato. Io sono sempre stato un nerd e un guerriero e vi auguro di esserlo altrettanto. La vostra curiosità, sete di sapere, il vostro impegno devono sempre essere motivo di orgoglio e da sprono per il prossimo, mai essere oggetto di scherno.

Se qualcuno si permette di mancarvi di rispetto è perché – va detto – si trova qualche millennio indietro nella scala evolutiva e non merita la vostra considerazione. Siate sempre forti e curiosi. Mai chiusi, bigotti o irrispettosi. Siete migliori di chi vi manca di rispetto, dimostrateglielo, perché in voi avete un grande potere. E da grandi poteri, derivano grandi responsabilità. Amen, andate in pace!

Grazie!

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